Stati Uniti, contro le squadracce ICE tornano le Black Panther
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Nel 2026, con l’intensificarsi della stretta repressiva dell’Ice nelle città a guida democratica, il Black Panther Party for Self-Defense — uno dei gruppi che si richiamano al movimento originale — è tornato a farsi vedere, a partire da una città che sembra essere la prossima nella lista di Donald Trump: Philadelphia
Nell’ottobre del 1966, a Oakland, in California, nasceva il Black Panther Party, una delle esperienze rivoluzionarie più radicali e temute della storia politica statunitense. A oltre 55 anni di distanza, i suoi ideali non sopravvivono come reliquie nostalgiche, ma come strumenti ancora necessari di lettura e di conflitto. Il motivo è evidente. Il partito è nato come risposta diretta alla violenza strutturale dello Stato, incarnata dalla brutalità poliziesca contro la comunità afroamericana, e ha messo al centro della propria azione il nazionalismo nero, il socialismo e il diritto all’autodifesa armata. Le Pantere non chiedevano riforme cosmetiche, ma mettevano in discussione il potere.
ACCANTO ALLA DIMENSIONE militante, costruirono una rete concreta di mutualismo: il programma di colazione gratuita per i bambini, un giornale autogestito come strumento di controinformazione, e un programma in dieci punti che rivendicava libertà, lavoro, casa, la fine della guerra in Vietnam e l’autodeterminazione delle comunità nere. Rivendicavano l’armamento degli afroamericani, l’esenzione dal servizio militare e l’uguaglianza sostanziale dei diritti. Lo scopo iniziale era pattugliare i quartieri afroamericani per proteggere i residenti.
Nel 2026, con l’intensificarsi della stretta repressiva dell’Ice nelle città a guida democratica, il Black Panther Party for Self-Defense — uno dei gruppi che si richiamano al movimento originale — è tornato a farsi vedere, a partire da una città che sembra essere la prossima nella lista di Donald Trump: Philadelphia.
Dopo l’uccisione di Renee Nicole Good a Minneapolis, alcuni membri del Black Panther Party for Self-Defense hanno partecipato a una manifestazione anti-Ice che si è tenuta davanti al Municipio di Philadelphia. Sono arrivati indossando bomber neri decorati con il logo della pantera bianca e nera, berretti e, soprattutto, armi di tipo militare esibite apertamente. In Pennsylvania è legalmente consentito, e i membri del gruppo hanno affermato di essersi presentati armati proprio per garantire la sicurezza dei cittadini.
PAUL BIRDSONG, che si presenta come presidente della sezione di Philadelphia, ha dichiarato che a Minneapolis le cose sarebbero andate diversamente se loro fossero stati presenti il 7 gennaio, il giorno in cui l’agente dell’Ice Jonathan Ross ha ucciso Good.
Durante un’intervista rilasciata all’emittente locale Philly AM TV, Birdsong ha alzato ulteriormente i toni: «Nessun agente dell’Ice se la prenderà mai con me. Siamo lo stesso partito delle Pantere Nere di una volta, ma ora siamo un po’ più aggressivi. Chi presta servizio nella società civile dovrebbe temere la reazione della gente se la popolazione è insoddisfatta del lavoro che svolge, e non sentirsi tiranno o bullo solo perché ha armi, giubbotti antiproiettile e walkie-talkie che lo rendono immune a qualsiasi cosa la gente possa fare». Parlando della tradizione delle Pantere Nere di armarsi, ha aggiunto: «Se dovete armarvi legalmente, fatelo con qualcosa di più grande di ciò che hanno loro».
LA RICOMPARSA di berretti neri e simboli storici ha suscitato la reazione di Myesha Newton, nipote di Huey P. Newton, che ha definito il gruppo una mistificazione dell’eredità originale. Birdsong ha risposto annunciando, in un video su Instagram, che il gruppo ha in programma un incontro pubblico per sabato 31 gennaio a Philadelphia. L’evento è rivolto a «chiunque voglia saperne di più su di noi» e «sui membri veri e originali» che lo affiancano. «Saranno lì per sedersi con noi, parlare con noi, imparare e crescere con noi», ha specificato, spiegando che l’evento servirà anche per «autenticarci» e mostrare «da chi riceviamo guida, protezione e verità». Newton è stata invitata personalmente.
«Il Black Panther Party non è un’organizzazione nazionalista nera – ha dichiarato Birdsong –. Altre varianti partito potrebbero esserlo. Ma il Black Panther Party for Self-Defense, fondato da Huey Newton insieme a Bobby Seale, è un’organizzazione internazionalista che si pone come alleata delle persone oppresse, indipendentemente dal loro background etnico o culturale».
DAGLI ANNI SESSANTA a oggi, le Pantere Nere sono entrate nell’immaginario collettivo come una delle forze politiche più destabilizzanti degli Stati uniti, fino a diventare un’icona pop riconoscibile. Nel febbraio 2016 Beyoncé si è esibita al Super Bowl – l’evento televisivo con il maggior numero di spettatori dell’anno – accompagnata da ballerine vestite in omaggio al Black Panther Party. La performance accompagnava la canzone Formation, un inno politico che celebra la cultura nera, il femminismo e la resistenza, affrontando temi come il razzismo sistemico, la brutalità poliziesca e l’eredità storica afroamericana.
Per Birdsong questa potenza simbolica deve tornare a farsi materia politica. Ha quindi invitato chi vive in comunità con un’alta percentuale di immigrati a organizzarsi per proteggerli. «La comunità deve prendersi cura di loro in modo speciale», ha concluso, indicando anche la possibilità di accompagnamenti armati da e verso i luoghi di residenza.
* Fonte/autore: Marina Catucci, il manifesto
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