Venti di guerra. A Berlino assalto alla metropolitana, ma è un’esercitazione
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La simulazione alla stazione di Jungfernheide, nel quartiere di Charlottenburg. Il ministro della Difesa, Boris Pistorius, ha dato luce verde all’esercitazione denominata Bollwerk-Bärlin (Baluardo-Berlino). Scopo della nuova operazione di addestramento: preparare la Bundeswehr alla «risposta rapida in caso di emergenza»
È scoppiata la guerra, e Berlino è «infiltrata di nemici» al punto che un commando ha appena assaltato un vagone della metropolitana pieno di passeggeri alla stazione di Jungfernheide, nel quartiere di Charlottenburg. Armati fino ai denti, i soldati tedeschi irrompono nell’edificio, «liquidano» gli avversari e recuperano con le barelle i commilitoni feriti: un giovane che urla a squarciagola «la mia gamba!» e una ragazza in evidente stato di shock da cui si leva il lamento «non sento più niente». Non è la trama di un war-movie ma la realtà per niente distopica andata in scena ieri nel cuore della notte nella capitale tedesca dopo che il ministro della Difesa, Boris Pistorius, ha dato luce verde all’esercitazione denominata Bollwerk-Bärlin (Baluardo-Berlino).
Scopo della nuova operazione di addestramento: preparare la Bundeswehr alla «risposta rapida in caso di emergenza» in un contesto di combattimento urbano coincidente il più possibile allo scenario vero. Unica differenza, le munizioni a salve e i residenti di Charlottenburg preventivamente avvertiti dei giochi di guerra che in totale dureranno cinque giorni. «Non c’è da preoccuparsi. Nessun pericolo per i cittadini. Non utilizziamo proiettili reali» è il messaggio diffuso poche ore prima dell’inizio dell’azione dalla caserma Julius Leber comandata dal tenente colonnello Maik Teichgräber.
DI SOLITO IL BATTAGLIONE della Bundeswehr schierato nell’esercitazione si occupa di parate e compiti per lo più di natura cerimoniale, tra cui i picchetti d’onore con i guanti bianchi previsti dal protocollo diplomatico della cancelleria federale e della presidenza della Repubblica. Ma a questo reparto è affidata anche la protezione di tutti centri nevralgici di Berlino, ossia la sopravvivenza del governo, come rimarcano gli ufficiali dello stato maggiore disposti a chiarire la novità dal punto di vista operativo.
MANCA SOLO IL NOME del nemico. I militari tedeschi non indicano chiaramente da quale stato, organizzazione o entità provenga la minaccia tale da richiedere un training così impattante sulla quotidianità dei berlinesi. L’identikit del pericolo che aleggia sulla città, tuttavia, non è affatto generico. «Dall’inizio della guerra di aggressione della Russia all’Ucraina la situazione della sicurezza in Europa è radicalmente mutata. Di conseguenza l’efficace difesa della nazione e dei suoi cittadini è tornata a essere al centro dell’attenzione. Non posso valutare in che misura questo clima influenzerà praticamente la Germania ma dobbiamo pensare allo scenario peggiore» specifica il comandante Teichgräber dopo aver precisato: «Non possiamo più ignorare ciò che accade a 900 chilometri dal nostro confine».
Il peggio visto da Berlino rimane la «probabile guerra di Mosca contro un paese Nato entro i prossimi cinque anni», come ha ipotizzato il ministro Pistorius citando le informative delle agenzie dell’intelligence nazionali, mentre il meglio corrisponde al piano di «trasformare la Germania nella prima forza militare convenzionale europea» da qui al 2030, annunciato dal cancelliere Friedrich Merz. In entrambi i casi la Bundeswehr si ritrova catapultata in trincea, nella prima linea del fronte che dal Donbass si è già spostato fino a Charlottenburg.
NEPPURE AI TEMPI del terrorismo dell’Isis – la più grave ondata di attentati alle città tedesche, in Germania – si era visto il dispiegamento della Bundeswher, nonostante le stazioni ferroviarie all’epoca fossero in cima alla lista dei possibili target.
«L’esercito nella metro? Mai successo prima. Finora gli unici assalti ai vagoni della metro a Berlino sono stati quelli dei pendolari» testimonia l’anziano residente di uno dei palazzi vicini alla fermata della linea U7 teatro del blitz militare. Perde l’ironia commentando lo scarso disturbo della quiete pubblica vantato da chi ha organizzato l’esercitazione: «Un sacco di baccano. Hanno iniziato dieci minuti prima delle due del mattino. C’erano perfino i cecchini». Mentre il traffico è stato interrotto in vari punti della città per permettere ai camion della Bundeswehr di trasportare le truppe alla stazione di Jungfernheide.
«L’azione si è svolta in modo eccellente. Siamo molto soddisfatti del comportamento dei nostri soldati in una simulazione ultra-realisitica del combattimento casa per casa» è la versione ufficiale dell’esercito che dal 2026 mesi potrà cominciare ad arruolare i primi contingenti dei 200mila nuovi volontari previsti dalla reintroduzione della leva militare. Non solo per fare esercitazioni.
Mentre il governo revoca il Buergergeld – il reddito erogato ai disoccupati di lungo corso in Germania – concesso ai rifugiati ucraini arrivati nel Paese dopo aprile 2025. Da ora riceveranno un sussidio inferiore, come gli altri profughi.
* Fonte/autore: Sebastiano Canetta, il manifesto
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