Spagna, il governo Sánchez ha un piano per frenare l’aumento delle bollette elettriche

Spagna, il governo Sánchez ha un piano per frenare l’aumento delle bollette elettriche

Approvato il pacchetto di misure per calmierare i prezzi. L’obiettivo è svincolare la bolletta dal mercato all’ingrosso dell’elettricità

 

Con la preoccupazione sociale alle stelle, il governo spagnolo è stato costretto a intervenire direttamente sul mercato per tentare di calmierare un prezzo della luce ormai fuori controllo da molte settimane, che ha portato l’inflazione spagnola quest’anno a superare il 3%.

II Consiglio dei ministri di ieri ha approvato un pacchetto di misure per intervenire significativamente in un settore complessissimo in cui l’assenza di attori pubblici nel mercato dell’energia ha massimizzato gli effetti nefasti della vendita all’asta del prezzo del megawatt/ora.

In sostanza, per il modo in cui funziona il meccanismo, il prezzo del gas – che produce solo il 30% dell’energia elettrica in Spagna e che è il più elevato di tutti – influenza il prezzo di ogni altra forma di produzione di energia: soprattutto le rinnovabili, il nucleare e il termico. Il che ha avuto soprattutto quest’anno la conseguenza di arricchire in maniera sproporzionata gli operatori (l’oligopolio elettrico formato dalle giganti Endesa – di proprietà per il 70% di Enel – Iberdrola, Naturgy ed Edp) che nel caso del nucleare (che produce il 20% dell’elettricità spagnola), dell’idroelettrico e del solare hanno invece prezzi di produzione pressoché costanti (e molto bassi).

Il governo ha deciso di intervenire sulle tre parti che costituiscono il prezzo finale della bolletta: il consumo e prezzo della luce (quello che sta esplodendo in questi giorni), la parte dei costi regolamentati dal governo e le imposte. In una intervista sulla televisione pubblica Tve, Pedro Sánchez lunedì aveva promesso che alla fine dell’anno gli utenti avrebbero pagato in media la stessa bolletta che nel 2018 (nel 2020, per la pandemia, i prezzi erano crollati). Senza intervenire, sarebbe stato impossibile.

Da un lato, fino al 31 marzo il governo ha deciso di tagliare le entrate extra che stanno ricevendo le centrali idroelettriche e nucleari. Quando il gas costa più di 20 euro per megawatt/ora sul mercato (ora ne vale circa 60), i benefici ottenuti dalle imprese energetiche che producono energia nucleare o idroelettrica dovranno essere destinati a ridurre la bolletta andando a compensare la parte dei costi regolamentati. Assieme all’intervento sul mercato della Co2 mediante l’aumento del limite del denaro incassato per i diritti di emissione (che passano da 1 miliardo e 100 milioni a 2 miliardi), lo stato metterà i 900 milioni che procedono dalla vendita del carbonio (il cui valore è cresciuto quest’anno per la crescita dell’economia e gli obiettivi climatici della Ue).

L’obiettivo è quello di ridurre molto significativamente l’eccesso di guadagni delle imprese e compensare così i costi fissi regolamentati, che servono per pagare gli aiuti per le rinnovabili, il costo per raggiungere le isole, eccetera. Inoltre il governo forzerà le imprese a mettere all’asta a medio termine l’energia in maniera da calmierare l’effetto del mercato libero. Nel pacchetto sono comprese altre misure, come l’ulteriore diminuzione delle imposte sull’energia, la fissazione del minimo vitale energetico, una quota minima a cui devono avere diritto tutti i consumatori, oltre al blocco del taglio della luce per i consumatori più vulnerabili fino a 10 mesi. Infine il governo ha regolato i livelli dell’acqua nei bacini idroelettrici per evitare che vengano svuotati dalle imprese (mettendo a repentaglio gli ecosistemi e la fornitura idrica di molte città e paesi) per approfittare dei prezzi elevati a cui viene comprata l’energia prodotta.

L’obiettivo del governo è svincolare la bolletta dal mercato all’ingrosso dell’elettricità. Anche se i prezzi del Megawatt/ora continueranno a crescere, questo – è la speranza dell’esecutivo spagnolo – avrà un effetto molto più limitato sugli utenti finali, e quindi anche sull’inflazione.

Unidas podemos ha passato tutta l’estate chiedendo interventi al socio maggioritario del governo; i socialisti però esitavano a intervenire direttamente sul mercato. La ragione è presto chiarita dalla reazione delle aziende riunite nel Foro Nuclear di ieri: hanno minacciato di chiudere le centrali nucleari del paese.

* Fonte: Luca Tancredi Barone, il manifesto

 

 

Foto di Gerd Altmann da Pixabay



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