Sciopero generale. In piazza anche i sindacati di base: «Chi sogna il cambiamento lo abbraccia»
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Anche molte sigle del sindacalismo conflittuale scioperano venerdì 29 novembre contro il governo Meloni: Adl Cobas, Cub, Confederazione Cobas Camere del lavoro autonomo e precario (Clap), Sial Cobas, Sgb. Presidi e manifestazioni in molte città, manifestazione da piazza Indipendenza a Roma
I sindacati di base Adl Cobas, Cub, Confederazione Cobas Camere del lavoro autonomo e precario (Clap), Sial Cobas, Sgb hanno chiamato allo sciopero venerdì 29 novembre. Sono state annunciate manifestazioni nelle principali città. A Roma ci sarà un corteo da Piazza indipendenza che passerà dal ministero dell’Economia e terminerà a Piazza Barberini dalle 9,30. È prevista la partecipazione di centri sociali, reti ecologiste e femministe.
Adl Cobas, Clap, Confederazione Cobas e Sial Cobas hanno sostenuto, in un documento pubblicato sul sito de Il Manifesto «La frammentazione non è un destino», la «proposta semplice di costruire uno sciopero generale unitario, sindacale e sociale, precario e migrante, femminista e ostile alla guerra. Uno sciopero di tutt* come si fanno in Francia da qualche anno».
L’appello è basato su un ragionamento che abbiamo sentito diverse volte nelle numerose assemblee di questo autunno. Si sta prefigurando «un autunno centrifugo. Alla convergenza si è inesorabilmente sostituita una divergenza costante e competitiva. Ogni categoria fa il suo sciopero, ogni organizzazione sindacale il suo sciopero generale, ogni forza politica di opposizione fa i suoi calcoli. Di più: ogni identità, piccola o grande, radicale o attendista, si ripete. Un fenomeno che ha i tratti di un rituale, utile a contarsi e a farsi contare, a mostrarsi, ad amministrare il “tesoretto” (presunto). Un carnevale, certo, ma dell’irrilevanza: politica e sociale».
Da qui l’esigenza di fare «uno sciopero generale, generalizzato e sociale» sia contro la legge di bilancio che altre iniziative del governo Meloni come il Ddl sicurezza. Contro quello che è stato ribattezzata «Ddl paura» si sta organizzando una manifestazione a Roma il 14 dicembre. «Vogliamo scommettere su percorsi larghi e convergenti da costruire insieme» sostiene Adl Cobas.
In un video lanciato ieri sui social la questione dello sciopero è legata all’opposizione al regime di guerra. «Io sciopero contro le guerre dei potenti, perché è il futuro ciò che conta, chi comanda teme lo sciopero, chi sogna il cambiamento lo abbraccia».
* Fonte/autore: Mario Pierro, il manifesto
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