Covid in Lombardia, smentito Fontana: «Da maggio segnalati 54 errori»

Covid in Lombardia, smentito Fontana: «Da maggio segnalati 54 errori»

Sette espulsi, un ammonito, cartelli di protesta, fischietti, invasioni di campo, cori di sfottò, l’intervento della Digos. Non a San Siro, dove ieri sera si è giocato il derby Inter-Milan, ma al consiglio regionale della Lombardia, dove ieri mattina è esplosa la protesta delle opposizioni contro la giunta Fontana, la gestione lombarda della pandemia, lo scandalo dell’errore nella comunicazione dei dati che ha fatto finire la Lombardia in zona rossa. C’è stato chi come il consigliere di + Europa Michele Usuelli si è messo in ginocchio davanti al presidente Fontana implorandolo di rendere pubblici i dati disaggregati della pandemia, chi come Pietro Bussolati del Pd ha consegnato a Fontana un pallottoliere «per evitare che ci mandi ancora in zona rossa per sbaglio», chi come i consiglieri 5 Stelle hanno interrotto più volte la seduta sollevando cartelli con scritto «Verità per la Lombardia». Alla fine, annotati sul taccuino, gli espulsi sono stati i consiglieri M5S Dario Violi, Massimo De Rosa, Simone Verni, Nicola Di Marco, Dino Alberti, il consigliere Pd Pietro Bussolati e il consigliere di + Europa Michele Usuelli; ammonito Luigi Piccirillo dei 5 Stelle.

ALLA RIPRESA dei lavori d’aula nel pomeriggio anche il resto dei consiglieri di minoranza, tranne Patrizia Baffi di Italia Viva, hanno lasciato l’aula. Prima delle proteste era andata in scena l’autodifesa del presidente Fontana, una relazione ancora tutta all’attacco del governo e dell’Iss. «La mancanza di rispetto nei confronti della Lombardia e dei lombardi è andata oltre il consentito» ha tuonato Fontana. «La Regione invia tutti i giorni i dati certificati in modo corretto così come attestato dallo stesso Iss. Fino a questo momento i dati prodotti non erano mai stati contestati». Avanti sulla sua linea: «Noi in occasione del report 35 abbiamo notato la discrepanza tra indice Rt sintomi e il resto degli indicatori, incluso l’Rt ospedaliero» e a quel punto «abbiamo chiesto una valutazione più coerente da parte della cabina di regia che tenesse conto anche dell’Rt ospedaliero e dell’incidenza dei nuovi positivi per 100mila abitanti».

IL SOLITO GIRO DI PAROLE che lui e Letizia Moratti propinano all’opinione pubblica da giorni per non ammettere di aver sbagliato a registrare e comunicare i dati dei sintomatici da più di 21 giorni che hanno fatto sballare l’Rt lombardo a gennaio e – è anche il sospetto dei sindaci di centro sinistra lombardi – probabilmente anche a dicembre e novembre. La versione di Fontana davanti ai consiglieri regionali ha costretto l’Istituto Superiore di Sanità a tornare sull’argomento con una nota che aggiunge particolari piuttosto interessanti. L’Iss da maggio fino al 7 gennaio scorso ha inviato 54 segnalazioni di errori, incompletezze o incongruenze nei dati alla Regione Lombardia. Tra il 13 dicembre e il 13 gennaio la percentuale di casi incompleti per la sintomatologia – assenza di informazioni nel campo «stato clinico» – è stata pari al 50,3%, una su due, «a fronte del 2,5% del resto d’Italia» scrive ancora l’Iss. «Alla luce del quadro descritto si precisa che gli ultimi inserimenti da parte della Regione Lombardia risalgono alle ore 10.58 e alle ore 14.51 del 20 gennaio 2021 con una rettifica dei dati pregressi presenti alla data 13 gennaio 2021: eliminando la segnalazione di una data inizio sintomi in 4.875 casi segnalati, diminuendo di 17.654 casi quelli classificati in precedenza come sintomatici, aumentando di 12.779 casi quelli classificati come asintomatici». È la rettifica fatta dalla Regione che ha portato al crollo dell’Rt da 1.4 a 0.88.

LA PROTESTA dei consiglieri d’opposizione proseguirà anche nei prossimi giorni, l’M5S ha annunciato una mozione di sfiducia a Fontana sulla quale potrebbe convergere anche il Pd, e anche in Commissione Sanità i consiglieri parteciperanno ai soli lavori che riguarderanno l’emergenza Covid e la riforma della sanità. «Troppo spesso in questi mesi la commissione Sanità è stata infarcita di altri provvedimenti per non discutere di quello che realmente sta accadendo il Lombardia» ha spiegato il capogruppo del Pd Fabio Pizzul. Incurante del disastro combinato a fine seduta la maggioranza ha votato una mozione di «censura delle azioni» del ministro Speranza e di richiesta di «un maxi risarcimento per i danni dell’errata collocazione della Lombardia in zona rossa»

* Fonte: Roberto Maggioni, il manifesto



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