Elon Musk «uccide» Usaid: «Covo di vipere marxiste»

Elon Musk «uccide» Usaid: «Covo di vipere marxiste»

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 Ora l’agenzia, o quel che ne resta, è controllata dal dipartimento di Stato di Marco Rubio

 

Ieri il quartier generale di Usaid a Washington è rimasto chiuso, e il sito dell’agenzia federale Usa per lo sviluppo internazionale – fondata da Jfk nel 1961 – è andato offline, restando inaccessibile per tutto il giorno. Il buio più totale ha aleggiato per ore sulle sorti dell’agenzia (già colpita dal congelamento dei fondi deliberato dal presidente Donald Trump appena insediato), mentre i dipendenti scoprivano che i loro indirizzi email erano stati disattivati.

Nel corso della serata, dalla sua visita in El Salvador, il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato le voci che circolavano su una «fusione» di Usaid con il dipartimento di Stato, rivelando di essere l’amministratore in carica dell’agenzia. Rubio ha motivato l’assalto a Usaid – che ufficiali dell’agenzia hanno definito un «takeover mafioso» – con la sua «insubordinazione» e indisponibilità a cooperare con l’amministrazione Trump. I suoi impiegati, ha detto, «hanno deciso di essere in qualche modo un ente di beneficenza globale separato dall’interesse nazionale o dai dollari dei contribuenti».

TUTTO ERA COMINCIATO sabato, quando il quartier generale Usaid è stato oggetto di un’irruzione illegale: l’unica possibile definizione del raid di una squadra di funzionari Doge costata il lavoro a un numero ancora non specificato di dipendenti dell’agenzia, fra cui il funzionario incaricato alla sicurezza John Voorhees e il suo vice, messi in congedo amministrativo per aver tentato di impedire l’accesso a uffici dove sono contenuti documenti sensibili e classificati alla squadra Doge. Lo stesso Doge (acronimo del neonato Department of Government Efficiency) diretto da Elon Musk di cui fino a poche settimane fa Donald Trump garantiva fosse solo un organismo di consulenza del governo per tagliare all’osso le spese federali – e il cui potere “esecutivo” è oggi sotto gli occhi di tutti.

DOMENICA invece era iniziato il fuoco di post di Elon Musk su X contro Usaid, definita «covo di vipere di estrema sinistra marxista», «palla di vermi senza mela», «organizzazione criminale»: «È tempo che muoia». Intento confermato lunedì dall’uomo più ricco del mondo, che ha annunciato il via libera datogli da Trump per lo «smantellamento» di Usaid.
Contemporaneamente, dietro le porte chiuse dell’agenzia, gli uomini di Musk starebbero procedendo a impossessarsi di uffici, programmi e documenti per portare a termine l’assassinio promesso. E ai deputati democratici Jamie Raskin, Chris Van Hollen e Don Bayer che chiedevano di entrare è stata negata l’autorizzazione sulla base dell’ordine del non eletto Elon Musk. È solo l’inizio: domenica è stato reso noto che il Doge aveva preso possesso del sistema per i pagamenti, inclusi quelli di Medicare e della sicurezza sociale, del dipartimento del Tesoro, di fatto sostituendo un’entità non normata da alcuna legge americana a un’attività prerogativa di un ministero. Senza citare l’accaduto, il vicesegretario del Tesoro ha rassegnato le sue dimissioni, scrivendo in un comunicato che «il servizio fiscale attua alcune delle funzioni più vitali del governo».

LA POSTA IN GIOCO è stata chiarita dal senatore democratico Ron Wyden, membro della Commissione finanze del Senato, che si è detto «preoccupato che funzionari associati a Musk abbiano voluto accedere a questi sistemi di pagamento per trattenere illegalmente i finanziamenti a programmi di ogni genere».
«Il team Doge ha scoperto che i funzionari del Tesoro deputati all’approvazione dei pagamenti avevano ricevuto l’istruzione di approvarli sempre, anche a gruppi notoriamente fraudolenti o terroristici», è stata l’ennesima menzogna scagliata da Musk su X a proposito delle operazioni del dipartimento. Intanto usava il suo social anche per riportare in voga lo slogan Mega – Make Europe Great Again – che in un gesto d’ossequio al Make America Great Again di Trump il presidente ungherese Viktor Orban aveva lanciato la scorsa estate per definire la presidenza di turno dell’Ungheria al Consiglio dell’Unione europea. Lo stesso Musk lo aveva già lanciato più di due settimane fa, e domenica è tornato a scrivere: «Cittadini europei, unitevi al movimento Mega!» – mentre appare sempre più chiara la rete di alleanze che sta tessendo con le estreme destre europee, a partire dalla tedesca Afd.

L’ILLEGALITÀ retrocede a dettaglio, come per i suoi recenti atti di forza interni agli Stati uniti, sullo sfondo delle proteste dei democratici. I quali hanno fatto notare come la fusione di Usaid e dipartimento di Stato debba essere approvata dal Congresso, e la sua chiusura sia in tutti i sensi illegale. Trump o Musk non possono «unilateralmente chiudere un’agenzia federale – ha scritto il senatore Chris Murphy – Un altro assalto alla Costituzione».

* Fonte/autore: Giovanna Branca, il manifesto



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