«Una direttiva prevede di accogliere i profughi Ma cuore e ragione in Europa sono freddi»

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Quali misure concrete, per esempio?
«Esiste una direttiva (la 2001/55/CE del 20 luglio 2011, ndr) secondo la quale in caso di emergenza, di catastrofe umanitaria, l’Europa può ricevere temporaneamente i profughi di Paesi che si trovano in una situazione di crisi. Esiste una nazione che in questo momento viva un’emergenza peggiore della Siria? Non mi pare, eppure l’Europa fa come se a poche ore di volo dalle sue capitali non stesse succedendo niente».
Crede che quanto avvenuto ieri a Catania potrebbe far cambiare atteggiamento agli europei?
«Potrebbe e dovrebbe, certamente. Al Parlamento europeo noi Verdi assieme ad altri ci battiamo da mesi per attivare la direttiva di cui sto parlando, che è uno strumento già pronto per essere usato, se solo si volesse. Ma siamo una minoranza, e non più tardi di due mesi fa la nostra proposta di risoluzione è stata bocciata, nella disattenzione generale».
Perché secondo lei?
«Perché, come le dicevo, l’Europa ha la ragione e il cuore freddi. Germania, Francia, Italia, l’Europa di sinistra, di destra, del Nord o del Sud, nessuno vuol fare davvero qualcosa per quella gente. La ragione ci ha impedito di aiutare i siriani nella loro patria, ci ha suggerito di non aggiungere guerra alla guerra. Si è detto che non sapevamo chi aiutare e come anche se all’inizio, quando era ancora possibile, una mano ai manifestanti pacifici si poteva darla. Abbiamo aspettato troppo, e il risultato è che in Siria ci ritroveremo con ancora Assad o con i jihadisti. Poi, il cuore freddo ha impedito finora all’Europa anche di soccorrere i profughi, i civili innocenti che fuggono dai massacri. Ci vorrebbe una grande mobilitazione dell’opinione pubblica».
Che sembra avere altre priorità.
«È proprio così, per questo dico che se i governi europei hanno il cuore freddo, l’opinione pubblica ha il cuore di pietra. I cittadini dovrebbero spingere i governi di Italia, Francia e Germania a essere più attenti alla tragedia che sta avvenendo in Medio Oriente, ma non lo faranno. È inutile che facciamo il gioco dei governi cattivi che ignorano i buoni sentimenti del popolo, i governi europei di oggi sono la perfetta immagine dei loro popoli. Sono certo che domani in Italia ci sarà emozione, verranno versate lacrime di coccodrillo per i morti di Catania ma poi, ben presto, è ferragosto, va tutto bene, la vita è bella (in italiano, ndr)».
Pensa che in altri Paesi l’opinione pubblica sia meno egoista?
«Niente affatto, voi italiani in questo senso siete esattamente uguali a francesi, tedeschi, belgi, olandesi, etc. Abbiamo abbastanza guai nostri a cui pensare, non possiamo risolvere i mali del mondo».
Sta dicendo che con la crisi economica le preoccupazioni umanitarie sono diventate un lusso che non ci possiamo più permettere?
«Diciamo che la crisi dell’euro ha accentuato una tendenza all’egoismo che esisteva anche prima».
È scoraggiato?
«Per niente, bisogna continuare a lavorare, a spiegare, a insistere, a coltivare la speranza. Magari, dopo gli annegati di ieri in Sicilia, domani il governo svedese, o qualcun altro, proporrà di applicare la direttiva. La questione dei profughi siriani sulle nostre coste è appena all’inizio e faremmo bene ad affrontarla subito».


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