“Romney ha gettato la maschera per lui le donne sono solo oggetti”

“FINALMENTE è chiaro cosa pensa Mitt Romney delle donne: sono oggetti da rinchiudere in un classificatore». Erica Jong è preoccupata, parla lentamente al telefono dalla sua casa newyorchese. «Se Romney sarà  eletto, noi donne americane faremo un balzo all’indietro di cento anni». La scrittrice statunitense è convinta che la vittoria repubblicana potrebbe rimettere in discussione alcune storiche conquiste femminili. «Non sono mai stata così spaventata da un risultato elettorale».
Quale effetto avrà  la gaffe di Romney sui “binders full of women”, i classificatori pieni di donne?
«Purtroppo molte americane non conoscono davvero il vero volto di Romney. Questa frase pronunciata durante il secondo duello tv ha avuto il merito di smascherare il pensiero del candidato repubblicano. Proprio mentre stava cercando di vantare le sue politiche in favore delle donne, ha usato un’espressione terribilmente sessista. Ma non mi faccio illusioni. Il ciclo dell’informazione è rapido. Anche una gaffe come questa può essere dimenticata nel giro di ventiquattro ore».
Quale sarebbe il vero volto del candidato repubblicano?
«Anche se sta cercando di rifarsi un’immagine da liberal, il candidato repubblicano è un estremista di destra in materia di diritti delle donne. È contrario all’aborto, anche per le donne stuprate. Non solo, la novità  di questa campagna presidenziale è che dietro alla battaglia contro i “pro choice”, in parte già  vista, ce n’è un’altra, ancora più pesante, contro il diritto alla contraccezione e i consultori famigliari in generale che Obama invece ha potenziato».
Subito dopo il dibattito è andato in onda un nuovo spot di Romney nel quale si dichiara favorevole alla contraccezione e all’aborto in alcuni casi.
«È l’ennesima menzogna. Romney ha dimostrato da che parte stava scegliendo come suo vice l’ultraconservatore Paul Ryan. Il partito repubblicano in questo momento è tornato a una visione ottocentesca della società . Le donne non devono lavorare fuori casa, sono solo strumenti riproduttivi ».
Come mai allora nei sondaggi il candidato repubblicano ha guadagnato consensi proprio nell’elettorato femminile?
«Il problema è che Romney mente spudoratamente. È un formidabile ipocrita. Molte elettrici non hanno il tempo di informarsi. Se solo andassero a cercare la verità , vedrebbero che è il peggior candidato repubblicano degli ultimi tempi. Persino George W. Bush era più liberal».
Molte associazioni e intellettuali si stanno mobilitando contro il sessismo del partito repubblicano.
«Purtroppo le giovani sono meno informate di noi, hanno poca memoria. Possono essere ingannate facilmente da Romney. In altri casi, le donne sono talmente preoccupate dalla situazione economica che hanno priorità  diverse».
E Barack Obama è un “femminista”?
«Intanto può contare su Hillary Clinton, diventata il più efficace e popolare Segretario di Stato che si ricordi. Non solo. Obama ha promosso le donne ai vertici alla Corte Suprema con la nomina di due membri. Tra le misure che ha fatto approvare c’è la legge per la parità  salariale, ma anche la riforma sanitaria che offre nuove garanzie alle donne. Infine, ha difeso il diritto all’aborto».
C’è un effetto first ladies sulla campagna?
«Ci sono due modelli femminili agli antipodi. Ann Romney è una moglie ricca e benestante, che non ha mai sfiorato alcuna difficoltà  nella vita. Michelle Obama viene da una famiglia povera, ha studiato, fatto carriera come avvocato e cresciuto due figlie affrontando problemi simili a quelli di milioni di americane. Ann forse è carina, può indossare costosi tailleur di stilisti, ma non sa quello che c’è fuori, nel mondo. È un elemento decorativo. Michelle invece ha una forza simbolica notevole. Certo che aiuta. Però non è lei che gli americani devono eleggere ».


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