Revisione tabelle d’invalidità : per la Fish “violazione della Convenzione Onu”

ROMA – “Una patente violazione dei principi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ”: è drastico il commento della Fish allo schema di decreto di revisione delle Tabelle usate per valutare l’invalidità  civile. Decreto sul quale, entro il 7 novembre prossimo, la Commissione Affari sociali della Camera dovrà  esprimere il proprio parere. “Si mira a definire le patologie senza alcun riferimento agli ostacoli e ai disagi causati alle persone dall’ambiente circostante, dall’assenza di inclusione e di pari opportunità  – osserva la Fish, che si aspetta di essere convocata in audizione – Il testo è stato predisposto non in funzione del diritto alla salute delle persone ma, dichiaratamente, quale strumento (inefficace) di contrasto al cosiddetto fenomeno delle ‘false invalidità ’. È uno strumento che, oltre che inadeguato, è arretrato scientificamente: vi si fa ancora riferimento al concetto, inventato nei primi anni del secolo scorso, di incapacità  lavorativa generica”.

C’è poi la spinosa questione delle certificazioni, che dovranno essere rilasciate dai relativi specialisti, il che “comporterà  un disagio per i cittadini – nota la Fish – ed un aumento di costi per il Servizio Sanitario Nazionale. Aumenteranno le visite soprattutto per le patologie degenerative”. C’è poi una grave disattenzione, secondo la Fish, nei confronti dei bambini con disabilità , “per i quali è previsto identico iter e procedura che per gli adulti”. Per quanto riguarda poi il riconoscimento dell’indennità  di accompagnamento, che peraltro, come precisa la Fish, “è la maggiore voce di spesa di questo comparto, pari a 13 miliardi l’anno”, sembra che “il ministero, su questo, voglia continuare a lasciare ‘carta bianca’ all’Inps”. Nelle prossime ore il Direttivo della Fish si riunirà  per definire le proprie posizioni e proposte, prima fra tutte “la richiesta a Balduzzi, Ministro della Salute, di ritirare il provvedimento. In caso contrario seguiremo la via dei tribunali per contestare una norma contraria al buon senso prima ancora che alle Convenzioni internazionali”.

 

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