Carceri in emergenza: una scelta politica del governo

Carceri in emergenza: una scelta politica del governo

Loading

Chiunque si affidi alla retorica pubblica della legalità deve sapere che le carceri sono oggi i luoghi dell’illegalità istituzionale. Come mai negli ultimi decenni in carcere si percepisce sofferenza, tensione, paura

Il sistema penitenziario è senza respiro! I detenuti sono senza respiro. Gli operatori sono senza respiro. Come mai negli ultimi decenni in carcere si percepisce sofferenza, tensione, paura. Nelle cento visite di Antigone lungo il 2024 abbiamo potuto constatare con i nostri occhi cosa significa un sistema penitenziario in crisi profonda di identità: corpi ammassati in celle chiuse, spazi inadeguati, tensione alle stelle, sofferenza generalizzata, condizioni igieniche e sanitarie inaccettabili, educatori stanchi, poliziotti in difficoltà, direttori provati, medici preoccupati, volontari a malapena tollerati, progetti educativi, sociali e lavorativi dirottati su binari morti. Il sistema penitenziario deve tornare a respirare aria buona e sana, altrimenti rischia una pericolosissima implosione.

Negli ultimi due anni si è smarrito il senso comune di appartenenza costituzionale. Per questo è necessario consolidare un’alleanza costituzionale tra associazioni, operatori penitenziari e sociali, medici, organizzazioni sindacali, accademici, avvocati, magistrati che si opponga a un intento demolitorio di quel che resta dell’Ordinamento Penitenziario del 1975.

Chiunque si affidi alla retorica pubblica della legalità deve sapere che le carceri sono oggi i luoghi dell’illegalità istituzionale. Gli istituti di pena per adulti e per minori sono sempre più quella “fabbrica di devianza” di cui parlava Filippo Turati nel lontano 1904.

Il carcere, che dovrebbe essere la pena legale, è nella realtà un esercizio di potere esercitato senza preoccuparsi della sua distanza abissale dalle leggi, a partire da quella costituzionale.
I detenuti che vivono per mesi o anni in celle fetide, rese nere dalla muffa e infiltrate di acqua; i detenuti che sono costretti a dormire nelle aule scolastiche per mancanza di posti; i detenuti con problemi psichiatrici che sono trattati come bestie; i detenuti che sono posti in isolamento senza un procedimento disciplinare che ne giustifichi il collocamento; i detenuti che non ricevono risposta di fronte a un bisogno urgente di cura; i detenuti che vivono nella paura di subire un’aggressione: sono tutti esempi di un carcere illegale, incostituzionale.

Il rapporto di Antigone evidenzia un gap incolmabile tra il dover essere della pena in base alla Costituzione e il suo essere concreto e tragico. Ciò non è solo il frutto di negligenze, rimozioni, burocrazia. Oggi è una scelta politica. Non di rado accade di questi tempi che non solo la pratica, ma anche la retorica pubblica, è esplicitamente aggressiva, truce, illegittima. Il carcere è stato trasformato in una trincea di guerra utile a raccogliere voti e consenso. Chi usa dalle postazioni di Governo toni militareschi o guerrafondai per orientare e gestire la vita carceraria commette un gravissimo atto di insubordinazione costituzionale che renderà durissima la vita degli stessi direttori e operatori di polizia.

Per questo è necessaria una solida presa di coscienza collettiva e politica che faccia proprio il discorso di papa Francesco contro i mercanti della paura.
A partire dalla pubblicazione di questo rapporto Antigone sarà impegnata a dar vita a una grande alleanza costituzionale, nel nome della quale ci impegneremo a raccontare che il sovraffollamento non è una calamità naturale ma l’esito di scelte illiberali, criminogene, tendenti a trasformare i consumatori di sostanze, gli immigrati, i dissidenti come nemici da abbattere. E saremo ugualmente impegnati a decostruire tutti insieme il decreto legge sicurezza con il suo intento di annichilire i detenuti, trasformandoli in numeri che devono solo obbedire, come nella peggiore tradizione politica italiana di regime.

Chiunque abbia a cuore la democrazia deve occuparsi delle condizioni di vita nelle galere, così come fecero i nostri costituenti nel 1948, così come ci suggerì di fare Piero Calamandrei quando, rivolgendosi a un gruppo di studenti, spiegò loro quanto fosse importante andare in pellegrinaggio dove è nata la nostra Costituzione: sulle montagne, nelle carceri, nei campi, ossia dovunque è morto un italiano per riscattare la nostra libertà. Andiamoci in tanti e tutti insieme, senza farci ingannare dalla truffa della sicurezza.

* Fonte/autore: Patrizio Gonnella , il manifesto



Related Articles

«I legami con ambasciatori e 007» Il manager della Coop Simone svela il sistema

Loading

L’inchiesta si allarga grazie alla collaborazione di Simone. Nelle carte il caso Shalabayeva

Per la Parità  delle Donne sul Lavoro: Modificare i Ruoli anche in Famiglia

Loading

Non compensazioni, ma parità . L’obiettivo indicato ieri al Corriere per il mondo femminile da Elsa Fornero, ministra del Lavoro e delle Pari opportunità , indica una sfida di ampia portata.

Carcere, nel 2012 diminuiti gli ingressi per droga

Loading

Relazione al Parlamento 2013. Diminuzione del 18,4 per cento: lo scorso anno i soggetti con problemi socio-sanitari correlati alla droga finiti in carcere erano poco più di 18 mila. Aumentano i nuovi affidamenti nell’ultimo anno, ma il numero complessivo è in diminuzione

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment