Israele invade il Sud del Libano. «Andremo in treno a Beirut»

Israele invade il Sud del Libano. «Andremo in treno a Beirut»

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Il sogno dei sostenitori della guerra. Dopo i droni lanciati da Hezbollah, le truppe israeliane svuotano 50 villaggi. Raid sulla capitale libanese e invasione del sud. Hezbollah risponde e colpisce la Galilea

«Abbiamo l’esercito più forte al mondo, ne sono orgoglioso. Arriveremo a Beirut in treno», prevede con ottimismo Ruben Marli, sindaco di Nahariya, a pochi chilometri dal confine con il Libano, sulla linea di scontro tra Israele e Hezbollah per tutto il 2024 fino al cessate il fuoco di novembre.

IERI, INTERVISTATO da Radio Tzafon, si è detto «felice» della decisione di Hezbollah di rispondere, lanciando alcuni razzi e droni e offrendo a Israele un’opportunità d’oro per porre fine a una tregua che non ha mai rispettato. Nell’ultimo anno e mezzo di «cessazione delle ostilità», l’aviazione israeliana ha ucciso centinaia di libanesi nel sud del Paese, nella Bekaa e a Beirut sud: molti erano militanti, comandanti e quadri politici di Hezbollah, tanti altri civili. «Non dobbiamo fermarci e togliere il piede dall’acceleratore. Dobbiamo finire il lavoro in Iran e anche in Libano».

Marli, superata la trance bellica, si è ricordato dei suoi cittadini che, come nel 2024, sarebbero costretti a trascorrere gran parte del tempo nei rifugi mentre «l’esercito più forte del mondo» avanza nel Libano del sud. I rifugi di Nahariya, già colpita dai razzi di Hezbollah, non sono sicuri. «Ci troviamo con lacune nella protezione di circa il 65%», ha dovuto riconoscere. Il sindaco Marli rappresenta le decine di migliaia di israeliani che risiedono sul confine e che tifano per la guerra contro Hezbollah. Come i coloni del gruppo Uri Tzafon che il mese scorso hanno attraversato la recinzione nei pressi del villaggio di Yaroun per chiedere la costruzione di insediamenti israeliani in Libano.

A GALVANIZZARE coloro che in Israele invocano un’altra guerra è proprio Benyamin Netanyahu. Visitando la base aerea di Palmachim, accompagnato dal capo di stato maggiore Zamir e dal ministro della Difesa Katz, dopo aver esaltato le capacità dell’aviazione e i bombardamenti che compie sull’Iran, il premier ha avvertito che «Hezbollah ha commesso un errore molto grave quando ci ha attaccato. Abbiamo risposto con forza e risponderemo con una forza maggiore».

Ieri mattina, su ordine del ministro Katz, l’esercito è avanzato nel Libano del sud oltre le postazioni nei cinque villaggi libanesi che non aveva lasciato dopo il cessate il fuoco. Importanti interrogativi circondano le prossime mosse israeliane, accompagnate dal richiamo di 100mila riservisti.

L’OBIETTIVO, secondo quanto fanno trapelare i comandi militari e riportano i media locali, è stabilire quella che viene definita «una linea di difesa avanzata». In poche parole, Israele punta a creare una nuova zona cuscinetto all’interno del territorio libanese, della cui ampiezza non si sa ancora nulla, e per questo motivo ha intimato agli abitanti di 50 villaggi di allontanarsi immediatamente.

IL PORTALE israeliano Walla ieri sera riportava che l’esercito aveva completato la creazione di una «cintura di sicurezza». «Le nostre forze si trovano già in punti predeterminati, stanno migliorando le posizioni e trasferendo equipaggiamenti, cibo e tutto il necessario. Sarà una permanenza a tempo indeterminato. La fase successiva è la creazione di avamposti», ha aggiunto citando un ufficiale. L’esercito israeliano ha pronte diverse opzioni che vanno da un’operazione limitata a un’offensiva più ampia che, al momento, verrebbe però esclusa. L’analista Zvi Barel mette in guardia dall’accettare una guerra di attrito con Hezbollah: «Potrebbe trascinare Israele nel disegno strategico dell’Iran: una campagna calcolata volta a condurre una guerra di logoramento su tutti i fronti».

Stando a quanto si riesce a sapere, Israele punta sul crollo di Hezbollah, che pure ha dimostrato di essere motivato e organizzato nonostante i colpi subiti nel 2024, a partire dall’uccisione del suo leader carismatico, il sayyed Hassan Nasrallah. A giudizio del governo Netanyahu, Hezbollah, orfano della Guida suprema iraniana Ali Khamenei, sarebbe in grande difficoltà e soggetto alle pressioni del governo di Nawaf Salam, che non vuole la ripresa della guerra.

A BEN GUARDARE, Hezbollah non è messo così male. Ieri ha lanciato droni e razzi in Galilea, in direzione di Mayan Baruch e Kfar Yuval, dove una casa è stata colpita. Il movimento sciita ha detto di aver preso di mira la base di monitoraggio delle operazioni aeree a Meron con uno sciame di droni d’attacco e una base nel Golan occupato con alcuni missili.

Israele afferma che gli attacchi di Hezbollah sono falliti e che la sua aviazione ha colpito in poche ore 160 bersagli in Libano, inclusa la brigata d’élite Radwan e uno dei suoi comandanti, Reza Khazai. Ieri sera ha intimato ai funzionari iraniani in Libano di lasciare subito il paese altrimenti saranno obiettivi di attacchi. Sul fronte iraniano, Israele aggiunge di aver ucciso Daoud Ali Zadeh, comandante ad interim della Forza Quds, e di aver preso di mira a Qom la riunione del Consiglio religioso incaricato di scegliere la Guida suprema in sostituzione dell’ayatollah Khamenei. Il quotidiano Israel HaYom, vicino al governo Netanyahu, ieri ha scritto che l’obiettivo di Israele e Usa è innescare il caos e la guerra civile in Iran.

IN ISRAELE, dove i missili iraniani hanno ucciso undici persone e ferito decine di altre da sabato, anche ieri le sirene antiaeree hanno suonato ripetutamente, avvisando di attacchi imminenti e costringendo milioni di persone a correre nei rifugi antiaerei. Schegge si sono schiantate contro il tetto di un edificio vicino a Tel Aviv, facendo dodici feriti.

* Fonte/autore: Michele Giorgio, il manifesto



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