Parigi. Mandati di comparizione per due influencer franco-israeliane: «complicità in genocidio»
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L’ordine della Corte d’appello di Parigi riguarda due cittadine franco-israeliane, parte di gruppi di estrema destra. L’accusa: hanno incoraggiato e preso parte al blocco di aiuti verso la Striscia
Due «mandati di comparizione» sono stati emessi dalla Corte d’appello di Parigi nei confronti di due influencer franco-israeliane per «complicità in genocidio», hanno rivelato in questi giorni i media francesi. A essere colpite sono Nili Kupfer-Naouri, presidente dell’associazione Israel Is Forever, e Rachel T., portavoce del collettivo Tsav 9. Quest’ultimo ha bloccato a più riprese dei camion di aiuti umanitari destinati a Gaza nel 2024 ai valichi di Nitzana e Kerem Shalom, mentre Israel is Forever ha mobilitato dei volontari per partecipare a queste azioni.
IL MANDATO EMESSO dalla corte parigina è il risultato di una denuncia fatta dall’Union Juive Française pour la Paix (Ujfp) assieme a un cittadino franco-palestinese membro della rete francese Urgence Palestine, alla Fédération Internationale des Droits de l’Homme e all’associazione palestinese di difesa dei diritti umani Al-Haq.
La denuncia era stata depositata nel novembre 2024, poi nell’agosto 2025 il tribunale aveva emesso il mandato di comparizione, misura del diritto francese che impone alla persona di presentarsi davanti alla Corte, ma che non implica necessariamente la detenzione. I mandati di comparizione possono essere diramati direttamente dal giudice, senza l’avallo della Procura antiterrorismo, che in Francia ha competenza sui crimini di guerra, contro l’umanità e di genocidio.
È solo il 16 gennaio, tuttavia, che Nili Kupfer-Naouri ha confermato l’esistenza di questa misura giudiziaria nei suoi confronti. In un’intervista al media pro-israeliano The News, Kupfer-Naouri ha detto che «il rischio, è che io non possa più mettere i piedi in Francia, non ho intenzione di andare nelle galere francesi» e ha definito la procedura «delirio antisemita». Secondo Le Monde, sia Rachel T. che Kupfer-Naouri risiedono ormai da tempo in Israele.
SECONDO L’AFP, oltre alla «complicità in genocidio», le due militanti sioniste sono anche sospettate di «provocazione pubblica e finalizzata al genocidio»: avrebbero incoraggiato a impedire il rifornimento umanitario degli abitanti della Striscia, ricorrendo a una retorica disumanizzante nei confronti dei palestinesi. Secondo una fonte giudiziaria citata dall’Afp, «una decina di altre persone sono suscettibili di fare oggetto di misure simili».
«Un traguardo giuridico fondamentale è appena stato raggiunto», ha scritto l’Ujfp in un comunicato venerdì. Secondo l’organizzazione ebraica progressista, dimostra che delle procedure «possono essere messe in moto, che soldati e civili complici di crimini contro il popolo palestinese saranno oggetto di inchieste e di procedimenti». Un altro procedimento simile dovrebbe giungere a termine a breve, nel caso di due soldati franco-israeliani accusati di aver partecipato a delle esecuzioni sommarie a Gaza tra novembre 2023 e marzo 2024.
* Fonte/autore: Filippo Ortona, il manifesto
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