L’appello degli accademici contro il «reato» di critica a Israele

by Beatrice Sofia Urso * | 13 Dicembre 2025 11:27

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Professori, ricercatori e dottorandi si stanno mobilitando contro i disegni di legge che si basano sulla definizione di antisemitismo dell’Ihra

Il mondo accademico lancia un appello contro i recenti disegni di legge sull’antisemitismo: il nocciolo della questione è la scivolosa definizione di antisemitismo presa dall’Ihra, l’International Holocaust Remembrance Alliance. La raccolta di firme, iniziata ieri, a fine giornata contava già più di 1.200 adesioni.

DOCENTI, ricercatori e dottorandi esprimono preoccupazione per via dei limiti concreti alla libertà di insegnamento, ricerca ed espressione che un modello come quello dell’Ihra rappresenta. Sotto alla maschera dell’antisemitismo si nasconde infatti un disegno ben più grande: nella definizione di odio razziale contro il popolo ebraico, sono incluse le critiche contro lo Stato di Israele. Sembra essere un unicum, non esistono altre leggi nel nostro ordinamento che prevedono la critica ad uno stato come reato punibile.

«La definizione adottata dall’Ihra nel 2016 andrebbe sostanzialmente a criminalizzare l’utilizzo di una serie di termini, ma anche di categorie analitiche, che in ambito accademico sono molto importanti ed usati, e non solo parlando di Palestina: colonialismo di insediamento, pulizia etnica, apartheid – spiega al manifesto Francesca Biancani, storica del Medio Oriente moderno e contemporaneo e professoressa associata dell’Università di Bologna – Sono delle categorie di stampo comparativo che vengono utilizzate proprio perché lo studio di determinate dinamiche possa avere interpretazioni più ampie, sia a livello geografico che a livello di profondità storica».

SECONDO la professoressa e le centinaia di firmatari dell’appello, i ddl inficeranno svariati campi di studio. Una lezione dove si analizzano criticamente le politiche e la storia stessa di Israele saranno considerate una discriminazione e, quindi, un reato. «Il problema è che questi disegni di legge impediranno la capacità di ragionare, dialogare e criticare in maniera complessa e autonoma su temi che interessano tanti ambiti dello studio, della vita accademica e dell’attualità», continua Francesca Biancani, che sottolinea come l’azione che da anni fa l’Ihra è uno strumento di «soft power e di preparazione alla svolta estremista della politica della destra israeliana. Una definizione di antisemitismo così ampia è come un iron dome verbale».

Sulla necessità di contrastare le forme di violenza e di odio, «di qualsiasi matrice, che sia contro i fedeli dell’islam o dell’ebraismo», non c’è dubbio, ma leggi, come quelle proposte da Forza Italia e dal Partito Democratico, non sono la soluzione, anzi. «Non è certo andando ad impedire alle persone di utilizzare certi termini all’interno della scuola e dell’università che si sedano i fenomeni d’odio», conclude la professoressa dell’ateneo bolognese.

Il testo dell’appello è visionabile e sottoscrivile da individui, organizzazioni e associazioni accademiche e scientifiche cliccando qui[1].

* Fonte/autore: Beatrice Sofia Urso, il manifesto[2]

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  1. cliccando qui: https://docs.google.com/document/d/1YyUjMyjVoZc5aZ23fUyoCKVLsZswkCgrMO2F83eihV8/mobilebasic?fbclid=IwQ0xDSwOoq7lleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEekvxNLxU5jZZloQRIsV5a0yotEV1B8uIIJiVgahanuVdxfaASmN1notgn4gQ_aem_kBGs-fwcVER23UQrfiBa5g
  2. il manifesto: https://ilmanifesto.it/

Source URL: https://www.dirittiglobali.it/2025/12/lappello-degli-accademici-contro-il-reato-di-critica-a-israele/