“Capire gli attentati a Equitalia” E su Grillo è bufera bipartisan

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ROMA – Poche, sintetiche parole su Internet, ma sufficienti per far esplodere rabbia e polemiche senza soluzione di continuità . Automatico, se l’argomento è Equitalia e l’autore Beppe Grillo: «Se é diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze. Un avviso di pagamento di Equitalia é diventato il terrore di ogni italiano. Che, se non paga l’ingiunzione “entro e non oltre”, non sa più cosa può succedergli. Non c’é umanità  in tutto questo e neppure buon senso».
Apriti cielo: il tempo che si diffonda il concetto (espresso sul suo blog) e Grillo diventa il bersaglio bipartisan, dal Pdl al Pd (salvo qualche picco distinguo). «Scherza con il fuoco» dice subito Daniele Capezzone, portavoce Pdl. Gli fa eco Debora Serracchiani, europarlamentare Pd: «Pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia ad un giudizio di disumanità  nei confronti del sistema esattoriale, non si cavalca il malcontento». Proprio ieri, a Torino, nella sede di Equitalia, hanno intercettato una busta con proiettile destinata al direttore. Ma la provocazione di Grillo è lanciata: «Gli attentati contro gli uffici di Equitalia, avvenuti nelle ultime ore a Foggia e Modena? Si può dire tranquillamente che stiano per sostituire i tradizionali botti di San Silvestro, con la differenza però che durano tutto l’anno». 
Politicamente scorretto, d’obbligo la replica. «Questa volta la battuta non fa ridere nessuno» si limita a dire uno stizzito Attilio Befera, proprio il presidente di Equitalia. «In un momento di difficoltà  bisognerebbe avere tutti il massimo senso di responsabilità  e occorrerebbe difendere gli uomini che fanno il loro dovere al servizio della collettività ». Anche Di Pietro si aggiunge nella condanna a Grillo: «Inaccettabile l’idea di Grillo di comprendere le ragioni di chi non ha alcuna ragione». Soltanto l’avellinese Rotondi (Pdl) riesce a individuare un qualche punto di ragione per il comico genovese: «l’interrogativo che pone non è peregrino, però non sarà  lui a darci la linea». Effettivamente c’è un consiglio finale, da parte di Grillo: «Mario Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia. Se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà  la mancanza».
Non c’è solo la reazione del mondo politico. C’è anche quella dei lettori di Grillo, di quelli che lo seguono online. Si scatenato anche loro, ovviamente a favore: sono qualche centinaio i commenti lasciati, ed i post fanno trasparire quella che è la rabbia sociale, e di toni sono di ogni tipo. Qualche esempio? «Per una multa di 88,35 euro, pagata con un giorno di ritardo, dopo un anno mi chiedono 106,06 euro ed entro 15gg! Ma io ci compro le bombe con quei soldi e vi ci faccio saltare il c…!». Oppure: «Grillo, ho appena sentito i commenti politici alle tue affermazioni. Questi o fanno finta di non capire o proprio non capiscono nulla. Stanno portando il Paese alla guerra civile e non se ne rendono conto».
La “solidarietà ” bipartisan finisce però in serata, quando Osvaldo Napoli (Pdl) si scaglia contro grillini e dipietristi, rei di invocare «il cappio contro l’evasione e l’elusione fiscale e poi, quando si stringe il cappio, urlare allo scandalo».


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La conferma, da parte della Cassazione, del reato di devastazione nei fatti del luglio 2001 a Genova era prevedibile. Almeno stando all’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza che ha ravvisato quel reato, per esempio, «nella condotta tenuta da un gruppo di tifosi che, prima dell’inizio di una partita di calcio, realizzi plurime e gratuite aggressioni nei confronti delle forze di polizia, facendo uso di ogni genere di oggetti contundenti» (Cass., sez. 1, 29 aprile 2010).

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