La Flotilla, finalmente riunita, in rotta verso Gaza

La Flotilla, finalmente riunita, in rotta verso Gaza

Loading

L’incontro nella baia di Portopalo delle imbarcazioni partite da Barcellona, Tunisi e Sicilia. I problemi tecnici, che sembrano non finire mai, non scoraggiano più gli attivisti, ormai quasi a metà del lungo percorso da Barcellona a Gaza

A BORDO DELLA SUMUD. È da poco passato mezzogiorno quando più di trenta barche spengono i motori e spiegano le vele. Dolcemente inclinate sul fianco destro, si lasciano alle spalle la punta meridionale della Sicilia e navigano spedite verso est, sfiorando i sette nodi. In testa il piccolo gruppo di chiatte a motore, e anche la Life Support di Emergency, la più grande di tutte.

LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA naviga per la prima volta tutta insieme, o quasi: mancano un pugno di barche partite dalla Grecia, ma la flotta salpata a fine agosto da Barcellona, quella che ha lasciato Tunisi la settimana dopo e la flotta italiana sono finalmente riuscite a incontrarsi. L’hanno fatto nella notte di giovedì nella baia di Portopalo dove, dopo una lunga assemblea, la flottiglia ha deciso di aspettare ancora 24 ore per far passare una piccola burrasca. La flotta italiana aveva fretta di partire dopo aver atteso all’ancora il resto delle unità, che hanno accumulato un ritardo di oltre una settimana. Non tutte le barche sono in grado di reggere il mare grosso e in assemblea si è discusso della possibilità di dividere temporaneamente la flotta, ma alla fine ha prevalso la volontà di rimanere uniti.

La navigazione congiunta non è durata molto: una piccola perdita di carburante ha costretto la Alma, su cui ora viaggia Greta Thunberg, a rientrare in Sicilia quasi subito. Ma a bordo contano di poter risolvere il guasto in poche ore e poi la Alma, una delle navi più veloci, potrà raggiungere il resto del gruppo senza difficoltà.

I PROBLEMI TECNICI, che sembrano non finire mai, non scoraggiano più gli attivisti che, ormai quasi a metà del lungo percorso da Barcellona a Gaza, sentono di essere entrati nella fase finale della missione. Per sottolineare il cambio di passo gli organizzatori hanno chiesto a tutti i partecipanti di aggiungere al nome della propria barca quello di una città palestinese: «Serve a richiamare l’attenzione sulla cancellazione e la pulizia etnica della Palestina», spiegano.

La barca su cui viaggia il manifesto ha scelto per sé Tabariyya, l’attuale città israeliana di Tiberiade, dove ha origine la famiglia del marito di Luna, la più giovane dell’equipaggio. «La casa da cui fu cacciato suo nonno ora è un centro di arte postmoderna» racconta Luna, attivista colombiana di 24 anni. «La ricca vegetazione di Tabariyya è stata concimata dai corpi della famiglia di mio marito, sterminata nel 1948».

INTANTO CRESCE IL NERVOSISMO in Israele. Nei giorni scorsi hanno iniziato a circolare sulle pagine della propaganda sionista articoli che mappano i presunti collegamenti tra i partecipanti alla flottiglia e vari gruppi della resistenza armata palestinese. E giovedì pomeriggio è arrivata la sanzione ufficiale del ministero degli Esteri israeliano, che ha scritto su X: «Questa non è una missione umanitaria. È un’iniziativa jihadista a servizio dell’agenda del gruppo terrorista ».

Sulle chat della missione i volontari invitano a non perdersi d’animo. «Non dimentichiamoci mai perché siamo qui. Non per il nostro ego, ma per i bambini di Gaza che ogni giorno si addormentano col rumore delle bombe» scrive Hakan, che è dovuto restare a terra perché la sua barca non ha retto la navigazione. Ma, aggiunge, va bene così: «Chi di noi è rimasto a terra sarà la voce di chi continua a navigare».

È PROPRIO A TERRA che si moltiplicano le iniziative – ieri lo sciopero generale della Cgil nei porti italiani e lunedì prossimo tocca ai sindacati di base – in appoggio alla Palestina e alla flottiglia, mentre avanza l’invasione di Gaza City e Israele stacca internet in tutta la Striscia.

Per Saturnino Mercader, a bordo della nave Adara, queste mobilitazioni sono il segno che l’aria sta cambiando. «Il popolo in generale e i lavoratori in particolare hanno ormai preso coscienza della situazione» dice al manifesto per messaggio vocale, perché sulla Adara internet va e viene.

Mercader è un militante storico della Cgt, il leggendario sindacato anarchico spagnolo che in Catalogna, nel 1936, riuscì per quasi un anno a portare al potere i lavoratori. Dopo una vita passata a guidare gli autobus di Barcellona, Mercader ha approfittato della pensione per imbarcarsi sulla flottiglia. Ha compiuto 65 anni la settimana scorsa in Tunisia e racconta che «per la prima volta dopo non so quanti anni mi hanno fatto una torta. In poco tempo la barca è diventata una famiglia».

DALLA FLOTTIGLIA, Mercader lavora instancabilmente per creare anche in Spagna le condizioni per uno sciopero generale. Qualche mese fa un tentativo solitario da parte della Cgt non ha avuto i risultati sperati: «Bisogna riconoscere che per avere successo, in Spagna, uno sciopero generale deve essere convocato dai sindacati maggioritari, Comisiones Obreras e Ugt». Se questo succedesse, assicura, «i sindacati di base aderirebbero senza alcun dubbio». «Da quando sono salito a bordo sto facendo appelli per accompagnare tutte le iniziative per la Palestina, compresa questa missione, con uno sciopero generale. L’effetto combinato sarebbe enorme».

* Fonte/autore: Lorenzo D’Agostino, il manifesto



Related Articles

Decreto Minniti. E’ legge la doppia stretta su sicurezza urbana e asilo

Loading

Con il minimo dei voti e defezioni anche nel Pd la camera e il senato approvano in contemporanea i decreti Minniti-Orlando

Contro la tolleranza zero di Trump: “Noi non siamo come i nazisti”, in marcia per i bimbi separati

Loading

Al grido di “Le famiglie devono restare unite” la protesta di centinaia di migliaia di americani. Trump era al golf resort

Salvare umani. L’Operazione Mediterranea: la consapevolezza di non poter rimanere indifferenti

Loading

Nel salvataggio degli esseri umani sulla frontiera mediterranea – Saving Humans – si esprime un valore simbolico che valorizza il mero fatto materiale del soccorso

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment