Esodati, dal decreto al bando dell’Inps Il percorso per ottenere l’assegno

Loading

ROMA — «Una risposta troppo piccola che lascia in piedi l’angoscia e l’incertezza dei tanti lavoratori e lavoratrici esclusi dai decreti precedenti»: la Cgil ci va giù duro contro il decreto del governo, che prevede la salvaguardia di altri 6.500 esodati, i licenziati individuali dal 2009 al 2011, mettendo in campo risorse per 700 milioni dal 2013 al 2020. Pur trovando positivo «che questa volta si sia partiti da un criterio, piuttosto che da un numero», il sindacato chiede un incontro urgente per arrivare ad una «soluzione definitiva e che valga per tutti gli interessati». Incalza la Cisl, chiedendo «che il ministro del Lavoro convochi con urgenza le parti sociali».
Ma quante persone riguarda questa «soluzione complessiva»? Secondo una controversa stima dell’Inps, gli esodati rappresentavano un esercito di 390 mila persone, «nato» con la riforma Fornero che, allungando i tempi per la pensione, di fatto lasciò a casa senza salario né sussidio quelli che in molte aziende in crisi avevano perso o lasciato il posto di lavoro. Da questa cifra vanno sottratti i 130 mila che sono stati già salvaguardati, con tre diversi provvedimenti, dal governo Monti, mettendo in campo poco più di 9 miliardi. La prima tranche di lavoratori, 65 mila, ha inviato la domanda di salvaguardia entro il 21 novembre 2012. La seconda, 55 mila persone, entro il 21 maggio 2013. L’ultima, poco più di 10 mila, dovrà presentarla entro il 25 settembre. E adesso bisognerà capire le modalità per chi rientra nell’ultima salvaguardia varata dal governo Letta l’altro ieri, i 6.500 licenziati individuali. Teoricamente, quindi, rimarrebbero circa 250 mila persone nel limbo. Una stima che non trova riscontro con quella del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che parla di 20-30 mila esodati ancora da salvaguardare. Una platea più abbordabile, che potrebbe trovare risposte già in sede di dibattito parlamentare, quando, entro 60 giorni, il decreto verrà convertito in legge. Il ministro non ha fatto mistero del fatto che il provvedimento di mercoledì sera è solo un «primo passo» per sollecitare una soluzione più ampia proprio in Aula. Staremo a vedere.
Intanto c’è un altro fronte che si apre: è quello sui tempi della tutela. Il primo bilancio effettuato dall’Inps non è per niente confortante: al 10 giugno 2013, solo l’8% delle situazioni prese in carico dallo Stato ha riscosso finora una vera e propria pensione. Sono infatti soltanto 11.384 i salvaguardati che hanno raggiunto la conclusione del lunghissimo iter per rientrare nelle tutele previdenziali dello Stato, a fronte dei 130.130 presi in carico. I dati rispecchiano lo status solo del primo decreto, quello di un anno fa, l’unico che ha concluso il suo percorso istituzionale. Facendo un calcolo veloce, significa che, tra conversione del decreto legge, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, emanazione dei decreti attuativi, bando dell’Inps, analisi delle istanze, accettazione, di questo passo gli esodati salvati oggi prenderanno la pensione, se tutto va bene, la prossima estate.


Related Articles

Alitalia, mezzo miliardo o il commissario

Loading

 Procedura fallimentare o intervento pubblico. Moretti di notte a Palazzo Chigi

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment