Fiat, accordo fatto per Termini Imerese

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ROMA – Cinque ore di trattativa serrata tra i funzionari di Corrado Passera e gli uomini del Lingotto, poi, a fine pomeriggio, la fumata bianca sugli incentivi per la mobilità  a Termini Imerese. La notizia arriva per sms alle tute blu siciliane che in serata decidono di togliere il blocco alle bisarche che trasportano le ultime Y prodotte nella fabbrica vicino a Palermo.
Sono 640 i lavoratori che tra due anni, conclusa la cassa integrazione per cessata attività , andranno in mobilità  verso la pensione. Una sessantina di impiegati e 580 tute blu che otterranno poco più di 20 mila euro (22.850) di incentivo più altri tremila euro di conguaglio per mancato preavviso e premio fedeltà . In tutto circa 25 mila euro cui andrà  ovviamente aggiunta la liquidazione. In media tra due anni i dipendenti che andranno in mobilità  verso la pensione otterranno tra i 40 e i 50 mila euro più quattro anni di indennità  di mobilità . I sindacati hanno parlato di «un compromesso» che a seconda delle sigle è «soddisfacente» (Ugl), «decoroso» (Uilm), «responsabile» (Fim), «amaro e insufficiente» (Fiom). Ma al di là  degli aggettivi, la sostanza è che tutti hanno sottoscritto l’intesa. Secondo la Fiom, la Fiat avrebbe «fatto un dispetto» riducendo del 20-30 per cento l’importo degli incentivi rispetto alle tabelle normalmente utilizzate dal Lingotto in queste circostanze. Per la Cgil l’accordo è «positivo».
L’ad di Invitalia, Domenico Arcuri, che ha fatto da advisor ai progetti per la reindustrializzazione di Termini Imerese, si è detto soddisfatto: «Avevamo un bacino di 1.916 lavoratori, oltre 1.500 della Fiat e 350 dell’indotto. Con la mobilità  ne andranno in pensione 640. Il progetto Di Risio prevede 1.312 assunzioni dirette e 300 addetti dell’indotto. Dunque alla fine avremo creato 350 nuovi posti di lavoro». Nell’operazione la Fiat spenderà  21,5 milioni di euro ai quali va aggiunto il valore dello stabilimento che, spiega Arcuri, «verrà  consegnato alla Dr a costo zero, impianti compresi. Naturalmente – aggiunge l’ad di Invitalia – la Dr avrà  la piena proprietà  della fabbrica solo quando avrà  assunto tutti i lavoratori previsti».
L’accordo su Termini e il progetto della Dr (produzione di 4 nuovi modelli a partire dal 2013) verranno firmati giovedì al ministero dello sviluppo economico. Poi, spiega un comunicato del ministero di Passera, ci sarà  un accordo che coinvolgerà  anche il ministero del lavoro per ottenere la cassa integrazione per cessata attività  che durerà  due anni. Poi la partita passerà  alla Dr di Massimo Di Risio: «Speriamo in una nuova stagione per Termini Imerese», ha commentato il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo. I piani prevedono di arrivare entro cinque anni alla produzione di 60 mila auto all’anno con l’assunzione, entro il 2016, di 1.312 dipendenti. Nel 2012 cominceranno ad entrare nella nuova fabbrica 241 operai mentre le prime automobili usciranno dalle linee entro l’anno successivo.
Domani mattina l’accordo sarà  illustrato ai dipendenti di Termini Imerese in un’assemblea che si svolgerà  alle 10 davanti ai cancelli della fabbrica. «Siamo soddisfatti, è il male minore», anticipa Agostino Cosentino, delegato di fabbrica della Fiom. «E’ vero che è un accordo sulla mobilità  – prosegue l’operaio – ma almeno aumenta le speranze di tornare al lavoro per i dipendenti dell’indotto». Franceso Conte, uno degli addetti delle fabbriche che lavorano per la Fiat conferma: «Quando abbiamo sentito che il ministero aveva anticipato la convocazione, abbiamo capito che poteva accadere qualcosa di positivo».


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