Israele bombarda senza sosta Gaza City
![]()
Netanyahu sceglie l’autarchia per sfidare l’isolamento. A Doha i leader arabi contro i raid di Tel Aviv rispolverano la difesa comune
GERUSALEMME. Bibi l’autarchico vuole fare di Israele una nuova Sparta, isolata e sempre più potente militarmente grazie alle armi che produrrà nelle sue industrie belliche. Itamar l’epicureo, da parte sua, pianifica di costruire edifici residenziali di lusso, con giardino e vista sul mare, per gli agenti della polizia israeliana nella Striscia di Gaza senza più i suoi abitanti palestinesi.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir hanno annunciato i loro programmi ieri mentre, al vertice di Doha, i paesi arabi, almeno in apparenza, si sono stretti intorno al Qatar, colpito una settimana fa da un pesante raid aereo israeliano, probabilmente fallito nei suoi obiettivi di eliminare la direzione politica di Hamas. Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, ha dichiarato che «Doha ha subito un attacco a tradimento, un atto terroristico codardo. L’aggressione israeliana ha sconvolto il mondo intero… (Netanyahu) sogna che la regione araba diventi una zona di influenza israeliana».
I LEADER ARABI, a conclusione del summit, hanno annunciato che il Consiglio di cooperazione del Golfo si riunirà per attivare il «meccanismo di difesa congiunto» del blocco. Solo parole. Però sono un segnale che, unito all’invito del presidente egiziano El Sisi a «creare un meccanismo per rafforzare il nostro fronte… (in modo) da adottare le misure necessarie per proteggere la nostra sicurezza» nel momento in cui «Israele ha superato tutte le linee rosse», conferma che il governo Netanyahu comincia a perdere, in parte, la collaborazione dei paesi arabi più moderati. Stati con i quali aveva stretto intese di sicurezza e affossato i diritti dei palestinesi. Netanyahu però non rinuncia ad affermare che i jet e l’intelligence di Israele colpiranno, senza riguardi.
La redazione consiglia:
Il «Made in Israel» per occupare terra ed economia: Cisgiordania allo stremo
Il premier israeliano ha fatto la sua scelta. Ieri ha avvertito che, di fronte a possibili sanzioni, Israele svilupperà ricerca e sviluppo e le industrie di produzione di armi su larga scala. «Diventeremo sia Atene che Sparta, forse persino una Super-Sparta», ha previsto. A suo avviso Israele deve prepararsi a una nuova realtà economica perché, secondo lui, sarebbe in corso «un tentativo di imporre un embargo a Israele da parte di diverse entità e paesi, guidati dal Qatar». Netanyahu ha sparato a zero persino su Pechino. «La Cina e il Qatar – ha proclamato – stanno guidando una campagna sui media occidentali per assediare Israele erodendo il sostegno dei suoi alleati. Uno sforzo orchestrato dalle stesse forze che hanno sostenuto l’Iran». Ha rimarcato che gli Stati uniti sono sempre con Israele, così come molti altri paesi. Il problema, a suo dire, è con l’Europa occidentale «controllata» da minoranze islamiche. «Stiamo lavorando e continueremo a lavorare per rimuovere questo embargo. Così come abbiamo avuto successo con il blocco militare, avremo successo anche con il blocco politico», ha concluso.
QUESTA (QUASI) dichiarazione di guerra all’Europa occidentale, al Qatar e alla Cina ha suscitato proteste in Israele. Per il leader dell’opposizione Yair Lapid «l’affermazione di Netanyahu secondo cui Israele sta entrando in isolamento e deve adattarsi a un’economia di isolamento è folle». L’isolamento, ha proseguito Lapid, «è il prodotto di una politica sbagliata e fallimentare di Netanyahu e del suo governo». Più duro è stato il noto editorialista Ben Caspit. «Netanyahu e il suo governo stanno smantellando tutto – ha scritto su Maariv -. Quest’uomo ha instaurato un governo nazionalista, messianico ed estremista, ha nominato i ministri più estremisti e sfrenati, ha infranto tutte le convenzioni internazionali e, cosa peggiore, ha scatenato una guerra divenuta inutile da tempo».
In questo clima la visita ufficiale di Marco Rubio in Israele è passata in secondo piano. Il Segretario di Stato Usa, che nelle attese di alcuni avrebbe dovuto manifestare il malumore di Washington per l’attacco israeliano all’alleato Qatar, è stato una semplice comparsa nel film in cui Netanyahu è il protagonista. Nella conferenza stampa a Gerusalemme con il primo ministro israeliano non ha fatto che ripetere la narrazione israeliana. Ha accusato Hamas di utilizzare la popolazione di Gaza come scudo umano e di tenere in ostaggio degli israeliani per perpetuare il conflitto. Quindi ha lodato l’alleanza di Usa e Israele contro Teheran. Rubio oggi sarà in visita ufficiale in Qatar, che Donald Trump ha raccomandato a Israele di rispettare. Ma la verità sull’attacco a Doha non c’è ancora. Secondo il portale Axios, Israele aveva informato la Casa Bianca 50 minuti prima del raid e il presidente «non ha detto di no».
A DOHA, oltre a recuperare il meccanismo di difesa comune, i leader arabi e islamici hanno invitato «tutti gli Stati (con rapporti con Israele,ndr) ad adottare tutte le possibili misure legali ed efficaci per impedire a Israele di continuare le sue azioni contro il popolo palestinese, anche rivedendo le relazioni diplomatiche ed economiche con esso». Accadrà? Prevale lo scetticismo. Il vertice arabo, pur incorniciato da dichiarazioni di condanna, ha avuto come fine principale quello di sollecitare Washington a tutelare di più le petromonarchie apparse vulnerabili mentre contavano sul loro status di partner privilegiati degli Stati uniti.
* Fonte/autore: Michele Giorgio, il manifesto
Related Articles
A Bordeaux l’ultimo comizio della campagna elettorale
![]()
Missili francesi contro Gbagbo Sarkozy all’attacco in Costa d’Avorio
![]()
L’Eliseo difende il nuovo fronte: “Intervento con l’Onu”
Le guerre di potere sotto la neve
![]()

? L’area su cui si svolgeranno i giochi olimpici © Reuters


