Monti: ora tocca a crescita e liberalizzazioni

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ROMA – Saranno novanta giorni di fuoco, in cui il governo metterà  mano alla fase 2, alle liberalizzazioni in primo luogo, e non è detto che non se ne occupi già  il consiglio dei ministri del 28 dicembre: un antipasto del pacchetto di provvedimenti del 2012. Mentre la riforma del mercato del lavoro avrà  tempi più lunghi. Monti ne ha parlato nei colloqui con i leader del Pdl (Alfano, Gasparri e Cicchitto) e del Terzo Polo (Casini prima, e Rutelli poi). Ma nella lunga antivigilia di Natale del Professore – oltre al consiglio dei ministri che vara il decreto “Milleproroghe” ribattezzato “Pocheproroghe” – c’è anche un incontro con il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Su tutto incombono la dinamica dello spread, le turbolenze dei mercati, la preoccupazione di preservare lo sforzo fatto con la manovra per consolidare i conti pubblici e per invertire la tendenza recessiva.
Il faccia a faccia con Alfano, quindi Casini e infine Rutelli ha concluso questa tornata di vertici con i partiti. Il Pdl si presenta di prima mattina, alle 8,15, e con un regalo «sobrio», che Alfano porta a Monti: una penna con il logo dei 150 anni dell’Unità  d’Italia. E la richiesta di concordare le prossime misure: «Al governo abbiamo chiesto di stimolare la crescita e di fare sentire più forte la voce dell’Italia in Europa», spiega il segretario Pdl. Ma il piatto forte sono le liberalizzazioni. «Bene se sono quelle vere, contro i grandi potentati, non solo contro i tassisti», avverte Gasparri. I fili della fase 2 sono da intrecciare con cautela, in particolare sulla riforma del lavoro, che per il leader del Pd, Bersani non deve riguardare il cambiamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che sancirebbe la libertà  di licenziamento.
«Né richieste né proteste dall’Udc, Monti va solo assecondato, aiutare questo governo oggi significa aiutare gli italiani», dichiara Casini uscendo da Palazzo Chigi. E su Twitter scrive: «Più incontro Monti e più cresce la mia stima per lui. Pur riconoscendo le difficoltà , è sereno e risoluto: la migliore guida per l’Italia». Il leader del Terzo Polo fa un appello ai partiti e al loro senso di responsabilità : «Nessuno ha la bacchetta magica, e quindi non vanno creati intralci ma favorite soluzioni». La fase 2 è indispensabile: «Altrimenti la fase 1 sarebbe monca», osserva Casini e aggiunge che c’è «una grande determinazione a procedere da parte del governo». Ci saranno costanti consultazioni con i partiti, però sempre incontri bilaterali, anche se «con Alfano e Bersani ci vogliamo bene». Chiude così la discussione sulla cabina di regia, il leader centrista. E dopo tre ore e mezza di consiglio dei ministri (che ha varato tra l’altro l’aumento del canone Rai, la convenzione con Radio Radicale, lo slittamento degli sfratti, la nomina di Angelo Sinesio a commissario per il piano carceri) è la volta di Rutelli. «Il Terzo Polo sostiene Monti nelle riforme e nelle liberalizzazioni, e noi – afferma il leader di Api – gli daremo una serie di proposte molto focalizzate». All’attacco va Di Pietro che insiste per elezioni anticipate: «Meglio il voto che questa democrazia a scartamento ridotto», e giudica «giochini da Prima Repubblica i vertici con i partiti». Il malcontento attraversa anche il Pdl, in particolare gli ex An. Ignazio La Russa giudica il governo tecnico e la maggioranza allargata «una parentesi della democrazia».


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