Una flotilla di solidarietà per Cuba, sfida agli Usa nei Caraibi
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Nel «suo» specchio d’acqua Washington spara, solo ieri tre morti
Cuba non va lasciata sola: se la risposta dei governi al blocco petrolifero deciso da Trump è in generale timida e inadeguata, è ora che intervengano i popoli. Per questo, seguendo l’esempio della Global Sumud Flotilla per Gaza del 2025, l’Internazionale Progressista – l’organizzazione ispirata da Bernie Sanders e Yanis Varoufakis e sostenuta dall’ex leader laburista britannico Jeremy Corbyn, dalla deputata democratica Usa Rashida Tlaib e dall’attivista statunitense David Adler – ha annunciato il lancio di una flotilla con l’obiettivo di portare a Cuba alimenti, medicinali e altri beni essenziali il prossimo marzo, aggirando simbolicamente il blocco imposto da Washington.
«We are sailing to Cuba», si legge sul sito della Progressive International, dove viene presentata la missione, denominata «Nuestra América», che terrà oggi la sua prima assemblea: «L’amministrazione Trump – si legge nel primo comunicato ufficiale – sta strangolando l’isola, interrompendo il rifornimento di carburante, i voli e le forniture di beni di prima necessità», con conseguenze letali per la popolazione, e in particolare per neonati, anziani e malati. Così, per forzare l’embargo Usa – di cui le Nazioni Unite hanno chiesto 30 volte la revoca, l’ultima delle quali nell’ottobre scorso – la flotilla salperà da più punti del Mar dei Caraibi, proprio dove i militari statunitensi fanno fuoco contro le presunte imbarcazioni di narcotrafficanti: già una quarantina gli attacchi, l’ultimo dei quali venerdì, quando sono state uccise tre persone, per un totale di 133 vittime in cinque mesi.
«Quando i governi impongono punizioni collettive, la gente comune ha la responsabilità di agire: rompere l’assedio, portare cibo e medicine e dimostrare che la solidarietà può attraversare qualsiasi confine o mare», ha dichiarato David Adler, che ha già preso parte alla flotilla per Gaza. E la gente comune ha risposto: da Città del Messico a Bogotà, da Barcellona a Detroit, i volontari si stanno facendo avanti per equipaggiare le navi, raccogliere rifornimenti e «aprire nuove rotte di solidarietà». Nella consapevolezza, come ha evidenziato Thiago Avila, coordinatore della Global Sumud Flotilla, che «questa iniziativa porterà più di semplici aiuti. Rompendo il blocco statunitense sull’isola, la missione trasmette il messaggio che il popolo cubano non è solo».
Tanto più che quel blocco, ha denunciato Corbyn, «ha cercato per più di sessant’anni di soffocare l’esempio di un paese che, nonostante l’incessante pressione economica, ha costruito un sistema sanitario universale e un’aspettativa di vita paragonabile o addirittura superiore a quella degli Usa».
* Fonte/autore: Claudia Fanti, il manifesto
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