Fiscal compact, la sfida alla Ue si rafforza la manovra d’autunno

Nella legge di bilancio più risorse per cuneo ma anche “pacchetto over 50” per incentivare le assunzioni di lavoratori licenziati lontani dalla pensione

Rosaria Amato • 10/7/2017 • Lavoro, economia & finanza, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 459 Viste

Più risorse per aiutare gli ultracinquantenni che hanno perso il lavoro e che faticano a rientrare nel mercato. Il governo studia nuove misure e, soprattutto, è alla ricerca di coperture: in ballo anche interventi per i giovani. Le risorse potrebbero arrivare dall’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica ai privati, un intervento anti-evasione che potrebbe favorire un maggiore gettito di 4-5 miliardi, da destinare in misura prevalente al taglio del cuneo fiscale per le aziende che assumono giovani, ma anche a misure che favoriscano i più anziani. Serve però il via libera di Bruxelles, per via delle norme Ue in materia di Iva: i contatti per ottenere la deroga alla normativa europea sono già in corso. E poi c’è la battaglia che il governo intende intraprendere a partire dall’autunno contro il Fiscal compact, e che potrebbe liberare altre rilevanti risorse.

La disoccupazione degli ultracinquantenni rischia di diventare un fenomeno allarmante nei prossimi anni, con il graduale aumento dell’età della pensione. Al momento magari i numeri potrebbero non sembrare troppo preoccupanti: i disoccupati over 50 sono 482.000, in calo rispetto allo scorso anno. Ma gli inattivi della stessa fascia di età sono 4,7 milioni, in crescita, un grave segnale che dà la misura delle difficoltà, aumentate soprattutto dopo l’abrogazione, dal primo gennaio di quest’anno, dell’indennità di mobilità, e delle relative agevolazioni contributive. Sono rimasti in piedi i vecchi incentivi della legge Fornero, sgravi fiscali al 50% per l’assunzione sia a tempo determinato che indeterminato di ultracinquantenni disoccupati da almeno un anno. Ma un dettagliato studio della Uil dimostra, spiega il segretario confederale Guglielmo Loy, che negli ultimi anni «le aziende hanno utilizzato gli incentivi in maniera preponderante per le fasce più giovani della popolazione (fino a 44 anni)».

Una valutazione che non include ancora i dati di quest’anno, ma nel 2017 non può che andare peggio, osserva il segretario confederale della Cisl Gigi Petteni: «Prima la cassa integrazione era più lunga, e poi c’era la mobilità che in base all’età e alla contribuzione poteva arrivare anche a tre anni. Adesso per gli over 50 è tutto più difficile. E la decontribuzione non basta: servono interventi strutturali, i bonus sono insufficienti». Se per i giovani la soluzione può essere il taglio del cuneo fiscale, per i lavoratori più anziani, ritiene Petteni, «la strada per la ricollocazione è un sistema vero di protezione sociale, di politiche attive: bisogna che qualcuno prenda seriamente in carico questi lavoratori. Dovrebbe farlo l’Anpal, che però è ancora alla fase di sperimentazione: nel frattempo il governo non può che puntare sugli incentivi alla riassunzione, in futuro invece le risorse andranno alle politiche attive».

L’Anpal, spiega il presidente Maurizio Del Conte, sta rapidamente mettendo a punto una task force mirata alla ricollocazione dei lavoratori licenziati, soprattutto in riferimento ai licenziamenti collettivi. «Dall’autunno la legge ci assegna un ruolo nell’ambito delle crisi complesse, saremo ai tavoli del ministero dello Sviluppo. Più che di ultracinquantenni — dice Del Conte — io distinguerei tra giovani, che le aziende possono plasmare, e che hanno un costo del lavoro inferiore, e chi ha già una propria connotazione, un livello salariale, e ha perso il posto di lavoro a partire dai 40 anni. Stiamo già occupandoci di una situazione di questo tipo, il ricollocamento dei lavoratori della sede romana di Almaviva. Il primo strumento che utilizziamo e che utilizzeremo è quello della formazione ritagliata su misura, basata cioè sulla domanda, su un bilancio di competenze specifiche misurate sul territorio. Penso che in futuro si possano anche utilizzare i fondi interprofessionali dedicati alla formazione. Un forte accompagnamento personalizzato, insomma, che però non può essere limitato agli ultracinquantenni, credo che l’asticella vada collocata decisamente più in basso».

Fonte: Rosaria Amato, LA REPUBBLICA

 

 

Si studia l’estensione ai privati della fatturazione elettronica che darebbe 4-5 miliardi per gli sgravi Del Conte (Anpal): “L’asticella va abbassata ai quarantenni con gli stessi problemi”

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