Reindustrializzazioni. Ex GKN, gli operai approvano la transizione industriale

by Riccardo Chiari * | 23 Gennaio 2022 9:12

Ok quasi unanime all’ipotesi di accordo quadro. Collettivo di Fabbrica e Rsu: “Questa è una tappa, risultato della lotta, e avrà senso solo se continuerà la mobilitazione”. A metà febbraio il nuovo proprietario Francesco Borgomeo presenterà i soggetti interessati allo stabilimento. Soddisfatta la Fiom Cgil: “Ottimo risultato, ora avanti verso la ripresa dell’attività e per garantire la continuità occupazionale di tutti i lavoratori, compresi quelli degli appalti”

 

FIRENZE. “Questa è una tappa, risultato della lotta, e avrà senso solo se continuerà la mobilitazione”. Il Collettivo di Fabbrica e la Rsu della ex Gkn di Campi Bisenzio danno conto così del referendum fra i lavoratori, per la valutazione dell’ipotesi di accordo quadro sottoscritto al Mise per la reindustrializzazione dello stabilimento. Un voto che ha visto il 98,8% delle lavoratrici e dei lavoratori favorevoli: sui 354 aventi diritto hanno partecipato al referendum in 265 (74%) e i voti validi sono stati 264, di cui 262 a favore, due contrari e un astenuto.

“Prima di commentare il risultato – anticipa guardando al metodo Dario Salvetti, delegato Rsu ed esponente del Collettivo di Fabbrica – bisogna soffermarsi su un fatto per nulla scontato: qua si è applicata una vera democrazia partecipativa. E lo stesso referendum, in piena pandemia e con molti di noi costretti a casa, non era scontato. Qui da mesi una comunità si riunisce in assemblea, si autodetermina, si informa, decide, senza nessuna gerarchia se non la divisione del lavoro creata dalle esigenze stesse di funzionamento della mobilitazione”.
Quanto al merito, Salvetti offre un’analisi a 360 gradi: “Il risultato della lotta e di questa votazione sottolineano che abbiamo strappato un accordo innovativo in una società ancora da innovare: un altro Stato, un altro governo, avrebbero salvato la fabbrica con le sue macchine e le sue produzioni. Questa reindustrializzazione – che invece è lo svuotamento della fabbrica per essere riempita con altri macchinari e altre produzioni – è un processo che abbiamo subito e di cui pagheremo il prezzo con mesi di ammortizzatori e incertezze. Eppure anche in questa situazione abbiamo seguito un’impostazione collettiva e comunitaria, in un contesto politico-sociale ostile dove i rapporti di forza sono stati per anni, e sono ancora, a svantaggio dei diritti del lavoro”.
“Questo accordo – conclude il delegato sindacale con una punta di giustificato orgoglio – trasuda responsabilità collettiva, sa di comunità. Il saldo occupazionale, la continuità di diritti che vengono conservati e tramandati, la commissione di proposta e di verifica: per noi questa fabbrica è un patrimonio del territorio, e per questo continueremo a vigilare e se necessario a mobilitarci”. Una vigilanza che si traduce nel mantenimento del presidio operaio ai cancelli della fabbrica, e nella permanenza dell’assemblea. Mentre a febbraio ci saranno nuove tappe dell’ “Insorgiamo tour”, in attesa di una primavera che potrebbe riservare ulteriori iniziative.
Il cronoprogramma dell’accordo-quadro prevede per metà febbraio la comunicazione, da parte del nuovo proprietario, Francesco Borgomeo, dei soggetti interessati alla reindustrializzazione. “Con il nome della nuova azienda, Qf, avevo chiesto ai lavoratori di avere fiducia nel Futuro della Fabbrica di Firenze e me l’hanno data – commenta l’imprenditore – ora dimostreremo che grazie alla capacità di fare e alla volontà è possibile realizzare una vera riconversione”.
“Per la Fiom si tratta di un ottimo risultato”, chiudono guardando ai risultati del referendum Michele De Palma, segretario nazionale Fiom Cgil e responsabile automotive, e Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil d i Firenze, Prato e Pistoia. “Adesso insieme alla Rappresentanza sindacale unitaria ci impegneremo perché la proprietà e le istituzioni rendano concreti gli obiettivi individuati come da cronoprogramma, per consentire la ripresa dell’attività e garantire la continuità occupazionale di tutti i lavoratori, compresi quelli degli appalti”.

* Fonte: Riccardo Chiari, il manifesto[1]

 

foto by: pagina Facebook Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze

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