Con «Alba» professori, No Tav e sindacalisti

Così, sabato, è nata «Alba», Alleanza lavoro beni comuni ambiente, nel nome del «referendum tradito» sull’acqua pubblica, della democrazia non circoscritta al Parlamento, contro il neo liberismo europeo incarnato da Monti, contro la riforma del lavoro. Alba osteggia gli odierni partiti ed è contro l’antipolitica. Un nuovo partito, insomma? Su questo già  si discute. Ginsborg frena, vuol prima sviluppare i circoli territoriali, non è interessato a «una cosa da 2 per cento». Ma Marco Revelli, un passato in Lotta continua, storico del fordismo e della «cultura di destra», prevede anche la preparazione per le elezioni del 2013. Un applaudito intervento in questa direzione ha fatto Alberto Lucarelli, docente di Istituzioni di diritto pubblico a Napoli. Solo che Lucarelli, a Napoli, è anche assessore ai Beni comuni: non starà  preparando il terreno al suo sindaco, de Magistris? Lucarelli ha lanciato una raccolta di firme contro l’obbligo del pareggio di bilancio in Costituzione: entusiasmo in sala. Una sala con molti ex dei Girotondi. Non c’è però Nanni Moretti (e nemmeno viene evocato) e non c’è Pancho Pardi, senatore con Di Pietro. Poi, molti professori, come Ugo Mattei, che insegna diritto a San Francisco e a Torino, si è battuto per l’acqua pubblica e lavora con gli occupanti del teatro Valle a Roma. Per Mattei, il governo Monti è fascistoide: «Una reazione al successo popolare dei referendum». Fra i firmatari del manifesto di Alba, il sociologo Luciano Gallino, sostenitore di un’Agenzia pubblica per l’occupazione, lo storico dell’ambiente Piero Bevilacqua, il magistrato Livio Pepino, il giurista Luigi Ferrajoli, Paolo Cacciari, ex deputato di Rifondazione, Guido Viale, uno dei leader di Lotta continua, oggi studioso di riconversione e diverso sviluppo alternativo. E Stefano Rodotà , che si è espresso «per una organizzazione a rete», per carità  non un partito «di reduci di tutte le battaglie perse a sinistra». E ancora, Giuliana Beltrame, consigliere comunale a Padova eletta con Rifondazione, Massimo Torelli, Sinistra plurale fiorentina, Andrea Bagni, che si occupa di Scuola pubblica, Nicoletta Pirotta, Iniziativa femminista europea. Ci sono i No Tav, come Claudio Giorno, Dario Fracchia e Sandro Plano. E la Fiom, con Gianni Rinaldini, segretario generale prima di Landini. L’intervento più calorosamente accolto, al PalaMandela, è stato quello di Giorgio Airaudo, leader Fiom a Torino e in Piemonte. Ad annusare l’aria, anche Nicola Fratoianni, assessore e consigliere di Vendola e Paolo Ferrero, segretario di ciò che resta di Rifondazione. E anche Vincenzo Vita, area sinistra del Pd: «Il mio partito — dice — dovrebbe guardare con attenzione a quest’area, magari anche accogliendo alcuni candidati».


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