Clima. Joe Biden tradisce le promesse, riprendono le trivellazioni

Clima. Joe Biden tradisce le promesse, riprendono le trivellazioni

Il presidente Usa annuncia che per far fronte alla crisi riprenderà la vendita di concessioni su terreni pubblici alle compagnie petrolifere

 

NEW YORK. L’amministrazione Biden ha annunciato che riprenderà a vendere contratti di locazione di terreni pubblici per le trivellazioni di gas e petrolio: si tratta dei primi nuovi permessi concessi alla ricerca di combustibili fossili su terreni pubblici da quando il presidente democratico è in carica. Secondo una nota del dipartimento dell’Interno la prossima settimana saranno resi disponibili a nuove concessioni 145.000 acri di terreni pubblici sparpagliati in 9 Stati. Contemporaneamente Biden starebbe anche pianificando, per la prima volta da più di cento anni, di aumentare il canone delle concessioni che le compagnie dovranno pagare al governo federale.

L’AMMINISTRAZIONE pochi giorni fa aveva già dato l’autorizzazione ufficiale allo sblocco di un milione di barili di petrolio al giorno dalle riserve strategiche Usa, mossa annunciata dallo stesso Biden su Twitter, spiegata come una misura obbligata, per «affrontare l’aumento dei prezzi causato da Putin». La decisione era stata annunciata a fine marzo come «il più grande sblocco nella storia delle riserve Usa».
Ora questa nuova misura provoca più di un malumore in chi si ricorda il candidato Biden quando affermava che sotto la sua guida non ci sarebbero state mai più trivellazioni su terreni federali, «per nessuna ragione». Certo nel 2020 Biden non pensava di annoverare fra queste ragioni l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e una conseguente crisi globale dovuta a sanzioni congiunte, applicate durante una pandemia che ha a sua volta provocato una crisi economica di forte impatto sui cittadini, ma l’approccio ambientalista di Biden era comunque stato uno degli elementi a portarlo alla Casa Bianca.

Gruppi ambientalisti come il Center for Biological Diversity stanno ora criticando la decisione, definendola una capitolazione all’industria energetica in un momento cruciale negli sforzi per combattere il cambiamento climatico. «L’affermazione dell’amministrazione Biden di dover mantenere queste vendite di locazione è un fallimento sconsiderato della leadership climatica – ha affermato in una nota Randi Spivak, direttore dell’osservatorio delle terre pubbliche presso il Center for Biological Diversity – È come se ignorasse l’orrore di incendi che sono vere e proprie tempeste di fuoco, inondazioni, siccità e si accettassero le catastrofi climatiche come avvenimenti scontati».

L’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, Ipcc, l’organismo delle Nazioni unite per la valutazione della scienza relativa ai cambiamenti climatici, ha concluso che «a livello globale è necessario ridurre immediatamente e drasticamente le emissioni o si rischia di superare i 3° Celsius di riscaldamento, il doppio della soglia di 1,5° che porterebbe a una catastrofe climatica permanente». Proprio citando l’Ipcc Jamie Williams, presidente della Wilderness Society, ha dichiarato che questa mossa della Casa Bianca «ci blocca in decenni di maggiore inquinamento climatico».

OLTRE A SCONTENTARE i gruppi di ambientalisti e l’Onu, l’impegno di Biden nei confronti dell’ambiente e la sua opposizione alle trivellazioni sui terreni federali erano stati punti d’incontro con l’ala socialista del partito che non può accogliere bene una manovra simile tenendo conto di quanto le istanze progressiste siano legate a triplo filo a quelle ambientali, come dimostra il progetto del Green New Deal scritto da Alexandria Ocasio-Cortez e dal senatore democratico Ed Markey, per affrontare il problema del cambiamento climatico insieme al raggiungimento di altri obiettivi sociali come la creazione di posti di lavoro e la riduzione delle disuguaglianze economiche.

ALLO STESSO TEMPO l’incremento del canone delle concessioni scontenta anche i repubblicani, e John Barrasso, la più alta carica repubblicana nella commissione per l’energia del Senato, ha criticato aspramente l’aumento delle royalty. «Dopo aver implorato per mesi le compagnie americane di petrolio e gas naturale di produrre di più, l’amministrazione Biden sta facendo tutto il possibile per limitare l’affitto sui terreni federali», ha affermato Barrasso . «Ancora una volta la sua amministrazione sta rendendo l’energia americana più costosa e difficile da produrre».

* Fonte/autore: Marina Catucci, il manifesto



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