Crimini contro l’umanità in Siria, il gruppo francese Lafarge rischia il processo

Crimini contro l’umanità in Siria, il gruppo francese Lafarge rischia il processo

Francia. La Corte di cassazione ribalta la sentenza d’appello sul gigante mondiale del cemento: pagò l’Isis per continuare a fare affari a Rakka

Il gruppo Lafarge, gigante mondiale del cemento (oggi Lafarge-Holcim, dopo la fusione del francese con il gruppo svizzero) potrebbe dover rispondere di fronte a un tribunale in Francia non solo per «finanziamento del terrorismo» ma anche per «crimini contro l’umanità». La Corte di cassazione ha difatti annullato una decisione della Corte d’appello di Parigi del novembre 2019, che non aveva accolto una sentenza di primo grado che metteva in causa l’attività del gruppo in Siria fino al 2014: due ong, Sherpa e Centro europeo per i diritti costituzionali e umani, assieme a 11 ex dipendenti del gruppo, avevano sporto denuncia contro il cementificio per collusione con gruppi armati in Siria, compreso lo Stato islamico.

Il gruppo è sospettato di aver versato 13 milioni di euro in pochi anni a gruppi armati nella zona di Rakka, per poter continuare a fare affari. Lafarge nel 2007 aveva acquisito una fabbrica di cemento situata a 90 km da Rakka, che nel 2014 diventa la “capitale” dello Stato islamico. La fabbrica, rimodernata, ricomincia a funzionare nel 2010, con una capacità produttiva di 3 milioni di tonnellate di cemento l’anno. Nel 2014 però Lafarge chiude le sue attività in Siria.

Di fronte alla Corte d’appello, Lafarge si era difesa sostenendo di non poter essere accusata di crimini che non aveva commesso. Ma per la Corte di Cassazione «si può essere complici di crimini contro l’umanità anche se non si ha intenzione di associarsi all’esecuzione di questi crimini», perché per essere considerati complici «basta averne conoscenza». E il gruppo Lafarge non poteva non sapere, «il carattere terroristico di questi gruppi non poteva essere ignorato», perché in Francia anche prima del 2014 ci sono state sentenze giudiziarie che hanno riconosciuto come lo Stato islamico abbia commesso crimini contro l’umanità.

* Fonte: Anna Maria Merlo, il manifesto

 

ph by Phil Sangwell, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons



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