Assicurazioni, autostrade banche: guai a chi le tocca

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Il decreto sulle liberalizzazioni, infatti, delude sul fronte dell’attacco alle vere «lobby» che in un modo o nell’altro mettono le mani nelle tasche dei cittadini. I nomi sono presto fatti: assicurazioni, banche, pedaggi autostradali. Proprio ieri l’Osservatorio nazionale sulle liberalizzazioni nelle infrastrutture e nei trasporti (Onlit) bastonava il professor Monti: «Questo governo è forte con i deboli e debole con i forti». L’Osservatorio se la prende con gli «extraprofitti enormi» che derivano alle 23 concessionarie autostradali. Le concessioni, infatti, sono state quasi tutte rinnovate. Addio, dunque, alla possibilità  di introdurre alcuni cambiamenti che avrebbero permesso di ristabilire un po’ di equità  in un settore che – dice ancora l’Onlit – «ha ammortizzato i costi di investimento, ridotto il costo del personale del 10% grazie all’automazione, incrementato i veicoli trasportati e aumentato i pedaggi sempre oltre l’inflazione». Si sarebbe potuto, per esempio, aumentare almeno un po’ quel 2% dei ricavi annui che le concessionarie versano allo stato come canone concessorio. Oppure adottare il cosiddetto price-cap. Si tratta di un meccanismo che prevede un «tetto» massimo al prezzo che si può praticare all’utenza. Su questo punto è intervenuto ieri il deputato del Pd Dario Ginefra, promettendo che presenterà  un emendamento al «Creci Italia». Su questo punto Monti si è difeso nella trasmissione «In mezz’Ora» affermando che tutto è stato rinviato al prossimo rinnovo delle concessioni (cioè nel 2038) per non dare agli investitori «l’immagine negativa di un paese in cui cambia il governo e cambiano le regole». «Non rende giustizia al coraggio con cui si stanno attaccando le piccole rendite di posizione», ha ribattuto Ginefra.
Non si capisce perché, allora, non intervenire almeno sul fronte delle assicurazioni. Di assicurazioni il «Cresci Italia» si occupa, ma si tratta di interventi che probabilmente non avranno alcuna ricaduta sulle tariffe. Compreso quello che permette alle assicurazioni di ripagare il danno (solo alle cose) offrendo propri riparatori con un calo del 30% del risarcimento. Servirà  a ridurre le tariffe? «Ho i miei dubbi, a risparmiare sarà  l’assicurazione», dice a OmniAuto Stefano Mannacio, presidente del Comitato patrocinatori stragiudiziali. Perché, invece, non spingere davvero il pedale sulle liberalizzazioni? E permettere di assicurarsi con qualsiasi compagnia europea? E’ un emendamento che vorrebbe proporre l’Idv insieme ad un altro che incida sulle «riserve di legge» assicurate ai notai: «Si dovrebbe stabilire che le autentiche di atti privati, anche di contenuto economico, possano essere effettuate anche da sindaci o segretari comunali», ha detto il vicepresidente alla camera dell’Idv Antonio Borghesi. Per non parlare delle banche. Il decreto interviene soltanto sull’accoppiamento mutuo-polizza assicurativa. Un menù «tutto completo» a cui spesso il cliente non può sottrarsi. L’Antitrust aveva suggerito un aut aut: illegale presentarli insieme. Invece il governo ci è andato morbido, ed ha soltanto imposto che la banca sia obbligata a presentare due preventivi diversi.


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