I distruttivi colpi di coda di Trump colpiscono anche l’Artico: sì alle trivellazioni

Stati Uniti. L’ultima spallata del presidente uscente si realizzerà a pochi giorni dall’insediamento di Biden, in anticipo di un anno sui tempi previsti: un’asta online per la vendita delle licenze di estrazione di petrolio e gas nell’Arctic National Wildlife Refuge dell’Alaska, casa degli orsi polari

Marina Catucci * • 5/12/2020 • DIRITTI AMBIENTALI • 209 Viste

NEW YORK. L’amministrazione Trump ha dato l’approvazione formale alla vendita di licenze di trivellazione per gas e petrolio nell’Arctic National Wildlife Refuge dell’Alaska, nonostante questa mossa sia fortemente contrastata dai gruppi ambientalisti e da alcune comunità native dell’Alaska: il rifugio in questione ospita orsi polari e altre specie protette.

I CONTRATTI verranno venduti il 6 gennaio in una video-asta online, poche settimane prima dell’insediamento di Joe Biden che si oppone al trivellamento. Trump aveva autorizzato la vendita dei contratti per l’estrazione di gas e petrolio nel parco nazionale dell’Alaska attraverso il Tax Cuts and Jobs Act del 2017.

«Abbiamo fatto un passo significativo nell’annunciare la prima vendita in anticipo rispetto alla scadenza fissata dalla legge e prevista per il dicembre 2021 – ha affermato Chad Padgett, direttore del Bureau of Land Management per lo Stato dell’Alaska – Il petrolio e il gas della pianura costiera sono una risorsa importante per soddisfare la domanda energetica a lungo termine della nostra nazione e le vendite contribuiranno a creare posti di lavoro e opportunità economiche. La legge fa dello sviluppo del petrolio e del gas uno degli scopi del rifugio, dirigendo chiaramente il segretario, che agisce attraverso il Bureau of Land Management, a realizzare un programma di leasing competitivo per una pianura costiera potenzialmente molto ricca di energia».

Di approccio e punto di vista completamente diverso la dichiarazione rilasciata da Adam Kolton, capo dell’Alaska Wilderness League: «Il destino elettorale del presidente Trump è stato segnato e i suoi giorni in carica sono contati. La vendita di un contratto di locazione per l’Arctic Refuge non è altro che l’ennesimo favore politico pericoloso e a cui manca un ampio sostegno pubblico o credibilità legale».

LA TEMPISTICA SERRATA di questa mossa finale di Trump è un elemento di lettura legale ambivalente. Per gli esperti non è chiaro se la tempistica accelerata delle vendite possa essere un elemento impugnabile in tribunale per fermare i piani di perforazione o se la finalizzazione dei contratti prima dell’insediamento di Biden possa poi essere difficile da sbloccare.

«Le estrazioni di petrolio e gas potrebbero cacciare via per sempre gli orsi polari nella pianura costiera dell’Arctic National Wildlife Refuge», ha affermato Jamie Rappaport Clark, presidente e amministratore delegato di Defenders of Wildlife.

La preoccupazione delle comunità della regione è di essere colpite in modo sproporzionato dall’affitto delle terre a compagnie petrolifere e del gas, elemento che mostra come l’amministrazione Trump abbia portato avanti i piani nonostante il rifiuto delle istituzioni finanziarie statunitensi di finanziare le trivellazioni petrolifere nella regione artica. L’ultima in ordine di tempo è stata Bank of America

* Fonte: Marina Catucci, il manifesto

ph by Alan D. Wilson, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

 

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