Foggia. Operaio muore in un cantiere schiacciato da una lastra di calcestruzzo

Foggia. Operaio muore in un cantiere schiacciato da una lastra di calcestruzzo

A Foggia. Alessandro Rosciano, operaio di 47 anni, è stato schiacciato da una lastra di calcestruzzo ed è morto sul colpo ieri in un cantiere a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia

Alessandro Rosciano, operaio di 47 anni, è stato schiacciato da una lastra di calcestruzzo ed è morto sul colpo ieri in un cantiere a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che la lastra di calcestruzzo si sia sganciata dal mezzo da cui doveva essere scaricata, per cause da accertare, cadendo addosso all’operaio.

Carabinieri e medici accorsi sul luogo della morte di Rosciano non hanno potuto fare altro che constatare la morte dell’operaio. Fino al 7 agosto ci sono stati in Italia 818 morti complessivi per infortuni sul lavoro. Di questi 431 sono morti sui luoghi di lavoro, i rimanenti sulle strade e in itinere. A questi occorre aggiungere i lavoratori morti per Covid considerati a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro. 88 medici sono morti per coronavirus nel 2021 (358 totali dall’inizio epidemia) 80 gli infermieri in servizio. La morte di Alessandro Rosciano si aggiunge a questa ignobile e inaccettabile mattanza, la vergogna d’Italia.

La Cgil Puglia e la Camera del Lavoro di Foggia esprimono il «proprio cordoglio» per la sua morte. «Solo qualche giorno fa – hanno detto i segretari generali della Cgil regionale, Pino Gesmundo, e della Camera del Lavoro di Foggia, Maurizio Carmeno – segnalavamo un’emergenza seria legata alla sicurezza, che si evinceva dai dati sugli infortuni nei primi sei mesi dell’anno: 41 morti e quarta regione in Italia per incidenza su numero occupati». «È insostenibile per un paese civile dover fare i conti ogni giorno con uomini e donne che escono di casa per andare a lavorare e garantirsi un reddito per vivere, e che trovano invece la morte. A nostro avviso non è adeguata all’emergenza la risposta delle istituzioni». «Siamo pronti a forme più dure di lotta se dalle istituzioni non arriveranno segnali precisi, a partire da investimenti per le assunzioni negli organismi ispettivii».

«Ci auguriamo che la magistratura faccia presto il suo corso, ma è ora di lavorare seriamente per fermare questa strage silenziosa – ha detto Franco Busto, segretario della Uil Puglia – Siamo molto preoccupati in vista dell’arrivo delle risorse del Recovery Plan, quando i cantieri si moltiplicheranno senza un corrispondente aumento dei controlli».

* Fonte: Mario Pierro, il manifesto



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