Sulla Groenlandia accordo Trump-Nato, senza la Danimarca

Sulla Groenlandia accordo Trump-Nato, senza la Danimarca

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Groenlandia Secondo le indiscrezioni si prevede una cessione di sovranità nello spazio delle basi Usa sul territorio dell’isola artica

Un accordo sul modello delle basi militari del Regno unito a Cipro, con sovranità sul territorio che occupano all’interno del Paese. Questo, secondo dei funzionari informati della discussione fra il segretario generale della Nato Mark Rutte e Donald Trump citate dal New York Times, sarebbe il «quadro di accordo» sulla Groenlandia lodato mercoledì notte da Donald Trump. Axios, in base alle sue fonti, riporta più dettagli: l’accordo prevede una revisione del patto del 1951 fra Usa e Danimarca, in cui si autorizzano gli statunitensi a costruire basi militari in Groenlandia e a istituire «basi di difesa» se la Nato lo ritiene necessario.

Che la Nato ora lo ritenga, o finga di ritenerlo in funzione di appeasement con Donald Trump, lo prova il comunicato dell’Alleanza: «Le negoziazioni fra Danimarca, Groenlandia e Stati uniti andranno avanti con lo scopo di assicurare che Cina e Russia non mettano mai piede – militarmente o economicamente – in Groenlandia». Ciononostante, a in un’intervista con Fox News dopo l’incontro con Trump, Rutte ha affermato che il controllo della Groenlandia non è un tema «emerso» durante il bilaterale.

LA RICOSTRUZIONE di Axios aggiunge che l’accordo include dei passaggi sulle «materie prime» del territorio autonomo, e sul posizionamento del «Golden Dome» (il sistema di difesa Usa avviato da Donald Trump sulla falsariga dell’Iron Dome israeliano) anche in territorio groenlandese.

A commento dell’accordo raggiunto da Trump, la sua portavoce Karoline Leavitt ha dichiarato: «Il presidente Trump sta dando prova ancora una volta di essere il Dealmaker in Chief», il massimo negoziatore. Nella sua personale narrazione a Fox News, il dealmaker in chief non sembra però allinearsi con la lettura dell’accordo data dalla Nato – tralasciando la legittima domanda che si pone il ministro danese alla Difesa Troels Lund su chi abbia dato mandato a Rutte per negoziare per conto di Danimarca e Groenlandia.

«Niente su di noi, senza di noi», ha aggiunto la deputata groenlandese del parlamento di Copenaghen Aaja Chemnitz Larsen. L’accordo, ha detto Trump, (che lo ha definito «straordinario» su Truth Social, prima di ripartire per Washington) sta ancora venendo negoziato, ma dà «sostanzialmente» agli Usa un «accesso completo» alla Groenlandia. «Senza fine, senza limiti temporali».

NEL MENTRE A NUUK e Copenaghen ieri si è tirato un primo sospiro di sollievo dopo settimane di minacce trumpiane. Gli ultimi giorni erano stati vissuti con molta apprensione nonostante le imponenti manifestazioni di sabato scorso che avevano attraversato le principali città groenlandesi e danesi. In tutto il paese, sia nella penisola che nell’isola artica, si erano moltiplicati gli appelli al boicottaggio dei prodotti statunitensi e il governo groenlandese aveva avviato la distribuzione di vademecum alla popolazione su «come comportarsi in caso di invasione straniera».
La premier danese Mette Frederiksen nella mattinata di ieri aveva definito «un fatto molto positivo» che le minacce di invasione militare e di «tariffe punitive» fossero svanite dalle parole del Presidente Usa.

L’annunciato incontro proprio tra la leader danese e il segretario generale della Nato Mark Rutte era però stato sostituito da un colloquio in Inghilterra con il primo ministro inglese Keir Starmer. Alla fine dell’incontro Frederiksen ha ribadito, ancora una volta, che «dobbiamo vedere se riusciamo a trovare una soluzione che rispetti ciò che deve essere sempre rispettato: la sovranità e le regole democratiche del gioco perché – ha continuato – se l’obiettivo è garantire la sicurezza nell’Artico, allora abbiamo detto fin dall’inizio che lo vogliamo anche noi».

ANCHE IL MINISTRO degli esteri danese, Lars Løkke Rasmussen, che mercoledì scorso aveva incontrato Rubio e Vance a Washington, ha annunciato che partiranno a breve «negoziati con gli americani» ma ad essere coinvolti «non saranno i politici, ma funzionari pubblici». Oggi a Nuuk era prevista una visita congiunta di alcuni primi ministri dei paesi nordici che, poche ore prima, è stata cancellata. Gli occhi del mondo continuano, quindi, ad essere puntati sulla capitale groenlandese dove, sempre ieri, il giovane premier Jens-Frederik Nielsen ha tenuto una conferenza stampa (sono circa 200 i giornalisti stranieri presenti sull’isola).

Nielsen ha esordito criticando duramente la retorica di Donald Trump definita «inaccettabile» e, rivolto ai media di tutto il mondo, ha aggiunto: «Immaginate cosa significa essere un groenlandese e sentire ogni giorno che qualcuno vuole toglierti la libertà». Il giovane premier ha pero concluso dichiarandosi disponibile a discutere di tutto con gli Usa, dalla difesa alle risorse minerarie dell’isola, ma ribadendo che «la nostra sovranità è la linea rossa».

* Fonte/autore: Giovanna Branca, il manifesto



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