Milano, i funerali di Ramy Elgaml: «Andiamo avanti per chiedere giustizia»

Milano, i funerali di Ramy Elgaml: «Andiamo avanti per chiedere giustizia»

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L’imam: «Dobbiamo essere messaggeri di pace, di giustizia e di uguaglianza». Intanto proseguono le indagini

 

Milano. C’erano gli amici del Corvetto e quelli arrivati da altri quartieri di Milano, una piccola folla di 200 persone insieme ai famigliari di Ramy Elgaml: il papà Yehia, la mamma Farida, il fratello, gli zii. Una folla commossa che ha accompagnato il feretro nel cimitero di Bruzzano, nella periferia nord di Milano, dove c’è un settore per i musulmani. Una cerimonia commossa e un’orazione funebre che è andata oltre il dolore per la scomparsa di Ramy parlando di giustizia, diritti, cittadinanza. A celebrare il funerale con rito islamico l’imam di San Donato Mohamed Sedky e il presidente della casa della cultura musulmana di via Padova Mahmoud Asfa.

«Dobbiamo essere messaggeri di pace, di giustizia e di uguaglianza – ha detto nel suo discorso Asfa -. Dobbiamo andare avanti e chiedere sempre la giustizia». Famigliari e amici di Ramy hanno ascoltato e pregato con il volto rivolto verso la Mecca; sulla bara un drappo verde con un messaggio per il defunto. Mohamed Sedky ha parlato principalmente in arabo, Mahmoud Asfa in italiano: «Chiedo alle istituzioni di dare più attenzioni ai nostri giovani, di dare più opportunità di lavoro, di essere inclusi in questa società. I giovani sono il futuro del paese e sono giovani di questo paese, figli di questa società e hanno il sacro diritto di avere una chance di costruirsi una vita migliore e di partecipare al futuro di questo paese». Il messaggio è che la morte di Ramy serva «per cambiare in meglio».

Alla fine della cerimonia Asfa lo dice in modo ancora più esplicito e lancia un appello per cambiare la legge sulla cittadinanza: «Sono ragazzi nati e cresciuti in Italia, sono giovani appartenenti a questa società, sono italiani e credo che le istituzioni hanno un compito molto importante. Con tutto il rispetto, questa legge per cui devi nascere qui e aspettare di avere 18 anni per avere la cittadinanza complica la vita di questi giovani, non li fa sentire appartenenti a questa società. Chiediamo alle istituzioni di dare importanza a questi giovani e di dare la cittadinanza perché sono tantissimi a trovare difficoltà. Le istituzioni devono lavorare per farli sentire che sono figli e appartengono a questa società e che hanno il diritto di contribuire allo sviluppo di questo paese.

La legge attuale deve essere cambiata». Al termine della preghiera sono stati proprio i giovani, gli amici di Ramy, a sollevare la bara per portarla nel luogo della sepoltura. Qualcuno ha lasciato dei fiori, altri hanno lanciato un pugnetto di terra sopra alla bara. «Non vogliamo altro che giustizia» hanno ripetuto con le lacrime agli occhi. Presenti al funerale anche il deputato Aboubakar Soumahoro e i consiglieri regionali del Pd Pierfrancesco Majorino e Carmela Rozza.

Le indagini intanto proseguono per fare chiarezza sull’incidente che la notte tra il 23 e il 24 novembre scorso ha portato alla morte di Ramy. Il ragazzo alla guida dello scooter su cui era seduto anche Ramy, Fares Bouzidi, è uscito dal coma e sarà interrogato nei prossimi giorni. Martedì pomeriggio gli investigatori hanno sentito invece un testimone che ha parlato di un impatto tra la macchina dei carabinieri e lo scooter. Si tratta di un ragazzo di 20 anni, al momento l’unico testimone rintracciato nelle indagini coordinate anche dal procuratore di Milano Marcello Viola. La testimonianza del giovane potrebbe essere compatibile con la ricostruzione di uno scontro accidentale tra i due mezzi nelle ultimi fasi dell’inseguimento, dicono fonti investigative. Al momento sono indagati per omicidio stradale il carabiniere che era alla guida dell’auto e il ragazzo alla guida dello scooter.

* Fonte/autore: Roberto Maggioni, il manifesto



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