Corruzione in Ucraina, l’ex ceo di Ukrenergo accusa Zelensky: «Protegge i suoi»
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L’enorme scandalo legato alla corruzione che ha letteralmente travolto il governo ucraino non si placa e dopo i legami con i vertici di Energoatom, la società statale dell’energia atomica, si allarga alla Difesa
Mentre a Kiev e nelle altre regioni ucraine si contano ancora i morti e i danni causati dagli attacchi russi di ieri, Volodymyr Zelensky e i suoi funzionari si sono affrettati a chiedere nuovamente armi. Tante, a lungo raggio e subito. Ma l’enorme scandalo legato alla corruzione che ha letteralmente travolto il governo ucraino non si placa e dopo i legami con i vertici di Energoatom, la società statale dell’energia atomica, si allarga alla Difesa. Intanto il Kyiv Independent, a sorpresa, pubblica un’intervista che scoperchia una faida interna ai vertici dell’esecutivo e punta il dito contro lo stesso Zelensky.
VOLODMYR KUDRYTSKYI, ex amministratore delegato di Ukrenergo, la compagnia statale dell’energia elettrica, il 10 novembre – quindi il giorno della pubblicazione delle intercettazioni da parte dell’Ufficio nazionale anti-corruzione (Nabu) e della Procura speciale anti-corruzione (Sapo) – ha dichiarato: «L’ufficio del presidente sapeva che questa indagine era imminente» e, per questo, «volevano trovare rapidamente un capro espiatorio, nella speranza di evitare questa tempesta di merda». Infatti, nella logica di Kudrytskyi (che evidentemente è anche la sua strategia difensiva) il suo arresto di due settimane fa, con l’accusa di «non aver protetto le infrastrutture ucraine dagli attacchi russi» ha motivazioni «politiche». È il classico scaricabarile. La questione è tutt’altro che marginale perché le infrastrutture energetiche ucraine sono prese costantemente di mira dai russi e si stima che, in seguito agli ultimi attacchi, la capacità di produzione ucraina si è ridotta del 60% rispetto allo scorso anno (che era già il 2° di guerra). Centinaia di migliaia di ucraini sono stati o sono attualmente al buio, in un Paese dove d’inverno il termometro scende anche sotto i -20°. «Ma invece di assumersi la responsabilità, Zelensky ha cercato di proteggere i funzionari corrotti fedeli a lui, come Galushchenko» sostiene Kudrytskyi. Inoltre, il gruppo al comando del Paese «potrebbe perseguire chiunque non sia abbastanza silenzioso e leale», persino la Nabu, «arrestando investigatori o diffamandola come filo-russa» e potrebbe anche «perseguire i critici del governo».
LA VICENDA di Kudrytskyi rientrava già nelle decisioni criticate dal governo Zelensky in quanto il funzionario era stato allontanato da Ukrenergo nel 2024 per malversazione, ma si era difeso sostenendo che «individui corrotti avevano cercato di prendere il controllo dell’azienda» e la sua difesa era stata sostenuta dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo che aveva dichiarato: «Il suo licenziamento ha gettato un’ombra sulla reputazione dell’Ucraina in termini di governance aziendale».
QUANDO L’INDAGINE della Nabu è diventata di dominio pubblico, facendo rapidamente il giro del mondo e offrendo ai propagandisti russi e ai loro sodali una rara opportunità di biasimare l’Occidente per la sua miopia – «Vedete dove finiscono i vostri fondi per le armi e il sostegno all’Ucraina?» – Zelensky e i suoi si sono subito schierati con la Nabu chiedendo che «i colpevoli fossero puniti velocemente» e senza sconti. «Senza fare nomi però» sottolinea il quotidiano ucraino. Due giorni dopo, il 12 novembre, il ministro della Giustizia Herman Galuhchenko e la ministra dell’Energia Svitlana Grynchuk sono stati sospesi e si sono dimessi. Il 13 Zelensky ha sanzionato il suo ex-socio Timur Mindich, co-proprietario della società di produzione tv che l’aveva reso famoso (Kvartal 95), e Oleksandr Tsukerman, oligarca con le mani in pasta in diversi settori molto lucrativi.
IERI LA PREMIER Yulija Svrydenko, fedelissima del presidente e, secondo i critici del governo, messa al suo posto per volontà del Mazzarino di Kiev, Andriy Yermak, ha annunciato una verifica contabile su tutte le imprese statali «per controllare lo stato dei lavori, in particolare per quanto riguarda gli appalti». La domanda che sorge spontanea è: se è successo a Energoatom in quante altre aziende pubbliche potrebbe esserci lo stesso problema di corruzione?
E infatti, le prime – già grosse – grane stanno salendo in superficie. L’indagine della Nabu si è allargata ai collegamenti di Mindich con Fire point, uno dei principali appaltatori del ministero della Difesa che produce missili e droni. In particolare il missile da crociere tutto ucraino, un orgoglio dell’industria bellica nazionale, il Flamingo e il drone a lungo raggio Fp-1. Il collegamento con Fire point nasce da uno degli indagati: Igor Fursenko, impiegato nell’amministrazione della compagnia con il solo scopo di salvarlo dalla leva obbligatoria (come previsto da una legge ucraina sulle industrie strategiche).
IN UNA INTERCETTAZIONE resa pubblica, Fursenko parla con uno dei capi del gruppo, l’uomo d’affari Oleksandr Tsukerman, rispetto al ruolo del primo e le tasse da pagare. Tsukerman sostanzialmente risponde che se ne occuperanno «loro». Il Sapo, inoltre, nota «anche l’esistenza del passaporto internazionale (di Fursenko) e che nel periodo compreso tra gennaio 2018 e il 22 agosto 2025, ha viaggiato all’estero 26 volte, anche durante la legge marziale» che vieta agli ucraini tra i 23 e i 60 anni di lasciare il Paese. Che Fursenko fosse il cavallo di troia del gruppo guidato da Tsukerman e Mindich all’interno di una delle più importanti aziende del Paese ormai sembra assodato, ma non è chiaro quale fosse l’obiettivo finale e se persino le tanto preziose armi per combattere i russi fossero oggetto della brama di denaro dei protetti di Zelensky.
* Fonte/autore: Sabato Angieri, il manifesto
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