by Albertina Sanchioni * | 30 Settembre 2025 9:39
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La Ong denuncia: «Il nostro aereo Sea Bird ha assistito al respingimento, i naufraghi sono finiti in mare»
Continuano le violenze da parte della cosiddetta Guardia costiera libica nei confronti di persone migranti nel Mediterraneo. Lo scorso 28 settembre un gommone è stato rovesciato da una motovedetta libica, nel tentativo di effettuare un respingimento illegale, e la maggior parte delle persone è caduta in acqua. Lo denuncia Sea Watch, il cui aereo Seabird ha assistito alle violenze.
«Anziché soccorrere le persone – ha scritto la Ong su X – la guardia costiera le ha abbandonate. I sopravvissuti, in preda al panico, sono saliti a bordo del mercantile Maridive per trovare soccorso, ma sono stati consegnati dall’equipaggio alle milizie libiche».
L’associazione aveva denunciato di essere stata attaccata nella notte del 26 settembre da milizie appartenenti alla cosiddetta guardia costiera che hanno aperto il fuoco contro la nave di soccorso Sea Watch 5, con a bordo 66 naufraghi, rimasti illesi. Anche durante l’intervento in mare, la nave aveva denunciato un incidente con un presunto coinvolgimento libico: «Quando l’equipaggio della Sea-Watch ha avviato il salvataggio, ha notato due uomini con il passamontagna, che alla fine hanno rifiutato l’assistenza e si sono allontanati», ha dichiarato l’Ong.
Violenze ormai ordinarie, compiute nella maggior parte dei casi con mezzi donati dall’Italia in virtù di accordi e memorandum tra i due paesi. Un mese fa era stato il turno della Ocean Viking, con 87 naufraghi a bordo, che era stata raggiunta da colpi di arma da fuoco partiti dalla motovedetta libica, la Corrubia donata dall’Italia, per più di 20 minuti. È stato il primo episodio di attacco diretto verso una nave di soccorso da parte dei sedicenti “guardiacoste” nordafricani, che non hanno atteso molto per compierne un altro. In passato, le milizie avevano sparato in direzione delle navi o dei gommoni impegnati nei soccorsi, ma mai con tanta pericolosità.
La portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi denuncia «livelli di violenza inaudita contro la società civile nel Mediterraneo» e si appella al governo affinché interrompa il memorandum con la Libia. «È inaccettabile che l’Italia e l’Unione europea lascino che milizie criminali sparino contro i civili utilizzando le ex motovedette della Guardia di Finanza», ha continuato Linardi. Abusi che avvengono non solo per mare, ma anche per terra, nelle città libiche, secondo quanto denunciato da David Yambio, presidente di Refugees in Libya.
Nei video pubblicati sui social si osservano accerchiamenti, pestaggi, inseguimenti nei confronti di persone migranti da parte della popolazione del paese. «In questi giorni, le persone nigeriane e di altre nazionalità vengono braccate nei luoghi di lavoro, nelle case, sui mezzi pubblici. Vengono picchiate, torturate, insultate», ha scritto l’attivista. E denuncia la complicità europea, che finanzia la Libia per “bloccare le partenze”: «Questi sono gli atti che l’Europa applaude, non solo a parole, ma con ricompense milionarie», ha detto Yambio.
* Fonte/autore: Albertina Sanchioni, il manifesto[1]
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