L’euro verso la resa dei conti

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“L’euro supererà  il Natale?” La domanda posta dal Journal du Dimanche assilla l’intera Ue. Il settimanale parigino rilancia la previsione catastrofica di Jacques Attali, secondo cui la fine dell’euro arriverà  prima dell’inizio del 2012 se i dirigenti “non guarderanno oltre la scadenza del loro mandato e gli appuntamenti elettorali”. Secondo il giornale “per salvare l’euro resta soltanto un mese”:

Dopo la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo, il contagio letale ha raggiunto l’Italia. La penisola è super-indebitata e ha dovuto chiedere prestiti a tassi esorbitanti. Venerdì i creditori hanno chiesto all’Italia il 7,8 per cento per prestiti a due anni, ovvero 3,2 punti percentuali in più rispetto a due mesi fa. […] Se la terza economia della zona euro dovesse andare in default e non onorare i propri debiti, l’unione monetaria avrà  fatto cilecca. […] La tensione è alle stelle. Alla vigilia del weekend, Standard & Poor ha declassato il Belgio. Giovedì prossimo Parigi deve trovare tra i 3 e i 4,5 miliardi di euro. Si tratta di un vero banco di prova, tenuto conto che i creditori si allontanano ormai anche dalla Germania, che resta in una situazione migliore. Questa settimana Berlino avrebbe voluto raccogliere 6 miliardi d’euro sui mercati, ma ne ha ottenuti soltanto 3,6. Una vera sorpresa.

“La crisi dell`euro e del debito è arrivata a un punto di svolta destinato a segnare l`economia europea, oltre a quella italiana, e gli stessi assetti costituzionali del continente”, scrive Federico Fubini sul Corriere della Sera:

Tra poche settimane niente sarà  più come prima, ma nessuno ha la certezza che tutto andrà  secondo la tabella di marcia che si sta delineando. […] Già  domani, l’Italia deve affrontare una delicatissima asta di titoli di Stato […]. Martedì stesso l’Eurogruppo esaminerà  le proposte francesi e (soprattutto) tedesche di quella che la cancelliera Angela Merkel chiama unione fiscale. […] Queste modifiche, salvo sorprese, passeranno al vertice europeo del 9 dicembre. Il giorno prima la Bce avrà  deciso un`offerta di liquidità  illimitata a due o (più probabile) tre anni per dare ossigeno alle banche. E per allora il premier Mario Monti avrà  passato in Consiglio dei ministri le misure, comprese quelle sui patrimoni, per stabilizzare l’Italia. A quel punto tutto sarà  pronto perché la Bce possa agire. La banca centrale potrebbe annunciare obiettivi di spread dei titoli di stato, oltre i quali interverrebbe sui mercati con forza illimitata. Ma le soglie saranno abbastanza alte da obbligare i governi a fare comunque la propria parte per abbassare i rendimenti. II cammino per voltare pagina nella crisi è questo. L’Europa si prepara a percorrerlo, sapendo che si è persa per strada già  troppe volte in precedenza.

La Stampa riferisce che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno allargato a Mario Monti l’accordo per la riforma dei trattati europei, dando vita a un “patto a tre per l’Europa”. Sul quotidiano torinese l’economista Franco Bruni constata che

Le difficoltà  del debito pubblico italiano sembrano ormai il principale problema dell’economia mondiale. È possibile che si stia esagerando. […] l’eccesso di drammatizzazione è una caratteristica di certe fasi delle crisi finanziarie, soprattutto quando le misure di aggiustamento e riforma esitano ad arrivare e incontrano inizialmente ostacoli politico-sociali, prima che, insieme ai loro costi, vengano capiti bene i loro benefici. […] Eccesso di drammatizzazione è anche il continuo parlare di fine dell’euro, senza saper bene di che cosa si parla e senza capire che non risolverebbe nulla e danneggerebbe tutti.

Secondo La Tribune il conto alla rovescia è già  iniziato:

Tic tac, tic tac… Il cronometro che misura le chance di sopravvivenza dell’euro è implacabile. […] A livello ufficiale la Germania continua a opporsi a un intervento di maggior incisività  da parte della Bce. Al ritmo col quale procede la crisi, questo ostinato rifiuto assomiglia sempre più al comportamento di un vigile del fuoco che lasci bruciare una casa per insegnare ai bambini quanto sia pericoloso giocare con i fiammiferi.

Lo spagnolo El Economista prevede una scissione della zona euro in due zone distinte, una per i paesi più virtuosi e l’altra per quelli più fragili. Sarà  “Angela Merkel a scegliere i nove paesi che costituiranno il ‘super-euro’”, in quanto

la cancelliera vuole che tutti i paesi, uno alla volta, firmino un nuovo Patto di stabilità , un meccanismo simile a quello degli accordi di Schengen. Secondo i regolamenti Ue, nove è il numero minimo di paesi richiesto per l’adozione di accordi di cooperazione rafforzata. Merkel è soddisfatta di questa formula per due motivi evidenti: il tempo e la semplicità  della sua attuazione. […] L’accordo potrebbe essere attivo a gennaio o febbraio 2012, ma si tratterebbe di un rinvio tutto sommato rapido, se paragonato a quello necessario per modificare un trattato, mai inferiore a un anno. […] L’Italia e la Spagna entrerebbero a far parte del club: la loro partecipazione è di importanza cruciale, in quanto i firmatari godrebbero dell’appoggio permanente della Bce. Senza dimenticare che così si eviterebbe una divisione netta tra nord e sud.

Die Welt dà  per scontata l’approvazione delle “obbligazioni privilegiate” difese dalla Germania: “Sei paesi della zona euro aventi la massima solvibilità  (la tripla A) creeranno buoni del Tesoro comuni i cui interessi saranno nel migliore dei casi compresi tra il 2 e il 2,5 per cento”. Secondo il quotidiano tedesco


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