Ue alla Merkel: eurobond leggeri piano Hollande da 120 miliardi

UN PIANO francese da 120 miliardi per la crescita in Europa e eurobond “leggeri” per smussare le resistenze della Merkel. In vista del vertice del G20 che si apre oggi a Los Cabos, il presidente Franà§ois Hollande scrive al collega messicano Felipe Calderon annunciando misure a “effetto immediato” per l’economia. Le autorità  Ue, ossia i presidenti Barroso e Van Rompuy, Juncker (eurogruppo) e il titolare della Bce Draghi pensano anche a degli “eurobills” emessi dai paesi virtuosi. Calderon a sua volta punta a un “firewall” anti-crisi da 430 miliardi. Uno studio pone l’Italia tra i paesi più diligenti negli obiettivi di risanamento
LOS CABOS — In attesa che sbarchino in Messico i capi di stato e di governo e di fronte ai primi exit poll sulle elezioni in Grecia, filtrano i dettagli di un “piano Hollande”, inviato in anteprima a tutti i leader Ue, incluso il premier italiano Mario Monti che proprio di recente ha avuto a Roma un faccia a faccia con il responsabile dell’Eliseo.
Il progetto propone misure a effetto rapido attraverso una serie di grandi cantieri (reti intelligenti, energie rinnovabili, digitalizzazione), la creazione di una tassa sulle transazioni finanziarie e provvedimenti ad hoc destinati ad aumentare l’occupazione, specie quella giovanile. In tutto sono 120 miliardi reperibili su tre fronti. Il primo prevede lo sblocco di fondi strutturali Ue per 55 miliardi. Il secondo si propone di reperire altri 60 miliardi con il potenziamento della Bei, la Banca europea per gli investimenti. Il terzo fronte accenna a dei project bond emessi dall’Eurozona per 4,5-5 miliardi di euro. Le proposte di Hollande, contenute in un rapporto riservato di 11 pagine,
saranno discusse qui in Messico e formalizzate ufficialmente al Consiglio Ue di fine giugno. Il presidente francese però chiede che siano sviluppate “entro l’anno”.
BOND VERSIONE LIGHT
In queste ore cruciali per le sorti di Eurolandia emergono anche i particolari di un altro piano di intervento elaborato dalle autorità  istituzionali della Ue. Secondo indiscrezioni, questo progetto
mira appunto al lancio di eurobond in versione light, i cosiddetti euro-bills, a scadenza e importo limitati, escogitati proprio per convincere la signora Merkel. Secondo i suoi autori, cioè appunto Van Rompuy, Barroso, Juncker e Draghi, per come è congeniato, il modello sarebbe in linea con i dettati della Costituzione tedesca.
In sintesi: ogni paese che intenda finanziarsi con gli «eurobills » potrà  farlo solo in relazione ad una certa percentuale del suo Pil e solo se è virtuoso, ovvero se rispetta regole e principi di rigore del bilancio. Chi fuoriesce dai confini dell’austerity, verrebbe escluso dall’emissione di questi nuovi strumenti. I leader istituzionali europei presenteranno il piano ufficialmente al Consiglio Ue, dopo averlo esaminato proprio a Los Cabos.
FIREWALL ANTI-CONTAGIO
Calderon, che fa gli onori di casa, in una conferenza stampa accenna allo sblocco di altri 430 miliardi di dollari destinati a fronteggiare la crisi del debito sovrano. Si tratta del potenziamento del “firewall” anti-contagio gestito dal Fondo monetario internazionale, opportunamente ricapitalizzato. Calderon spera che l’iniezione di denaro sia addirittura maggiore rispetto agli accordi preliminari raggiunti tre mesi fa, a Washington. Si aspetta che partecipino i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ma non gli Usa. Questa intesa rappresenta “il più importante
patto di capitalizzazione mai stipulato dal Fondo nella sua storia».
ITALIA AL TERZO POSTO
A Los Cabos, dove si susseguono le riunioni e le teleconferenze per analizzare l’impatto del voto greco e per tentare di stilare un comunicato che rassicuri i mercati, rimbalza anche uno studio da cui risulta che l’Italia di Monti è tra i paesi più virtuosi nel portare avanti le promesse e gli impegni presi con i partner. Il rapporto, realizzato dal G20 Research
Group, un gruppo indipendente dell’Università  di Toronto, parte dal vertice di Cannes, quello nel quale, con Berlusconi ancora al governo, il paese era stato posto sotto doppia tutela, del Fmi e della Ue. Ebbene, da allora ad oggi, l’Italia è riuscita a piazzarsi al terzo posto nella graduatoria dei più diligenti, avendo rispettato il 90% degli impegni presi. Al secondo posto c’è l’unione europea nel suo complesso. Guida la classifica il Regno unito. Tra gli altri maggiori partner, la Germania è al sesto posto, la Francia si piazza al nono, mentre per incontrare gli Usa bisogna scendere al gradino numero 13. Maglia nera all’Argentina. «L’Italia ha rispettato pienamente i suoi impegni», si legge nel testo. Il governo tecnico ha approvato finora un «corposo pacchetto di misure e riforme, ha affrontato aggressivamente quella delle pensioni, ha portato avanti una importante politica di austerity». Non ha però “realizzato pienamente politiche specifiche per raggiungere il consolidamento fiscale ». Il presidente uscente della Banca Mondiale, Robert Zoellick dà  atto a Italia e Spagna di aver fatto le riforme richieste, ma sollecita un piano Ue per bloccare lo scetticismo dei mercati.


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