Madrid, mezzo milione in piazza per difendere la sanità pubblica

Madrid, mezzo milione in piazza per difendere la sanità pubblica

L’amministrazione regionale nel mirino per le scarse risorse investite e l’aiuto ai privati. All’imponete manifestazione di domenica in prima fila anche Pedro Almodóvar

 

Un «fallimento»: così il governo della regione di Madrid ha incredibilmente definito l’enorme manifestazione che domenica ha invaso la capitale rispondendo all’appello per la difesa della sanità pubblica lanciato da decine di organizzazioni sociali, sindacali e politiche. La reazione surreale dell’amministrazione di destra che gestisce la Comunità Autonoma guidata da Isabel Diaz Ayuso dimostra quanto la giornata di lotta abbia colpito nel segno.

A MEZZOGIORNO quattro imponenti cortei si sono mossi da altrettanti punti della metropoli – Nuevos Ministerios, Plaza de Ópera, l’ospedale La Princesa e la stazione di Atocha – diretti a Plaza de Cibeles, dove gli organizzatori hanno ribadito il «no» alla privatizzazione del sistema sanitario e ai continui tagli. Il governo del Pp ha parlato di 200 mila partecipanti, gli organizzatori di 670 mila; fatto sta che una «marea bianca» (dal colore dei camici degli operatori sanitari e dei fazzoletti indossati o sventolati da molti dimostranti) di 4-500 mila persone ha lanciato la sfida al governo regionale accusato di distruggere l’assistenza sanitaria pubblica di prossimità per favorire i privati, grandi sponsor della «governatrice» del Partito popolare.

La piazza madrilena, infoltita da delegazioni giunte da altre regioni – la partita, è evidente, è nazionale – ha reclamato una sanità «al 100% pubblica, di qualità e universale». Nella colonna partita dall’ospedale La Princesa, uno dei centri nevralgici della lotta contro la privatizzazione e lo smantellamento della sanità regionale, il numero maggiore di camici bianchi, per lo più aderenti al sindacato Amyts. Dal 7 novembre migliaia di medici e pediatri di famiglia e di infermieri hanno già scioperato a scaglioni, e per il 21 è indetto uno sciopero totale.

I manifestanti – in prima fila c’era il regista Pedro Almodóvar – hanno anche osservato un minuto di silenzio per i tanti morti di Covid, in particolare per gli anziani uccisi nelle residencias dall’imperizia e dal lassismo delle autorità regionali.

L’oltranzismo di Ayuso è riuscito a saldare le rivendicazioni di diversi settori della società: dai medici e dagli infermieri (molti dei quali appena possono scappano in altre regioni o all’estero) che chiedono la fine della precarietà, l’alleggerimento dei carichi di lavoro, massicce assunzioni e la fine dei maltrattamenti da parte dell’amministrazione, ai pazienti e alle associazioni che esasperati da ospedali e ambulatori sguarniti rivendicano più investimenti e l’abbattimento delle liste d’attesa per visite, esami e operazioni.

Sebbene quella di Madrid sia la regione spagnola con il reddito pro capite più alto, denunciano i promotori della protesta, il governo Ayuso è quello che meno spende per l’assistenza sanitaria di base; il 50% delle insufficienti risorse stanziate, poi, finisce nelle tasche di soggetti privati. Ma, non contenta dei tagli degli ultimi dieci anni, Ayuso ha presentato un nuovo piano all’insegna del risparmio – dopo aver tagliato le tasse ai super ricchi – e tenta di metterci una toppa trasferendo nella capitale i medici delle aree rurali – abbandonate a sé stesse – e di supplire ai buchi di organico con la telemedicina.

AYUSO RESPINGE le accuse, nega le carenze di personale e che i pronto soccorso e gli ambulatori territoriali – appena riaperti dopo due anni di chiusura causa Covid – siano nel caos, incapaci di assistere una popolazione sempre più anziana e fiaccata dalle conseguenze del long Covid e della crisi economica. Piuttosto che cogliere il segnale proveniente dalla piazza e dagli ospedali, il Pp accusa i partiti di sinistra – ovviamente massicciamente presenti domenica – di strumentalizzare la protesta per guadagnare voti per le amministrative di primavera. L’assessore regionale ai trasporti accusa le sinistre di boicottare gli ospedali per mettere in cattiva luce Ayuso, mentre il portavoce del Pp in regione ha definito la mobilitazione un «fallimento» perché «il 99% dei madrileni non vi hanno preso parte».

Ma, alibi a parte, per la destra di Madrid si tratta della prima seria crisi dopo il trionfo alle elezioni anticipate del maggio 2021.

* Fonte/autore: Marco Santopadre, il manifesto

 

 

ph by Barcex, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons



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