Inchiesta sugli scudi umani palestinesi. E su torture «a livelli senza precedenti» a Sde Teiman
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Gli Usa di Biden sapevano. Applausi e abbracci in tribunale per i soldati accusati delle violenze sul video a Sde Teiman
L’amministrazione di Joe Biden era stata informata sull’uso di scudi umani da parte dell’esercito israeliano a Gaza. La Casa bianca sapeva che i militari costringevano palestinesi a ispezionare tunnel o abitazioni dove si riteneva che Hamas potesse aver piazzato esplosivi. I funzionari dell’intelligence arrivavano a chiedersi se si trattasse di azioni isolate o di ordini dati dagli ufficiali.
Fonti governative hanno raccontato all’agenzia Reuters che le azioni israeliane, contrarie al diritto internazionale, rappresentavano motivo di preoccupazione per Washington, soprattutto nelle ultime settimane dell’amministrazione Biden, alla fine del 2024. La sistematicità della procedura è stata largamente documentata dalle testimonianze dei soldati israeliani e dalle indagini giornalistiche. L’esercito, tuttavia, ha nuovamente negato le rivelazioni, dichiarando alla Reuters che «sta indagando su sospetti che coinvolgono palestinesi in missioni militari». In realtà, delle inchieste annunciate sui comportamenti criminali dei soldati israeliani si perdono puntualmente le tracce. Lo ha fatto presente anche il Comitato delle Nazioni unite contro la tortura, una giuria di dieci esperti che ha ascoltato 28 funzionari israeliani. Il Comitato si è detto «profondamente inorridito dal gran numero di rapporti ricevuti da una varietà di fonti in merito a quella che sembra essere una tortura sistematica e diffusa e un trattamento disumano dei palestinesi». Il collegio, che a fine novembre renderà note le conclusioni dell’inchiesta, ha evidenziato che torture e maltrattamenti raggiungono livelli senza precedenti in Israele, nell’impunità quasi totale.
Le accuse riguardano soprattutto i trattamenti riservati ai palestinesi imprigionati: percosse, colpi sui genitali, scosse elettriche, fame, minacce di stupro. Peter Vedel Kessing, membro del Comitato, ha dichiarato che i rapporti parlano di «migliaia di palestinesi di Gaza, tra cui donne e bambini, che hanno trascorso mesi in custodia militare in condizioni spaventose, perdendo vite, arti e salute». Ma da novembre 2024 ad oggi sono state presentate solo 15 accuse contro i soldati. «Qual è stato il numero di denunce negli ultimi tre anni contro l’esercito israeliano per tortura o trattamento disumano? – ha chiesto la commissione ai funzionari di Tel Aviv – Quanti soldati sono stati ritenuti responsabili di torture e maltrattamenti nei confronti dei palestinesi?»
Non è affatto certo che arriveranno risposte ufficiali. Intanto, il tribunale ha cancellato la sessione prevista per il processo a carico dei soldati accusati di aver torturato un prigioniero palestinese a Sde Teiman. Sono state accolte le richieste della difesa affinché la procura militare riconsideri la prosecuzione del caso. Le mozioni saranno vagliate dal nuovo procuratore capo, che entrerà presto in servizio al posto dell’avvocata Yifat Tomer Yerushalmi, che ha ammesso di aver diffuso il video delle violenze compiute dai soldati. Nonostante la gravità delle accuse, il referto medico che testimonia gli abusi e il filmato che li ha registrati, nell’aula di tribunale gli imputati sono stati accolti da applausi, abbracci e cori di sostegno.
Ieri Hamas ha dichiarato di aver consegnato alla Croce rossa il corpo di un altro ostaggio, ma a Gaza Israele continua gli attacchi aerei e quelli di artiglieria. Anche la campagna di demolizioni non si ferma. Nonostante l’annuncio dell’apertura del valico di Zikim, l’unico che garantirebbe l’accesso degli aiuti umanitari nel nord, i testimoni dichiarano che il passaggio rimane chiuso e la situazione umanitaria resta tragica. Tante famiglie continuano a vivere senza elettricità né acqua corrente.
In Cisgiordania, intanto, l’esercito ha sequestrato circa 50 palestinesi in una campagna di arresti di massa. L’Agenzia palestinese Wafa ha riportato la notizia dell’uccisione di due minori nei pressi di Hebron.
* Fonte/autore: Eliana Riva, il manifesto
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