Terrorismo a Mosca, un altro generale russo ucciso in un attentato
![]()
Muore in un attentato a Mosca Fanil Sarvarov, alto ufficiale dell’esercito. L’Ucraina tace
Non ci sono solo droni a “sconfinare” portando la guerra anche in territorio russo. Con una certa regolarità da quando è scoppiato il conflitto, infatti, militari e propagandisti sono stati uccisi per mezzo di esplosivi per le strade di alcune città della Federazione: ieri a Mosca è capitato al tenente generale Fanil Sarvarov, 56 anni, capo del dipartimento di addestramento operativo dello stato maggiore delle forze armate. Rimasto ferito in seguito alla detonazione di una bomba piazzata sotto la sua automobile in via Yaseneva, nella zona sud della capitale, l’ufficiale è morto poco dopo mentre riceveva soccorso. Ancora da parte delle forze dell’ordine non arrivano grandi dettagli: si comunica l’apertura di un’indagine e si informa che i rilevamenti sul posto sono in corso.
È CHIARO che in tanti stanno pensando a una possibile “pista ucraina”, sia per il diretto ricavo che Kiev avrebbe dall’operazione in termini bellici sia perché il metodo adoperato richiama da vicino altre “eliminazioni eccellenti” avvenute sul suolo russo. Ad aprile scorso, per esempio, c’è stato il caso del generale Yaroslav Moskalik, anch’egli travolto dall’esplosione di un’autobomba a Mosca (i servizi segreti hanno poi arrestato Ignat Kuzin); oppure giusto un anno fa, sempre nella capitale e sempre con l’uso del tritolo (ma stavolta nascosto in un monopattino elettrico), la stessa sorte è toccata al generale Igor Kirillov e al suo assistente, fino ad arrivare al controverso assassinio di Daria Dugina dell’agosto 2022, figlia del teorico e attivista ultranazionalista Aleksandr Dugin e anch’ella sostenitrice dell’invasione in Ucraina, ma formalmente una civile.
Sarvarov era originario della regione di Perm e in parallelo alla sua formazione militare era stato impiegato in operazioni in Ossezia del Nord e in Cecenia. Poi nel 2015-16 ha contributo a livello organizzativo alla campagna in Siria, dove Mosca si era prodigata nel supporto alle forze dell’ex-presidente Bashar al-Assad (riparato nella capitale russa in seguito alla sua caduta), e l’anno scorso – al culmine di una carriera che gli stava procurando sempre maggiori riconoscimenti – si è visto conferire il grado di tenente generale dal presidente Vladimir Putin. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, nel commentare il suo decesso, ha parlato di una «terribile tragedia» riponendo fiducia nelle indagini.
KIEV, DAL CANTO SUO, TACE. Difficilmente azioni così ad alto rischio vengono rivendicate apertamente, anche per aumentare la percezione di incertezza nel campo avversario. Né, va detto, da parte della Federazione si sentono grandi promesse di ritorsioni, a differenza magari di quanto avveniva con le prime infiltrazioni di questo tipo. Piuttosto, a proposito di ambiguità strategica, si inseguono da qualche giorno voci sulla possibile uccisione del generale dell’intelligence russa Andrey Averyanov – ritenuto responsabile di numerose operazioni sotto copertura anche in territorio europeo, tra cui l’avvelenamento dell’ex-spia Skripal in Gran Bretagna – che sarebbe colato a fondo del Mar Mediterraneo assieme alla petroliera della flotta ombra di Mosca colpita da un drone ucraino al largo delle coste libiche lo scorso venerdì.
Certo è che la guerra si gioca sempre più attraverso omicidi e attentati fuori dal classico perimetro della battaglia, con logiche che possono essere anche torbide e con metodi di reclutamento eterodossi. Ieri per esempio, nella stessa capitale russa teatro dell’omicidio di Sarvarov, si è celebrato il funerale di Stanislav Orlov, ex-ultras e combattente che è stato ucciso a colpi di pistola nella penisola di Crimea pare durante un tentativo di arresto.
A KIEV, INVECE, sono state condannate per sabotaggio due persone adescate con una promessa di soldi dai servizi segreti del Cremlino. Missioni di intelligence, regolamenti di conti interni, manipolazione di cittadini comuni: la linea del conflitto passa anche dentro le strutture militari e le società, aggrovigliando le divisioni di superficie.
* Fonte/autore: Francesco Brusa, il manifesto
Related Articles
Cile, studenti in lotta contro il test classista di ingresso alle università
![]()
Azione collettiva contro il Psu, l’esame che apre (o chiude) le porte delle università: licei occupati e attacchi hacker. Il governo minaccia la repressione, ma intellettuali, artisti e docenti stanno con i giovani
Guardie europee per pattugliare mari e frontiere c’è l’intesa della Ue
![]()
Bruxelles. I ministri dell’Interno approvano il progetto: “Operativo entro l’estate”. Juncker: “Apprezzo il piano italiano”. L’Olanda però frena: “No alla replica dell’accordo con la Turchia”
«Stiamo morendo»: dai barconi del Mediterraneo arriva un grido d’aiuto
![]()
La tragedia del mare si consuma ogni giorno di fronte ai nostri occhi. Vite e corpi sacrificati attraverso leggi dello stato e accordi internazionali con i peggiori despoti. Urge un cambio di rotta


