Regeni. Il gup: il governo si attivi con l’Egitto, i ROS cerchino gli imputati

Regeni. Il gup: il governo si attivi con l’Egitto, i ROS cerchino gli imputati

Italia/Egitto. Nuova udienza dopo l’annullamento dei rinvii a giudizio dei quattro agenti dei servizi segreti egiziani che la Procura di Roma ritiene responsabili del sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano. Il giudice dà tempo fino al prossimo 11 aprile

 

Erano in tanti ieri fuori da Piazzale Clodio, al presidio della Fnsi per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni: il presidente Giulietti, l’Usigrai, c’erano i genitori di Mario Paciolla (ucciso in Colombia il 15 luglio 2020). C’erano Pif, Nicola Fratoianni e Aboubakar Soumahoro.

Tutti a portare solidarietà ai genitori e alla sorella di Giulio, mentre si svolgeva la nuova udienza davanti al gup Roberto Ranazzi, dopo l’annullamento da parte della Terza corte d’Assise di Roma, lo scorso 14 ottobre, del rinvio a giudizio dei quattro membri del servizi segreti egiziani (il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi e Athar Kamel e il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif).

Per la Procura di Roma sono loro – a vario titolo – responsabili di sequestro di persona pluriaggravato, lesioni aggravate e concorso in omicidio aggravato. A parlare ieri è stato di nuovo il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco: ha chiesto di sollecitare il governo sul silenzio egiziano intorno alla rogatoria dell’aprile 2019, in cui la Procura chiedeva l’elezione di domicilio degli indagati. Perché il nocciolo della questione è lì: il rinvio a giudizio è stato annullato perché non sarebbe possibile verificare se gli indagati sono a conoscenza del procedimento.

Il gup ha recepito le richieste della Procura: in primo luogo, ha chiesto al governo italiano di verificare se ci sono spazi per un’interlocuzione con Il Cairo e di attivarsi con l’Egitto perché risponda alla rogatoria e informi gli indagati del procedimento a loro carico. Inoltre il gup dà mandato ai carabinieri del Ros di proseguire le indagini per individuarne il domicilio. Lo potranno fare analizzando le banche dati delle forze dell’ordine, elenchi telefonici, social network, informazioni da fonti confidenziali.

C’è tempo fino all’11 aprile, data della nuova udienza in cui il gup verificherà l’esito delle indagini dei carabinieri e quello dell’attività del governo. «Siamo soddisfatti che la nostra battaglia di giustizia possa proseguire – ha detto la legale della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini – Chiediamo al governo di rispondere alle istanze del giudice».

* Fonte: Chiara Cruciati, il manifesto



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