Trasporti, grandi reti, servizi pubblici e ordini L’agenda liberalizzazioni

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ROMA — Giovanni Pitruzzella consegnerà  il suo rapporto annuale al governo giovedì prossimo. E stavolta non passeranno neanche due settimane per tradurre in un preciso provvedimento di legge le segnalazioni del Garante per la concorrenza sulle distorsioni del mercato. Anzi, la legge annuale sulla concorrenza, che in teoria dovrebbe essere varata un mese dopo le segnalazioni, ma in che in realtà  in passato non è mai stata presentata, potrebbe costituire proprio il titolo primo del decreto per il rilancio dell’economia atteso a fine gennaio, dove le liberalizzazioni faranno la parte del leone. Oltre alla rimozione degli ostacoli normativi alla libera concorrenza indicati dal Garante, nel pacchetto del governo ci sono almeno altri quindici interventi. Compresi quelli sui taxi e i farmaci di fascia C, prima proposti, poi sfilati via dal decreto di fine anno.
Il governo dei tecnici non vuole, né può più dare segnali di cedimento su questo fronte. Non solo perché stride troppo con il profilo personale del premier Mario Monti, per lunghi anni commissario europeo al Mercato interno e all’Antitrust, e del sottosegretario alla presidenza, Antonio Catricalà , alla guida dell’Antitrust nazionale fino a poche settimane fa e ora regista del nuovo piano di liberalizzazioni. Il fatto è che senza una scossa decisa ai settori più protetti del mercato, che stavolta porti benefici concreti ai consumatori colpiti dalla manovra di risanamento dei conti, sarebbe difficile per il governo far avanzare l’intero piano delle riforme. Come convincere i sindacati a sedere al tavolo per la revisione della normativa sui licenziamenti e i nuovi ammortizzatori sociali. Tanto più che, come ha dimostrato il confronto dell’altro giorno a Palazzo Chigi con Bankitalia, dalle liberalizzazioni oltre a un effetto «politico» si attende anche un impatto concreto, di qualche decimo di punto di Pil, sulla crescita dell’economia già  da quest’anno.
Così il pacchetto delle liberalizzazioni al quale lavorano, insieme a Catricalà , lo stesso Monti con i ministri Corrado Passera, Enzo Moavero e Paola Severino, cresce di ora in ora di spessore. Anche se non tutti gli interventi sarebbero varati nello stesso momento, nell’agenda dell’esecutivo c’è tantissima roba: l’Autorità  per i trasporti, l’abolizione delle tariffe minime imposte dagli ordini professionali, le nuove misure per la privatizzazione dei servizi pubblici locali, gli interventi sulle grandi «reti», e quindi la distribuzione del gas, le Ferrovie, le Poste, ma soprattutto sulla rete di distribuzione dei carburanti e forse anche una revisione dei meccanismi delle tariffe Rc Auto che, anche dopo le recenti riforme, continuano a crescere a ritmi vertiginosi. Nonostante la feroce opposizione di alcune Regioni che sono ricorse alla Consulta contro la liberalizzazione degli orari dei negozi, potrebbero arrivare anche nuove misure sul commercio, forse proprio sulla pratica dei saldi, tutt’altro che trasparente. Potrebbero esserci anche le modifiche alla legge sul copyright, anche per tener conto dell’editoria online, e non si esclude neanche un nuovo intervento sulle banche, centrato questa volta sulla trasparenza e i costi di gestione dei conti correnti.
Molte delle misure del pacchetto avrebbero un impatto diretto sulle tasche dei cittadini, altre una valenza di carattere anche industriale. Come i possibili interventi sui monopoli naturali delle grandi reti di distribuzione. Si ritorna a parlare della separazione proprietaria tra Snam rete gas ed Eni, della rete di Telecom Italia, ma anche di dividere in due società  diverse, con diversi azionisti, Rete ferroviaria italiana, proprietaria dei binari e delle stazioni, da Trenitalia. Per le Poste si studiano misure per aprire ulteriormente il network agli altri fornitori di servizi, ma si stanno valutando anche il progetto della Banca del Sud e la questione delle agevolazioni statali all’editoria e al non profit, che oggi sono garantite solo a chi ricorre alle stesse Poste italiane.
Nel pacchetto ci sarebbe anche la liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti. La bassissima concorrenza mantiene i prezzi al consumo italiani di benzina e gasolio a un livello superiore alla media Ue del 15-20%, con un costo enorme per l’economia e un aggravio pesantissimo per i consumatori. Il governo, secondo quanto si apprende, sarebbe pronto a concedere ai gestori la facoltà  di approvvigionarsi di carburante da qualsiasi produttore o rivenditore, ma il piano potrebbe essere ancora più incisivo. E l’esecutivo di Mario Monti sarebbe intenzionato ad affrontare una volta per tutte l’annosa questione delle tariffe Rc Auto. È stato lo stesso Catricalà , come presidente dell’Antitrust, ad ammettere nella relazione dell’anno scorso che il meccanismo del rimborso diretto dei danni non ha prodotto i risultati attesi, visto che i prezzi dell’Rc Auto continuano a lievitare anno dopo anno. 
Uno dei punti fermi del piano di liberalizzazione sarà  la creazione della nuova Autorità  di controllo sui trasporti. Si occuperebbe delle ferrovie (sullo sfondo c’è anche l’apertura del mercato del trasporto regionale), di aeroporti e autostrade (sulle gestioni, affidate in concessione ai privati, l’Antitrust ha già  segnalato diverse anomalie), ma anche del trasporto pubblico locale, compreso il servizio taxi dai centri cittadini agli aeroporti. Nel pacchetto potrebbe esserci anche una nuova stretta sulla gestione dei servizi da parte di Regioni ed enti locali, che a tutt’oggi operano direttamente attraverso la proprietà  di oltre mille società . Si prevede che possano essere affidati in esclusiva, quindi in monopolio, solo i servizi che non possono essere svolti in concorrenza da più soggetti. Il governo è ormai pronto a dettare le regole-quadro cui dovranno attenersi governatori, sindaci e presidenti di Provincia nel momento in cui questi servizi dovranno essere rimessi all’asta, mentre è in fase avanzata la revisione dei meccanismi del «servizio universale», prevedendo che anche gli eventuali sussidi forniti dagli enti locali o dallo Stato vengano messi a gara tra i privati insieme ai relativi servizi.


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