Axe­los (Syriza): «Tsipras è stato troppo idealista»

Grecia. Intervista a Loukas Axelos, «profondamente europeista», dimessosi dalla segreteria di Syriza

Dimitri Deliolanes, il manifesto redazione • 2/8/2015 • Copertina, Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 1041 Viste

«Se c’è un’accusa da fare al governo è quella dell’ingenuità idea­li­sta. Sono andati a nego­ziare con l’Europa di Schau­ble come se fosse l’Europa di Vol­taire. Senza nes­suna pre­pa­ra­zione, senza nes­sun pro­getto e senza pre­pa­rare l’opinione pub­blica greca e anche euro­pea alla durezza dello scon­tro. Prima delle ele­zioni dice­vano che i mer­cati avreb­bero bal­lato al nostro ritmo, dopo le ele­zioni l’accordo sem­brava sem­pre die­tro l’angolo. Erano del tutto impre­pa­rati, mal­grado gli avver­ti­menti. Que­sti sono errori gravi, che vanno sot­to­li­neati e denunciati».

Lou­kas Axe­los, edi­tore e scrit­tore, parla a il mani­fe­sto dopo essersi appena dimesso dalla Segre­te­ria Poli­tica di Syriza ma rima­nendo mem­bro del Comi­tato Cen­trale. Nell’ultima riu­nione fiume, si è schie­rato con la «Piat­ta­forma di Sini­stra» nel con­te­stare la solu­zione del Con­gresso straor­di­na­rio («Un con­gresso farsa che dovrà solo ret­ti­fi­care l’accordo con i cre­di­tori già pas­sato in Parlamento»).

Ma non è un seguace di Panayo­tis Lafa­za­nis. La sua cri­tica al governo non com­prende l’elaborazione di un’«alternativa» all’euro e si con­cen­tra prin­ci­pal­mente sul modo in cui Tsi­pras ha affron­tato la crisi. «Non sono per l’uscita dall’eurozona, anche se cono­sco bene le sue pato­lo­gie ori­gi­na­rie e la dege­ne­ra­zione che ne seguita. Syriza è nato ed è sem­pre stato un par­tito euro­pei­sta. Par­lare ora di ritorno alla dracma è fuori luogo. Il gruppo diri­gente doveva affron­tare il pro­blema dei nostri rap­porti con l’Europa molti anni fa, quando era chiaro che avremmo gover­nato. Non lo ha fatto e ora deve fare i salti mor­tali per giu­sti­fi­care la dura scon­fitta incassata».

Axe­los dirige la rivi­sta «Tetra­dia», roc­ca­forte della sini­stra «patriot­tica e inter­na­zio­na­li­sta» ma anche «pro­fon­da­mente euro­pei­sta» den­tro Syriza.

Ritiene che il governo e i popoli euro­pei che lo hanno soste­nuto abbiano perso una «bat­ta­glia importante».

È con­vinto che ora c’è un peri­colo di «tra­sfor­mi­smo» e imputa non Tsi­pras ma tutto il gruppo diri­gente che sta attorno a lui: «Sono i vec­chi euro­co­mu­ni­sti che ancora ragio­nano in ter­mini ideo­lo­gici. Una pic­cola mino­ranza del vec­chio Syriza del 4% che si com­porta come fosse il pro­prie­ta­rio del 37% otte­nuto a gennaio».

A loro Axe­los imputa anche la scarsa capa­cità rifor­ma­trice del governo: «Se si esclu­dono due o tre mini­stri, tutti gli altri sono del tutto inca­paci e inu­tili. Tsi­pras dovrebbe sosti­tuirli, si deve eman­ci­pare dai vec­chi padroni del par­tito e sacri­fi­care anche qual­che suo amico per­so­nale. Deve par­lare chiaro alla gente e recu­pe­rare la radi­ca­lità del pro­gramma di governo».

Dovrebbe anche «sfrut­tare l’enorme capa­cità di ela­bo­ra­zione teo­rica e pra­tica» della sinistra.

«Sono anni che tutti sot­to­pon­gono studi, pro­po­ste, ela­bo­ra­zioni ma nulla di tutto ciò è stato preso in con­si­de­ra­zione. Come se il governo di sini­stra non ne avesse biso­gno. Eccoli qua i risul­tati. Ed ecco per­ché mi sono dimesso».

Ultima domanda: alla luce dell’ultimo incon­tro del Comi­tato cen­trale, delle parole di Tsi­pras e quella degli altri diri­genti di Syriza, si può affer­mare che ormai il per­corso trac­ciato sem­bra quello che pro­cede verso una scis­sione? Axe­los ci pensa bene prima di rispon­dere: «Certo, se le cose non cam­biano den­tro il par­tito…» ammette sconsolato.

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