Addizionali Irpef, scontro al Senato dal 2014 pagano anche i redditi bassi

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ROMA — Finale al cardiopalma per le tasche dei contribuenti italiani. Dopo l’introduzione della nuova tassa sui rifiuti, si è profilato per alcune ore il rischio della eliminazione della progressività  sulle addizionali regionali: molte Regioni, come l’Emilia Romagna, le Marche e l’Umbria, infatti applicano le addizionali (la base è 1,23 più 0,5 per cento nel 2012-2013) per fasce di reddito in modo da far pagare meno i più poveri e di più i più abbienti . Una norma, che incombeva sulla legge di Stabilità , prevedeva che le Regioni non avrebbero più potuto applicare questo meccanismo progressivo ma avrebbero dovuto introdurre aumenti uguali per tutti, a meno che non avessero caricato sul proprio bilancio i costi degli «sconti». Dopo un braccio di ferro e un forte pressing del presidente delle Regioni Vasco Errani si è introdotto un emendamento che mantiene inalterato per l’intero 2013 il sistema della progressività  delle addizionali compensandolo con i trasferimenti dello Stato: nel 2014 tuttavia il sistema sarà  abolito e gli aumenti saranno pagati ugualmente da tutti se le Regioni non ci metteranno soldi di tasca propria. Analogamente è stata anche rinviata al 2014 la norma che prevede l’abolizione dello «scudo» che mette al riparo i contribuenti sotto i 28 mila euro da aumenti delle addizionali oltre lo 0,5 per cento.
La legge di Stabilità  è tuttavia arrivata al traguardo in grande fibrillazione: la commissione Bilancio del Senato ha concluso i lavori e licenziato le norme alle 3,30 del mattino di ieri e ha consentito all’aula del Senato di avviare l’esame conclusivo che dovrebbe concludersi oggi con la fiducia.
Nel finale polemiche ma anche per una quantità  di norme e micro-norme contenute nell’emendamento omnibus. Si segnalano, tra l’altro, oltre due miliardi sono stati stanziati per la Tav Torino-Lione in 15 anni, solo cento milioni in più per le università , stop alla richiesta per i produttori di moto di inserire l’Abs sui veicoli e nessun obbligo per gli automobilisti di usare gli pneumatici da neve in città . Nel testo finale, che ieri si stava ancora limando e rivedendo, anche una serie di micro-norme che vanno dal bicentenario verdiano alla Resistenza, dalla manutenzione della basilica di san Francesco d’Assisi, fino al finanziamento del collegio nazionale dei maestri di sci.
Due le misure che hanno scatenato le polemiche: la rinuncia a prorogare a giugno la gara per aprire circa di aprire mille sale da poker. Il ministro della Salute Balduzzi ha definito «sconcertante » la norma, anche se i relatori Legnini e Tancredi hanno spiegato che la disposizione che riguarda le sale-poker nasce dal precedente governo. L’altra questione è l’irritazione del ministro per l’Università  Profumo che ha parlato di «allarme molto alto» per il finanziamento di soli 100 milioni alle università  a fronte dei 400 richiesti.


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