Corbevax: arriva il primo vaccino senza brevetto che accende le speranze

Corbevax: arriva il primo vaccino senza brevetto che accende le speranze

Lotta alla pandemia. Sviluppato negli Usa, lo hanno messo a punto Peter Hotez e Maria Elena Bottazzi a Houston, sarà prodotto in India. «Un’importante novità», dicono i movimenti per l’accesso globale alle cure

 

Si chiama Corbevax il primo vaccino anti-Covid-19 senza brevetto sviluppato negli Stati Uniti. Già approvato in India, potrebbe presto diventare uno strumenti decisivo per sconfiggere la pandemia anche nei Paesi a basso reddito, dove i vaccini Pfizer e Moderna costano troppo. Lo hanno messo a punto Peter Hotez e Maria Elena Bottazzi (honduregna con origini italiane), due immunologi del Texas Children’s Hospital e del Baylor College di Houston (Usa).

Hotez e Bottazzi non ricaveranno nulla perché il vaccino non sarà brevettato e verrà dato in licenza a chi vorrà produrlo. «Non ci interessa guadagnare soldi» dice Hotez. «Vogliamo solo che le persone possano vaccinarsi».

L’indiana Biological E. è stata la prima azienda disposta a effettuare i test clinici sulla sua efficacia e ad avviare la produzione. In due sperimentazioni su tremila volontari, secondo l’azienda il Corbevax ha dimostrato un’efficacia dell’80-90%. Il Drugs Controller General dell’India ha autorizzato l’uso in via emergenziale del vaccino. Biological E è pronta a distribuire 150 milioni di dosi e a produrne 100 milioni al mese. Altre aziende in Indonesia, Bangladesh e Botswana seguiranno presto l’esempio. Anche l’Oms potrebbe distribuirlo presto attraverso il programma umanitario Covax.

Corbevax è un vaccino a proteina ricombinante: nell’organismo viene inoculata una porzione della proteina «Spike», quella che permette al coronavirus di infettare le cellule.

Sviluppando anticorpi contro la proteina, il sistema immunitario impara a bloccare l’ingresso del virus. Il meccanismo di azione è simile a quello del vaccino cubano Soberana e ben collaudato. «I vaccini a proteina ricombinante sono stati ampiamente usati per prevenire molte altre malattie, hanno dimostrato la loro sicurezza e grazie alle economie di scala possono essere distribuiti a basso costo in tutto il mondo» spiega Bottazzi. «I nostri studi decennali per sviluppare vaccini anti-coronavirus (Hotez e Bottazzi avevano già lavorato a un vaccino anti-SARS, ndr) hanno condotto alla creazione di questo vaccino che rimedierà al mancato accesso a vaccini più innovativi e costosi, non ancora in grado di soddisfare la domanda globale».
Corbevax si è già dimostrato efficace contro le varianti Beta e Delta. «Non abbiamo ancora i dati su Omicron» ha spiegato Hotez a The Print. «Ma data l’elevata efficacia contro diverse varianti, dovrebbe proteggere anche contro Omicron».

I movimenti per l’accesso ai vaccini salutano Corbevax come una grande speranza, perché lo stallo sulla proposta di moratoria dei vaccini e le aggressive strategie di marketing di Pfizer e Moderna hanno rallentato l’accesso dei paesi poveri ai vaccini a mRna. «Puntare solo sulle multinazionali non è stata una decisione saggia» dice Hotez.

«Non c’è stata sufficiente attenzione allo sviluppo di vaccini a basso costo che possono essere inviati e conservati in grandi quantità anche in paesi poveri di risorse. I paesi del G7 hanno guardato solo ai vaccini a mRna e adenovirali» ha continuato, «Se avessimo avuto più supporto, forse oggi il mondo sarebbe già vaccinato e non avremmo mai sentito parlare di Omicron. «Corbevax costa 1,5 euro a dose contro i 20-25 di Pfizer e Moderna.

Tuttavia, gli investimenti dell’amministrazione Trump hanno privilegiato soprattutto poche grandi aziende. Mentre Moderna ha ricevuto oltre 4 miliardi di dollari di aiuti dal governo Usa, il vaccino del Children’s Hospital ha beneficiato di soli 7 milioni di dollari arrivati da piccoli investitori. Come Bert Beveridge, fondatore della Tito’s Handmade Vodka di Austin, che in Corbevax ha investito un milione di dollari.

Ora il vaccino Corbevax dà speranza ai movimenti per l’accesso globale ai vaccini. «Si tratta di una importante novità, che può dare il via a una svolta profonda nella lotta mondiale al Covid, ma ci pare accolta con tiepidezza» dice Vittorio Agnoletto, portavoce della campagna internazionale No profit on pandemic per la moratoria dei brevetti sul Covid-19. «Una tiepidezza “sospetta“ – prosegue Agnoletto – che fa davvero pensare che il predominio degli interessi di Big Pharma spinga l’intero sistema a rendere endemica la presenza del virus, per produrre sempre nuovi vaccini, alla rincorsa folle di nuovi immensi profitti».

* Fonte: Andrea Capocci, il manifesto



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