Mattarella firma il decreto sicurezza
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Almeno tre le modifiche sostanziali. La prima riguarda una delle misure più contestate, il fermo di polizia che originariamente era previsto, in occasioni di manifestazioni pubbliche e in aree aperte al pubblico, sulla base di semplici «circostanze di fatto» a giudizio delle forze dell’ordine
Non è lo stesso decreto legge «sicurezza» uscito dal Consiglio dei ministri quello che il presidente Mattarella ha firmato ieri sera, ben 19 giorni dopo la riunione del governo che lo aveva varato e annunciato. Almeno tre le modifiche sostanziali. La prima riguarda una delle misure più contestate, il fermo di polizia che originariamente era previsto, in occasioni di manifestazioni pubbliche e in aree aperte al pubblico, sulla base di semplici «circostanze di fatto» a giudizio delle forze dell’ordine. Adesso il fermo preventivo per evitare che presunti violenti partecipino alle manifestazioni, sempre di 12 ore al massimo, scatterà solo «in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica». L’attualità del pericolo dovrà essere valutata da un magistrato che, in assenza, ordinerà l’immediato rilascio.
La seconda modifica importante riguarda il cosiddetto scudo per le forze dell’ordine, voluto dalla destra sull’onda dei fatti di Rogoredo. Anche questa misura appare ridimensionata – in parte – evidentemente anche a seguito delle indagini della procura di Milano che ha messo a fuoco le responsabilità dell’agente di polizia, arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Si chiamerà «annotazione preliminare» l’atto con cui il pm procederà nel caso in cui il reato appaia commesso «in presenza di una causa di giustificazione» (ma in caso di incidente probatorio l’iscrizione sarà trasferita nel classico registro degli indagati).
La novità dovrà essere tecnicamente affinata con un decreto del ministro della giustizia (nei prossimi 60 giorni). L’iscrizione su questo registro «preliminare» garantisce gli stessi diritti (tra i quali la nomina di un legale e l’accesso agli atti) di chi è iscritto nel registro degli indagati e potrà durare per un massimo di 150 giorni. Nel caso di iscrizione tra gli indagati in un secondo momento, i termini per le indagini preliminari decorrono dal momento della nuova annotazione.
Infine una novità è stata introdotta anche per la vendita di coltelli: confermato il divieto di vendita ai minori ma nella nuova versione scompare la previsione che imponeva agli esercenti l’obbligo di registrare le vendite delle lame sopra determinate dimensioni.
* Fonte/autore: Domenico Cirillo, il manifesto
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