Sciopero generale in Minnesota contro l’occupazione poliziesca
![]()
Centinaia di attività chiuse, marce, astensioni dal lavoro. Arrestata una bimba di due anni
Quella di ieri potrebbe diventare la più grande azione dei lavoratori nella storia del Minnesota. L’ha detto al New York Times Christa Sarrack, presidente di un sindacato che rappresenta 6.000 lavoratori e lavoratrici ospedalieri nello stato. Ice Out! Statewide Shutdown è la protesta organizzata proprio da alcuni sindacati e leader religiosi del Minnesota, e si svolge su più livelli. A partire dallo «sciopero generale», espressione così inusuale negli Stati uniti contemporanei, che prevede la chiusura delle attività commerciali che vogliono aderire: la lista, continuamente aggiornata sul sito del Minnesota Bring Me The News, elenca centinaia di attività – negozi, bar, boutique, ristoranti… – che ieri hanno chiuso i battenti, in maggioranza nelle città gemelle: Minneapolis e St. Paul.
ALCUNI hanno aperto non al pubblico, ma come servizio di ristoro per i manifestanti della marcia di protesta contro l’occupazione dell’Ice che si terrà a Minneapolis e contemporaneamente in molte altre città americane, da New York a Los Angeles. Manifestazione che inizia troppo tardi per noi, ma già durante la giornata di ieri delle prime proteste si sono viste all’aeroporto di Minneapolis, dove centinaia di persone hanno sfidato il freddo e il vento a oltre venti gradi sotto zero per manifestare la propria indignazione contro l’occupazione violenta dell’Ice.
In tanti hanno partecipato anche non andando a lavoro o a scuola, altri attraverso il digiuno, e anche chi è vincolato dalla propria azienda a clausole no strike, che impediscono gli scioperi, è stato esortato dalle organizzazioni sindacali a dare il proprio contributo in modo alternativo.
LO SCIOPERO è stato suscitato anche dalla scelta delle grandi corporation (17 delle 500 più grandi d’America hanno sede in Minnesota, fra cui Target) di non dire una parola contro le violenze a cui lo stato è sottoposto. E l’indignazione è resa più cocente dall’immagine che ha fatto il giro del mondo del piccolo Liam Conejo Ramos, il bimbo di cinque anni rapito dall’Ice – immagine che il commentatore del Washington Post Philip Kennicott paragona alla Napalm Girl della guerra in Vietnam. Su di lui è intervenuto ieri durante una conferenza stampa il capo del Border Patrol Gregory Bovino, l’uomo che ama sfoggiare divise chiaramente evocative di Gestapo e SS, e che poco prima era impegnato a lanciare lacrimogeni ai cittadini in protesta a Minneapolis.
Trasportato in un centro di detenzione per immigrati in Texas, non ha potuto negare Bovino, Liam Ramos è “in buone mani”: «Dirò inequivocabilmente che qui al Border Patrol siamo esperti nel gestire i bambini». Affermazione che dietro una esile parvenza di rassicurazione afferma a chiare lettere la deliberata crudeltà anche contro i più vulnerabili – perfino un bimbo di 5 anni. «Non smetteremo – ha aggiunto Bovino – finché non li avremo arrestati tutti ».
Ieri, oltretutto, il Minnesota Tribune ha reso pubblica la notizia dell’arresto a Minneapolis di un’altra bimba (che va ad aggiungersi ai 4 minori già confermati di cui fa parte il piccolo Liam Ramos), di due anni, arrestata con il padre Elvis Joel Tipan Echeverria nel quartiere di Powderhorn Park mentre tornavano a casa dopo aver fatto la spesa.
È notizia di ieri anche la manipolazione con l’intelligenza artificiale dell’immagine di una delle attiviste arrestate per aver protestato contro un pastore collaborazionista dell’Ice in una chiesa di St. Paul, Nekima Levy Armstrong. La foto del suo arresto, in cui appare serena e composta, è stata postata dalla Casa bianca in versione alterata, in cui piange e il suo colorito (Armstrong è afroamericana) è reso più scuro. Il vicedirettore delle comunicazioni del governo Usa Kaelan Dorr ha risposto con un post su X: «L’applicazione della legge continuerà. E continueranno i meme».
È DISPERANTE, in tutto questo, che giovedì notte il voto di sette democratici alla Camera abbia reso possibile l’approvazione di un disegno di legge per confermare i finanziamenti annui di 10 miliardi di dollari per il Department of Homelad Security (a capo di Ice e Border Patrol).
Al Washington Post, la 64enne Kimberly Case ha detto di aver deciso di partecipare alla protesta dopo aver saputo che sua nipote e i compagni di classe hanno deciso di scavare delle fosse nel cortile della loro scuola per nascondersi dagli agenti dell’Ice che potrebbero arrivare nel loro istituto.
* Fonte/autore: Giovanna Branca, il manifesto
Related Articles
Come fare a pezzi il lavoro
![]()
Licenziamenti facili e demolizione della contrattazione collettiva, la riforma passa in discussione in parlamento per l’approvazione definitiva. Sindacati tagliati fuori. È il tributo da pagare a Bruxelles in vista della legge finanziaria che mira a contenere il rapporto deficit-Pil solo al 5,8%
Caso Iuventa. Punita l’ong tedesca ribelle, primo sequestro in Sicilia
![]()
Lampedusa. «Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina», la procura di Trapani mette i sigilli all’imbarcazione dell’organizzazione Jugend Rettet
Le rivelazioni della stampa USA: notizie di Intelligence «Da Israele a Trump ai russi»
![]()
Stati uniti. Le rivelazioni del New York Times sulle informazioni di intelligence «passate a Mosca»


