ITUC. «Battuti i moderati tedeschi, con Visentini contro l’austerità»

by Massimo Franchi * | 22 Novembre 2022 13:07

Bombardieri festeggia l’elezione a segretario del sindacato mondiale dell’esponente Uil: Luca è stato bravo a creare una grande alleanza che chiede un «nuovo contratto sociale» e cambio di politica economica: tassazione di extraprofitti, transazioni e multinazionali

 

Luca Visentini è stato eletto segretario generale dell’Ituc, la federazione mondiale dei sindacati al congresso di Melbourne, in Australia. L’attuale segretario della Ces, la federazione dei sindacati europei, è un esponente della Uil che si è sempre distinto per la sua battaglia contro l’austerità.

Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil e delegato a Melbourne, cosa significato ha l’elezione di Visentini? Ha raccolto il 72% dei voti battendo il candidato turco Kemal Özkan sostenuto anche dai tedeschi della Dgb.

Significa che siamo riusciti a costruire un’alleanza globale che ha battuto i tedeschi. La Dgb è molto vicina alle posizioni del cancelliere Scholz e per esempio si è distinta nel non appoggiare la nostra ultima mobilitazione europea a Bruxelles contro il ritorno dell’austerità e la richiesta di un fondo comune simile al Sure per affrontare la recessione, sostenendo che era difficile spiegare ai propri iscritti dopo il piano nazionale da 200 miliardi. Una posizione inaccettabile che dimostra la poca autonomia del sindacato tedesco rispetto al suo governo.

Furono proprio i tedeschi decisivi quattro anni fa quando nonostante l’appoggio di facciata, Susanna Camusso fu sconfitta per pochi voti dalla segretaria uscente, l’australiana Sharan Burrow, in carica dal 2010…
Sì, questa volta li abbiamo battuti con il programma di Luca che rivendica un cambio di rotta della politica economica globale puntando sugli investimenti della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale per combattere le diseguaglianze crescenti e aiutare i paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica, puntando ad aumentare la tassazione delle transizioni finanziare e sulle multinazionali. I tedeschi erano alleati con i giapponesi ma sono stati decisivi, a parte gli austriaci che non hanno seguito i cugini germanici, i sindacati asiatici, africani e sud americani. E non a caso l’idea di «Nuovo contratto sociale» proposta da Luca ha al centro i diritti dei lavoratori migranti all’accoglienza e all’asilo nei paesi cosiddetti più sviluppati. Luca Visentini è stato molto bravo a costruire questa maggioranza, forte dell’autorevolezza acquisita in questi anni di segretario della Ces nella lotta all’austerità in Europa.

Pensate dunque di essere in grado di spostare gli equilibri globali e far finalmente terminare l’era dell’austerità?
Come dimostra quello che per noi è il fallimento dell’ennesima Cop27 condizionata dalle multinazionali del fossile, non sarà una battaglia facile ma qualche segnale è già arrivato in questi ultimi anni. Sulle transazioni finanziarie, sullo strapotere delle multinazionali e i diritti di sindacalizzazione per esempio il presidente americano Biden ha dato segnali importanti e anche in Europa ora c’è una forte maggioranza che chiede di tassare gli extraprofitti delle aziende che si sono arricchite con la pandemia e il caro energia, come io in Italia chiedo da almeno due anni.

Veniamo proprio all’Italia. Al suo ritorno a Roma giovedì troverà una legge di bilancio su cui il confronto con il governo Meloni è stato solo promesso. Vi aspettate almeno un’altra convocazione?
Certamente. Nell’incontro a palazzo Chigi di dieci giorni fa con il governo Meloni avevamo condiviso il metodo del confronto. Capisco che non si possa discutere tutto nella legge di Bilancio in soli 15 giorni ma quanto meno sul taglio del cuneo fiscale chiediamo che vada interamente ai lavoratori e che le «esigue risorse» che il governo dice di avere vengano allargate alzando la tassazione sugli extraprofitti al 35%: sarebbero 14 miliardi in più all’anno secondo i nostri calcoli. In più sui nostri tre pilastri di piattaforme confederali con Cgil e Cisl su lavoro povero, riforma fiscale e riforma delle pensioni chiediamo di aprire il confronto il prima possibile.

* Fonte/autore: Massimo Franchi, il manifesto[1]

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