Il segretario ONU: «Nulla può giustificare la punizione collettiva dei palestinesi»
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Gli Stati uniti designano gli Houthi organizzazione terroristica (con riserva) e l’Europa si prepara alla missione sul Mar Rosso
«Ribadisco il mio appello per un cessate il fuoco umanitario immediato a Gaza e per un processo che porti a una pace duratura per israeliani e palestinesi, sulla base di una soluzione a due Stati» ha dichiarato dal Forum economico mondiale il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.
Il segretario non ha risparmiato critiche all’azione militare iniziata da Tel Aviv dopo gli attacchi dei miliziani di Hamas del 7 ottobre. «Niente può giustificare l’uccisione deliberata, il ferimento e il rapimento di civili né la punizione collettiva del popolo palestinese». E del resto «l’allargamento del confitto sta già avvenendo», sottolinea Guterres, «basta guardare al Libano». Se la situazione dovesse precipitare «sarebbe un totale disastro, dobbiamo evitarlo ad ogni costo».
ANCHE «ciò che vediamo nel Mar Rosso» dipende dalla crisi attuale in Medio Oriente e perciò è «essenziale rilasciare gli ostaggi, ma dobbiamo garantire una volta per tutte l’impegno totale della comunità internazionale» affinché si giunga a un cessate il fuoco duraturo.
Da Davos, Guterres ha anche ricordato la guerra nell’est dell’Europa chiedendo «una pace giusta in Ucraina, in conformità con la Carta delle Nazioni unite e il diritto internazionale». Parole che il presidente Zelensky, presente al Forum, ha molto apprezzato ricordando l’importanza del sostegno al suo paese.
Ma non c’è «ottimismo per una pace immediata», ha poi concluso Guterres, dato che «viviamo in un sistema economico progettato dopo la II Guerra Mondiale essenzialmente dai paesi sviluppati: ora vediamo i paesi emergenti affermarsi nell’arena economica ma non nelle istituzioni e questa è un’area in cui sono necessarie delle riforme».
A LATERE dagli Usa il consigliere per la Sicurezza nazionale, Jack Sullivan, ha annunciato che gli Houthi yemeniti sono stati «appositamente designati terroristi globali». La decisione, che diverrà effettiva tra 30 giorni, «è uno strumento importante per impedire il finanziamento del terrorismo Houthi, limitare il loro accesso ai mercati finanziari e ritenerli responsabili delle loro azioni», tuttavia, «se gli Houthi cessassero i loro attacchi nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden gli Stati uniti rivaluterebbero immediatamente questa designazione».
Non solo bombe, dunque, la guerra degli Usa al gruppo di miliziani sciiti si allarga al fronte della diplomazia internazionale. Ma a Washington non sono i soli a preoccuparsi di fermare gli Houthi. L’Ue potrebbe presto avviare «una missione per ripristinare la stabilità nell’area del Mar Rosso». Lo ha reso noto il portavoce per gli affari esteri dell’Ue, Peter Stano. La missione potrebbe essere guidata dall’Italia e su questo le consultazioni di Roma con Francia e Germania sembrano aver portato a un’intesa, ma finora non ci sono conferme ufficiali.
* Fonte/autore: Sabato Angieri, il manifesto
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