Strage continua: altri due morti sul lavoro, governo e CGIL pensano alla patente a punti

Strage continua: altri due morti sul lavoro, governo e CGIL pensano alla patente a punti

Strage Infinita. La Fillea Cgil – prima a proporla – si appella a Mattarella: firmi subito il decreto già previsto nel 2009

La strage non si arresta. Altri due morti sul lavoro ieri.
Ad Asti un uomo di 56 anni, lavorava come addetto alle manutenzioni di celle frigorifere per conto di una ditta del Torinese. Stava riparando un frigorifero in un negozio di surgelati quando è stato investito dalla fiammata. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime: aveva ustioni sul 70% del corpo. L’incidente poco dopo mezzogiorno nella zona di corso Alfieri, centro città.
Ennesimo incidente mortale invece in Lombardia, ancora una volta nella Bergamasca: da maggio – in meno di tre mesi e mezzo – sono stati in sette a perdere la vita sul lavoro nella sola provincia di Bergamo. B.S., 36 anni, di nazionalità indiana e residente a Presezzo, dipendente dell’impresa Dem Coperture di Brembate Sopra che effettua lavori di rimozione di amianto, è precipitato da un’altezza di circa 8 metri decedendo sul colpo. Dai primi accertamenti risulta che il lavoratore nello spostarsi ha messo il piede su un lucernario che per il peso si è sfondato facendo precipitare l’uomo al suolo. La caduta non è stata impedita nemmeno dall’apposita rete sottostante predisposta.
L’incidente è avvenuto all’interno della Toora Casting che produce componenti d’alluminio per auto. Un’azienda appena controllata e con un nuovo piano sicurezza. Ma si tratta di un’eccezione, anche in Lombardia. Per questo per la prima volta anche fonti del governo iniziano a parlare apertamente di «patente a punti per le imprese». Si tratta della proposta lanciata ormai da anni dalla Fillea Cgil e dal suo segretario generale Alessandro Genovesi proprio dalle pagine del manifesto. Come per la patente di guida, ogni azienda parte da 30 punti e ne perde se ha infortuni e incidenti per propria responsabilità – lavoratori senza caschetto, ponteggi non a norma – allo stesso modo guadagna punti se investe in sicurezza e formazione. Se l’azienda azzera i punti è bloccata a partecipare agli appalti mentre nelle gare a parità di offerta economica vince chi ha più punti.
Era già prevista dal decreto legislativo 81 del 2009 all’articolo 27 ma non è mai stata attuata «per le resistenze di alcune associazioni di impresa», ricorda ieri Genovesi che si appella al Presidente Mattarella «alla sensibilità che ha sempre dimostrato: vari il decreto nei prossimi giorni senza guardare in faccia nessuno, perché non si può continuare ad assistere a questo scaricabarile ipocrita, intollerabile ed ignobile».

* Fonte: Massimo Franchi, il manifesto



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