Stati Uniti/Russia. Tra le due potenze scoppia la pace fredda: «Interessi, non fiducia»

Stati Uniti/Russia. Tra le due potenze scoppia la pace fredda: «Interessi, non fiducia»

Tra oggi e domani, gli ambasciatori di Usa e Russia, a Mosca e a Washington, che da mesi erano stati “richiamati” in seguito alle tensioni dovute al caso di pirateria di SolarWinds, «torneranno nelle loro sedi». Lo ha confermato Vladimir Putin, nella conferenza stampa che ha concluso l’incontro con Joe Biden a Villa La Grange a Ginevra. Per Putin «il dialogo è stato costruttivo», «senza ostilità», e i due leader hanno mostrato «il desiderio di comprendersi» (potrebbe anche esserci uno scambio di prigionieri nel prossimo futuro).

PER BIDEN, «TONI POSITIVI», benché i diritti umani, la sorte dell’oppositore Navalnyj restino in testa all’agenda. Putin, rimandando le accuse agli Usa, ammette di aver approvato «consultazioni» con la controparte americana, per «evitare cyber-attacchi», uno dei punti più tesi del confronto, che non riguarda solo Washington ma anche gli europei (Francia e Germania, che hanno importanti scadenze elettorali nei prossimi mesi, hanno messo a punto un programma di lotta contro le ingerenze elettorali).

Biden, che a Ginevra ha definito l’incontro tra «due grandi potenze» – pensando al nucleare, punto determinante per un negoziato che deve riprendere dopo anni di forti tensioni – ha ribadito la necessità di «rapporti stabili e prevedibili», che «non è questione di fiducia ma di interessi».

Biden aveva già incontrato Putin dieci anni fa, come vice-presidente. Per Putin, Biden è il quarto presidente statunitense che ha come controparte, un vertice molto diverso da quello di Helsinki, nel 2018, quando Donald Trump aveva suscitato più che sconcerto affermando di credere più al presidente russo che alla propria intelligence rispetto ai sospetti di interferenza nelle elezioni presidenziali.

IERI, DUE ORE E MEZZA IN TUTTO di dialogo, in due sequenze (la prima di 93 minuti a quattro, i due presidenti affiancanti dal segretario di stato, Antony Blinken e dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, la seconda di 65 minuti, con l’arrivo di altri quattro partecipanti per parte, tra consiglieri e ambasciatori). Dopo Trump, che ha creato una forte instabilità nelle relazioni internazionali, ieri c’è stato un ritorno a una certa normalità. «L’ultima cosa che Putin vuole è la guerra fredda» ha detto Biden.

MA I PUNTI DI FRIZIONE e di scontro restano numerosi tra Washington e Mosca. Sulla cyber-criminalità, che ha colpito gli Usa (e l’Europa), c’è l’impegno di «consultazioni» da parte della Russia sotto accusa. «Non giudichiamo la Russia, il suo governo, responsabile degli attacchi – ha precisato Jack Sullivan – ma abbiamo detto che è la responsabilità sovrana della Russia di affrontarli» e di combattere questa criminalità che ha trovato in Russia un terreno favorevole per impiantarsi (la Russia non ha firmato la Convenzione di Budapest del Consiglio d’Europa sulla cyber-criminalità). Il rispetto dei diritti umani, il caso Navalnyj, l’esclusione di partiti di opposizione dalle prossime elezioni in Russia sono stati evocati da Biden, ma non hanno scosso le certezze di Putin.

TRA RUSSIA E USA ci sono tensioni su diversi terreni diplomatici e militari. A cominciare dall’Ucraina, dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 – che ha portato all’esclusione di Mosca da quello che allora era il G8 – e la crisi del Donbass, per la Russia una controffensiva per evitare l’allargamento della Nato, vissuto come una sfida sulla porta di casa.

Per Biden, il «sostegno alla sovranità dell’Ucraina è incrollabile». La presenza in Siria e Libia dei mercenari del gruppo russo Wagner, che si sta estendendo ad altri paesi africani (Repubblica centrafricana, Ciad, Mali) sono una preoccupazione Usa ed europea. Le ambizioni russe nell’Artico inquietano. Sul disarmo, Biden ha rinnovato per 5 anni New Start, l’accordo di dissuasione sulle armi strategiche nucleari firmato nel 2010 e che era in scadenza. Ma nel 2002, Bush aveva ritirato gli Usa dal trattato Anti-balistic Missile, nel 2007 la Russia aveva abbandonato il Fce, sulle armi convenzionali, nel 2019 Trump era uscito da “Cielo aperto” sui voli di riconoscimento, sottoscritto da 34 paesi.

La «limitazione degli armamenti» è, secondo Putin, uno dei punti dove si può ritessere un’intesa. Gli altri punti citati dal presidente russo sono il clima e i conflitti regionali. Per questi ultimi, centrale è il negoziato in corso a Vienna sul nucleare iraniano, anche se il protagonismo russo in Medioriente è considerato dagli occidentali come un elemento di destabilizzazione. Sul Covid, malgrado l’uso della “diplomazia dei vaccini” da parte della Russia, Putin ha serie difficoltà interne: ieri, la città di Mosca ha reso il vaccino obbligatorio, visti i dati estremamente preoccupanti sui contagi.

GLI EUROPEI DISCUTERANNO delle relazioni con la Russia al Consiglio del 24 e 25 giugno. L’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, ha sollevato perplessità ieri per una presa di posizione molto dura contro Mosca: «Le relazioni peggioreranno», l’Europa «deve essere realista», la Russia ha creato «una spirale negativa» e la Ue intende avere un «coordinamento» con Nato e G7 per «reagire alle minacce e alle azioni nocive in modo più sistematico». Ma, oltre a «respingere e contenere», la Ue propone anche di «interagire» nel futuro con il vicino russo.

* Fonte: Anna Maria Merlo, il manifesto



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