Lo Stato di New York legalizza la cannabis e redistribuisce i proventi

Lo Stato di New York legalizza la cannabis e redistribuisce i proventi

Lo Stato di New York ha legalizzato la marijuana per uso ricreativo e cancellerà i casellari giudiziari delle persone precedentemente condannate per crimini che ai sensi della nuova legge non esistono più.

Il governatore Andrew Cuomo ha firmato la legge 12 ore dopo che il Congresso statale l’aveva approvata: New York è ora il 15° Stato a consentire l’uso ricreativo della marijuana. «Questo è un giorno storico per New York – ha detto Cuomo – che raddrizza i torti del passato ponendo fine a dure pene detentive e che abbraccia un’industria che farà crescere l’economia dell’Empire State dando la priorità alle comunità emarginate in modo che quelle che hanno sofferto di più saranno le prime a raccogliere i frutti»

La nuova legge potrebbe creare fino a 60.000 posti di lavoro e generare 350 milioni di dollari di entrate fiscali all’anno. I precedenti tentativi di legalizzare la marijuana erano falliti per disaccordi su come distribuire le entrate fiscali provenienti dalle vendite di marijuana.

Ora un accordo è stato raggiunto: un’aliquota fiscale del 14% che include il 9% per lo Stato, il 3% per il comune in cui viene effettuata la vendita e l’1% per la contea. Di quel 9%, il 40% è stato stanziato per le comunità colpite in modo sproporzionato dalle precedenti leggi sulla proibizioniste, il 40% andrà alle scuole e il 20% per medicine e istruzione.

In base alla legge i newyorkesi potranno possedere tre once (85 grammi) di marijuana e coltivare in casa fino a tre piante, con un limite di sei piante per nucleo familiare. La legge cerca anche di consentire alle persone con condanne passate e a coloro che sono coinvolti nel mercato illecito della cannabis di partecipare al nuovo mercato legale.

«A differenza di qualsiasi altro Stato in America, questa legislazione è intenzionale sull’equità – ha detto alla Camera statale Crystal Peoples-Stokes, che ha sponsorizzato il disegno di legge – L’equità non è un secondo pensiero, è il primo e deve esserlo, perché le persone che hanno pagato il prezzo di questa guerra alla droga hanno perso tanto».

* Fonte: Marina Catucci, il manifesto

 

 

Foto di Circ OD da Pixabay



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