Russia, arrestato il cantante punk no war Aikhal Ammosov

Russia, arrestato il cantante punk no war Aikhal Ammosov

Striscioni, graffiti e protesta online: rischia tre anni di carcere. Già 197 i casi penali aperti nel Paese sotto la nuova legislazione «di guerra»

 

Il tribunale di Yakutsk, nell’estremo oriente russo, ha aperto giovedì un procedimento contro l’attivista Igor Ivanov, conosciuto in città con lo pseudonimo di Aikhal Ammosov. Ivanov/Ammosov è il cantante di un noto gruppo punk chiamato Crispy Newspaper.

DALL’INIZIO della guerra in Ucraina ha condotto una serie di proteste che in qualunque paese europeo sarebbero passate probabilmente sotto silenzio, ma che in Russia, sulla base delle leggi approvate dopo l’invasione, portano a pene pesanti. Già adesso si trova in una struttura detentiva.

Rischia una condanna a tre anni di carcere. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Ovd, sono 197 i casi penali aperti in tutto il paese.

I più conosciuti riguardano l’opinionista Vladimir Kara-Murza, in carcere con l’accusa di avere diffuso informazioni false su quella che le autorità ancora definiscono «operazione speciale» in Ucraina; il politico di opposizione Ilya Yashin per un video su YouTube in cui discuteva la strage di Bucha; e la giornalista Maria Ovsyannikova, che aveva mostrato un messaggio contro la propaganda durante il programma televisivo Vremya, sul canale Rossiya-1, e oggi si trova agli arresti ai domiciliari. Le loro storie hanno attirato l’attenzione della grande stampa internazionale.

Quella di Ivanov/Ammosov rischia di rimanere sconosciuta, e lo stesso vale per le decine di cittadini russi che in questi mesi si sono opposti come hanno potuto all’intervento militare in Ucraina e che ora affrontano pesanti conseguenze sul piano legale e materiale.

La polizia ha arrestato Ammosov lunedì, a poche ore dalla visita nella Repubblica Sakha del capo del governo, Mikhail Mishustin. Con la sua compagna, Snezhka, stava cercando di appendere un lungo striscione realizzato giorni prima con il messaggio: «Il punk yakuto è contro la guerra».

A Yakutsk, in una remota regione artica a 5mila chilometri da Mosca, si trova uno dei più fervidi movimenti musicali della Russia contemporanea.

DI QUEL MOVIMENTO Ammosov e i Crispy Newspaper sono stati a lungo uno dei simboli. La guerra ha cambiato anche le loro esistenze. «Ho aspettato che qualcuno rappresentasse il pensiero mio e dei miei coetanei», ha detto Ammosov ad aprile, quando la procura ha aperto la prima indagine sul suo conto: «Il problema è che nessun politico sembra davvero degno di essere definito “uomo” o “donna”. Così ho deciso di fare tutto per mio conto».

Sulla parete di un edificio pubblico ha scritto con una bomboletta spray: «La Yakutia sarà liberà». Di fronte a una agenzia di pompe funebri si è fatto fotografare con un cartello che diceva: «Il maritino è tornato», un riferimento allo scandaloso film Cargo 2000 del regista Aleksei Balabanov sui morti della guerra in Afghanistan.

TUTTO IL MATERIALE Ammosov lo ha pubblicato sui suoi canali social. Queste iniziative, come detto, avrebbero ottenuto ben poco risalto in Europa. Ma a Yakutsk hanno attirato l’attenzione del Servizio di sicurezza federale, o Fsb. Anche perché la città fornisce alle forze armate un importante contributo in termini di volontari alle operazioni in Ucraina.

«La prima volta mi hanno arrestato il 25 aprile – ha raccontato sempre Ammosov – Per cinque giorni sono rimasto sotto la custodia dei servizi segreti e della polizia. Le prime ventiquattro ore ero tecnicamente scomparso nel nulla. Non avevano avvisato nessuno. I miei amici e i miei familiari non sapevano dove fossi. Non mi hanno picchiato, ma hanno cercato di farmi confessare usando ogni tipo di pressione psicologica. Confessare che cosa? Che prendessi soldi dagli americani, che fossi un sostenitore dei nazisti, oppure un hipster. Naturalmente niente di tutto questo ha senso».

In Russia il termine hipster è usato nel linguaggio politico in modo dispregiativo, come sinonimo di «teppista», «effemminato» o «perdigiorno». Non indica altro che i giovani bohemien del ceto medio occidentale.

NEGLI ULTIMI TEMPI Ammosov aveva ridotto drasticamente le comunicazioni. Sapeva di essere seguito. Credeva che i servizi di sicurezza riuscissero a intercettare tutti i suoi scambi, anche quelli su applicazioni considerate sicure.

«Ho cancellato tutto il materiale che avevo, in questo momento non riesco a fidarmi di nessuno», ha scritto il 12 agosto. Pochi giorni dopo sono arrivati l’arresto e il processo. A Snezhka hanno fatto una multa di mille rubli, circa 15 euro.

* Fonte/autore: Luigi De Biase, il manifesto

 

ph by Silar, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons



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